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MotoGP | Morbidelli: "Criticano i miei sorpassi? Per me conta il giudizio di Crafar"

Durante il weekend di Mandalika, il pilota della Pertamina Enduro VR46 è stato criticato per i suoi attacchi aggressivi sia dal compagno Di Giannantonio che da Miller, ma la sua condotta non è stata neppure investigata dallo Stewards Panel. Questa è la cosa che conta di più per lui, che ora ha capito quali siano i limiti imposti da Simon Crafar.

Franco Morbidelli, VR46 Racing Team, Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Franco Morbidelli, VR46 Racing Team, Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Franco Morbidelli è stato il pilota che è finito probabilmente al centro di più episodi controversi in questa stagione di MotoGP. Il pilota della Pertamina Enduro VR46 è finito ripetutamente sotto alla lente d'ingrandimento dello Stewards Panel, al punto che alla vigilia del weekend di Misano è stato anche minacciato che alla successiva infrazione sarebbe stato punito con un ride through.

Da quel momento, il pilota italiano non ha più avuto richiami, anche se nel weekend di Mandalika è stato tirato in ballo da un paio di avversari. In particolare, dopo la Sprint è stato piuttosto critico il suo compagno di squadra Fabio Di Giannantonio, che lo ha accusato di avergli rovinato la gara con i suoi "sorpassi stupidi". Domenica invece è stato Jack Miller a lamentarsi, ma entrambi gli episodi non hanno attirato l'attenzione dei commissari.

Ed è proprio questo che ha sottolineato Franky quando domenica gli è stato chiesto il suo pensiero in merito ai commenti dei colleghi, spiegando che ora ha ben chiaro quali siano i paletti posti da Simon Crafar, responsabile dello Stewards Panel da quest'anno, che ritiene di aver rispettato perfettamente in Indonesia.

"E' una questione davvero interessante. Ho sentito alcune lamentele riguardo ai miei sorpassi di ieri e di oggi. Ma devo dire che Simon (Crafar) è molto attento", ha detto Morbidelli dopo la gara lunga, conclusa all'ottavo posto dopo il settimo della Sprint.

"Voglio dire, sta controllando i miei sorpassi in modo molto clinico. Abbiamo parlato molto dei miei sorpassi e mi affido al giudizio di Simon. Tutti dovrebbero farlo, perché è un giudizio davvero equo, coerente e ben spiegato".

Franco Morbidelli, VR46 Racing Team

Franco Morbidelli, VR46 Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

"Quest'anno ho trascorso tanto tempo in ufficio con Simon. Mi ha parlato molto e mi ha fatto capire come dovrebbero essere effettuati i sorpassi in MotoGP. Sicuramente senza mettere a rischio l'altro pilota, senza toccarlo, senza costringerlo ad uscire di pista, senza essere pericolosi: questo è il limite".

"Questo è il limite che cerco sempre di rispettare ed è il limite che Simon fa sempre rispettare ai piloti. E quest'anno lo ha fatto in modo davvero eccellente".

Riguardo alla sua condotta a Mandalika, Franco ha fatto un raffronto anche con quanto accaduto una settimana prima a Motegi nella lotta tra Marc Marquez e Joan Mir, con il ducatista che ha sfoderato un sorpasso aggressivo, ma senza andare oltre i limiti del consentito secondo lui.

"So che è difficile accettare un sorpasso, come ad esempio quello di Marquez su Mir in Giappone. Magari finisci un po' largo e perdi più tempo del dovuto. Può essere un po' frustrante, ma questa è ancora una gara e, per me, va benissimo così. E' quello che il pubblico vuole vedere".

"Questo è ciò che contraddistingue il motociclismo. Quindi, quello che penso è che abbiamo un ottimo arbitro, chiamiamolo così. Mi ha spiegato molte cose quest'anno. Sono ancora un pilota aggressivo e attacco ogni volta che posso, ma sono totalmente d'accordo con il giudizio di Simon", ha concluso.

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