MotoGP | Morbidelli 5°: "Ho preso grandi rischi oggi, ma non possiamo non essere felici"
Morbidelli ha concluso al quinto posto il GP di Aragon dopo una gara combattuta e ricca di duelli, in particolare con Fermin Aldeguer, su cui l'ha spuntata sul finale. Pesa però il tempo perso in partenza, punto critico del weekend, senza cui crede avesse il potenziale per prendere Acosta: cionostante, il weekend l'italiano è felice del weekend.
Nelle ultime due gare c’è stato un minimo comun denominatore: i duelli offerti da Franco Morbidelli tra Silverstone e Aragon, che oggi gli sono valsi un bel quinto posto. Resta tuttavia un pizzico di amarezza, perché l’italiano è convinto che si potesse ottenere qualcosa di più.
Analizzando il weekend, Morbidelli ritiene paradossalmente che il passo avanti compiuto sul giro secco sia anche ciò che gli ha precluso una migliore prestazione in gara. Non perché partire più avanti sia un aspetto negativo, ma perché sulla lunga distanza non tutti gli elementi si sono incastrati come sperato.
Questo è emerso soprattutto a inizio gara, quando ha faticato a restare agganciato al gruppo di testa. In quel frangente, non solo le prime tre Ducati al traguardo, ma anche le due KTM di Pedro Acosta e Brad Binder hanno preso il largo, lasciando Morbidelli a lottare con la Ducati Gresini di Fermín Aldeguer.
Franco Morbidelli, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Proprio il duello con lo spagnolo, debuttante quest’anno in MotoGP, è stato uno dei momenti più avvincenti della corsa, regalando spettacolo ed emozioni, incluso un contatto sul lungo rettilineo che porta all’ultima curva. Una battaglia che Morbidelli è riuscito a vincere, conquistando così la quinta posizione.
“Alla fine è stata una bellissima battaglia, dopo una gara tostissima in cui ho faticato tanto. È come se questo weekend avessimo lavorato molto bene per il giro secco ma non abbastanza per le due gare, perché sia all’inizio della sprint che della gara lunga non avevo un grande potenziale: rischiavo troppo anche solo per recuperare una partenza non ottimale”, ha raccontato Morbidelli, sottolineando quanto sia stato necessario prendersi dei rischi.
“Ci ho provato, ma sono quasi caduto tre volte: una volta alla curva 10 ho corso un rischio enorme, ma anche alla 9 e alla 5, appena ho superato Binder, ho rischiato seriamente. È stata tosta da questo punto di vista, ma non possiamo non essere contenti per un weekend del genere”.
Le stesse difficoltà le aveva già incontrate nella sprint del giorno prima: “Ieri è successa la stessa cosa: all’inizio facevo tantissima fatica, non ce la facevo. Tutti ci aspettavamo qualcosa di meglio sia dalla gara di ieri che da quella di oggi, ma in qualche modo non sono riuscito ad avere una buona velocità nella fase iniziale”.
Franco Morbidelli, VR46 Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
“Quindi sono davvero felice di essere riuscito a portare la moto al traguardo, e ancora di più di averlo fatto in quinta posizione, perché alla fine mi sono ritrovato a lottare con Fermín. È stata una bella battaglia: lui aveva un gran potenziale nel finale e sono contento di essere riuscito ad avere la meglio, ma era davvero forte”.
Tuttavia, dopo la qualifica c’era la speranza di poter ambire a qualcosa in più, speranza che però non si è concretizzata proprio perché la velocità mostrata sul giro secco non si è tradotta nel passo gara. “Per come siamo andati in qualifica con la gomma nuova, ci aspettavamo tutti qualcosa in più, però purtroppo non è stato possibile”.
“Dobbiamo capire bene cos'è successo, perché abbiamo fatto le stesse cose, ma a inizio gara non avevo un gran potenziale. Questo è il problema principale”.
Secondo Morbidelli, proprio questa difficoltà nelle fasi iniziali è ciò che gli ha impedito di potersi giocare il quarto posto con Acosta, che nel frattempo aveva già accumulato un buon margine.
“Sì, assolutamente. Ho perso molto tempo nella battaglia, e anche per i tre momenti critici che ho avuto. Per tre giri sono stato più lento del mio passo naturale di un secondo e mezzo, un secondo e due. Quindi sì, ho perso tanto tempo, e alla fine avremmo potuto raggiungere Pedro. Ma è andata così”.
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