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Analisi

MotoGP | Mondiali decisi dalle Sprint: errore di Bagnaia o successo di Martin?

I 24 punti di vantaggio che ha Jorge Martin in campionato e che lo portano a un passo dal titolo in MotoGP vengono dalle cinque cadute di Pecco Bagnaia nelle Sprint. Ma si spiegano anche con l’esplosività dello spagnolo e il nuovo focus con cui ha affrontato questa stagione.

Francesco Bagnaia, Ducati Team, Jorge Martin, Pramac Racing

Sabato scorso a Sepang, Pecco Bagnaia è finito nella ghiaia per la terza volta quest’anno in una Sprint mentre era all’inseguimento del suo rivale per il trionfo e per la corona da campione. Al termine della gara breve, il campione in carica si è mostrato addolorato e sconcertato, incapace di trovare una spiegazione razionale ai cinque zeri che accumula fino ad ora nelle Sprint e che, come lui stesso ha sottolineato, sono state determinanti per portare Martin a un passo dal titolo.  

Infatti, il pilota del team Pramac potrà festeggiare il suo primo mondiale in MotoGP fra dieci giorni se riuscirà a vincere la Sprint, in cui ha cementato gran parte delle sue opzioni. “Ho solo bisogno di migliorare il mio rendimento il sabato. Devo capire perché ho sbagliato tanto e lavorare su questa cosa. La domenica ho sempre avuto un livello altissimo, ma quello che spiega questa differenza sono le Sprint”, ha lamentato il piemontese.

I numeri di questa stagione del campione e vicecampione del mondo sono spaventosi e li rendono irraggiungibili dagli altri piloti. Paradossalmente, Bagnaia è molto vicino a perdere un mondiale che in termini numerici è il suo migliore da quando corre in MotoGP.

Il suo rendimento nelle gare lunghe è stato impressionante, con 10 vittorie e 15 podi dei 19 possibili e 345 punti dei 461 totali che figurano in classifica. La sottrazione indica che il torinese ha sommato 116 punti il sabato, 48 meno di Martin (164 punti). Nella quantità di trionfi nella Sprint sono più o meno alla pari (sette a sei per Martin), ma la differenza tra loro è evidente negli zeri: Pecco ne ha sommati cinque contro i due del suo rivale.

Ma le statistiche vanno interpretate con i contesti. Se ci trovassimo nell’era precedente al cambio di format del weekend introdotto nel 2023 in cui si contano i punti solo la domenica, Bagnaia comanderebbe la classifica con un vantaggio di 24 punti sul madrileno e sarebbe a un solo punto dal diventare campione del mondo per la terza volta consecutiva.

 Jorge Martín, Pramac Racing, Francesco Bagnaia, Ducati Team

Jorge Martín, Pramac Racing, Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto de: Dorna

Tuttavia, quel format ormai è passato e la programmazione attuale esalta uno dei punti forti dello spagnolo: l’esplosività. “Sapevamo che uno dei punti forti di Jorge fosse la sua esplosività e ora ha trovato il modo di massimizzare questa virtù che ha”, ha dichiarato Gino Borsoi, team manager di Pramac, a Motorsport.com.

“Per capire il suo stato di forma, io segnalerei questa esplosività e la mentalità che ha avuto quest’anno. Ora scende in pista sapendo che non è obbligato a vincere sempre, ma la cosa importante è rendere bene, riportare la moto al box e poi che sia la classifica a giudicare”, aggiunge Borsoi.

Il salto dal sabato alla domenica

Al netto dei punti che hanno in tasca, la principale differenza tra le gare del sabato e quelle della domenica è che nelle prime le moto non sono così affinate come nelle seconde. In questo senso, non è un caso che Bagnaia, uno dei più metodici della griglia, faccia un grande passo in avanti nel rendimento tra il sabato e la domenica.

Insieme al suo grande talento e alla sua temperanza, il due volte campione del mondo MotoGP sfrutta al meglio il metodo di lavoro stabilito in Ducati dall'arrivo di Gigi Dall'Igna (2014). Basato sulla raccolta e sull'analisi delle informazioni fornite dalle otto Desmosedici del costruttore bolognese, questo protocollo consente di ottimizzare le prestazioni dei prototipi in modo molto più rapido ed efficiente nel corso del weekend. E il banco di prova più utile per trarre conclusioni è la prova sprint. Fino ad allora, i tecnici hanno “solo” tre sessioni di prove per analizzare e cercare la migliore messa a punto.

“Sicuramente, Jorge si adatta molto bene e velocemente alla moto da quando ci sale il venerdì mattina. Al contrario, vediamo che Pecco molte volte cresce con il passare delle prove. Di solito, la domenica è quando fa la differenza perché le persone che lo circondano hanno potuto raccogliere e studiare tutte le informazioni possibili. Con tutte queste risorse, di solito arriva al momento più decisivo con la moto totalmente di suo gusto”, spiega a chi scrive queste righe una voce autorizzata che viene dal box delle moto rosse.  

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Francesco Bagnaia, Ducati Team

Foto de: Gold and Goose / Motorsport Images

“Da fuori, senza conoscere tutti i dettagli, si ha la sensazione che Pecco arrivi un po’ più tirato alla Sprint, ma poi, con tutte le informazioni delle altre Ducati, dal consumo delle gomme alla messa a punto passando per l’elettronica e altro, compie il passo in avanti che vediamo la domenica”, aggiunge un ingegnere di pista della concorrenza, che lavora con uno dei campioni del mondo della griglia.

In Malesia, questa sensazione è stata di nuovo evidente, non tanto per la caduta del sabato quanto per la vittoria del giorno successivo. Un decimo successo, quello di Bagnaia, che ha esaltato il metodo Ducati nonostante sia praticamente impossibile riconfermare il titolo a Montmelò, tra meno di due settimane.

Se ciò dovesse accadere, sarebbe ingiusto concludere che il campione in carica ha fallito, se si considera che nessuno ha vinto più di lui, in un anno in cui ha battuto tutti i record individuali di qualsiasi pilota Ducati. In ogni caso, la lettura di Martin sarà stata più accurata.  

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