Valentino: "Peccato il podio, ma bene per il Mondiale"

Il "Dottore" sbaglia strategia e chiude quinto nella sua Misano, ma la caduta di Lorenzo lo lancia a +23

E' stata una domenica particolare quella che ha vissuto Valentino Rossi oggi a Misano, con una gara rocambolesca che ha richiesto addirittura un doppio cambio di moto. Nella gara di casa non è riuscito a salire sul podio per la prima volta nel 2015, ma di contro il quinto posto odierno, complice anche il ritiro di Jorge Lorenzo, gli ha permesso di prendere il largo nella classifica iridata con 23 punti di vantaggio.

Insomma, il sapore di questo Gp di San Marino e della Riviera di Rimini poteva essere migliore, anche se è comunque buono per il pilota della Yamaha: "Diciamo che sto provando degli stati d'animo differenti: naturalmente sono un po' deluso di non essere riuscito a fare una gara migliore qui a Misano, perché sarebbe stato bello salire sul podio con questa atmosfera speciale e così tanti tifosi. Mi dispiace un po' anche perché avevo un buonissimo potenziale sia sul bagnato che sull'asciutto. Dall'altra parte per il campionato è un grandissimo risultato: vista la caduta di Lorenzo sono riuscito a guadagnare 11 punti, che sono fondamentali. Salire sul podio sarebbe stato bello, ma è più importante il campionato, che è l'obiettivo finale".

La prima parte della corsa, nonostante l'arrivo della pioggia, è stata positiva, anche perché il cambio dalle slick alle rain è arrivato nel momento giusto: "Abbiamo avuto le condizioni ideali per tutto il weekend, poi si è messo a piovere proprio prima della gara, ma a quel punto bisognava cercare di fare comunque il massimo. Sono contento dei primi due terzi della mia gara, perchè sull'asciutto sono riuscito a rimanere vicino a Lorenzo e Marquez ed anche sul bagnato ero molto veloce, infatti ero davanti e me la potevo giocare fino alla fine".

Quando la pioggia è calata però si è complicato tutto, soprattutto perché non è stato facile scegliere quando tornare sulle slick: "Poi ha smesso di piovere e per arrivare più avanti sarei dovuto rientrare prima per mettere le slick. Per me e per Jorge però la situazione era un po' più complicata, perché quando ti giochi il campionato non devi pensare solo a fare la scelta giusta, ma anche quella meno rischiosa. Mi volevo fermare sinceramente, ma pioveva ancora un po' al tramonto e sul rettilineo dietro, quindi avevo paura che potesse riattaccare più forte e, se fosse stato così, sarebbe stato un disastro".

Il nove volte iridato ha optato per la strada meno rischiosa, rendendo più semplice la strada verso la vittoria a Marc Marquez: "Chiaramente mi sarebbe piaciuto vincere, ma Marquez lo ha fatto non solo perché ha rischiato di più, ma anche perché è stato più bravo. In queste condizioni, quando dalle rain devi ripassare alle slick, se non hai niente da perdere è tutto più facile. Con questo non voglio dire che se avessi rischiato avrei vinto facilmente, perché sarebbe stato comunque difficile".

Poi il "Dottore" ha spiegato più nel dettagli i ragionamenti che ha fatto: "Secondo me la scelta la deve fare il pilota, quindi se c'è un errore è più colpa del pilota che della squadra. Poi se aspetti la tabella rischi di perdere un altro giro, che in termini di tempo potrebbe valere anche sette o otto secondi, quindi il pilota deve anche un po' affidarsi al suo istinto. Naturalmente io e Jorge ci stavamo marcando un po': quando avevo deciso di fermarmi, ho visto che lui non ha accennato a rientrare, quindi ho deciso di proseguire anche io. Alla fine è rientrato un giro prima lui, ma in ogni caso avrei fatto il cambio nello stesso giro. Come dicevo prima, Marquez è stato bravo, ma anche Smith ha fatto tutta la gara con le slick, quindi si è preso un gran rischio, ma lui se lo può prendere perché non si gioca il Mondiale. Redding addirittura ha azzeccato il cambio perché è caduto. Nel suo caso la scelta giusta è arrivata grazie ad un errore".

Ed ha ribadito che non è stato il pit stop di Lorenzo a convincerlo a rientrare un giro più tardi: "Non mi ero accorto che Jorge fosse rientrato, ma in ogni caso mi sarei fermato il giro successivo, perché mi avevano segnalato che Smith stava girando 10 secondi più forte. Mi sarebbe piaciuto arrivare alla fine con le rain, ma poi ho fatto un rapido calcolo ed ho capito che con ancora otto giri avrei perso troppo tempo, quindi non c'è stata altra scelta. La strategia giusta comunque è stata quella di Marc e infatti ha vinto".

Non poteva mancare un ragionamento sulla classifica iridata. Vale non vuole considerare neppure Marquez tagliato fuori, nonostante sia oltre 60 punti indietro. Dunque, non è ancora il momento difare calcoli: "E' tutto molto relativo. Per quanto riguarda Marquez, i punti di vantaggio sono tanti, ma fino a quando non è fuori matematicamente non bisogna fare l'errore di dimenticarselo, perché comunque può vincere tutte le domeniche. Lo stesso discorso vale per Jorge e quindi non posso permettermi di amministrare, perché se arrivo terzo ci sono 9 punti di differenza. Bisogna cercare di andare avanti così e di battere Lorenzo. Sulla carta Aragon è una pista difficile per, quindi sarà un weekend in cui si dovrà soffrire. Abbiamo fatto un test là e siamo andati abbastanza bene, quindi bisognerà provare a fare una bella gara e vedere cosa succede dopo".

Infine, ancora un piccolo accenno alle alette, che oggi dotavano una delle sue M1: "Credo che le avessi su una sola delle due moto. Abbiamo visto dai dati che potevano aiutare un pochino, quindi le abbiamo messe, ma credo che sarebbe stata la stessa cosa anche senza".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP di San Marino
Sub-evento Domenica post gara
Circuito Misano Adriatico
Piloti Valentino Rossi
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Ultime notizie