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MotoGP | Mir sul ritiro: “Ci ho pensato, ma mi sarei pentito”

A Silverstone si erano rincorse voci di ritiro a fine stagione per Joan Mir, che sta affrontando il peggior momento della sua carriera. In un’intervista a DAZN Spagna, il pilota Honda rivela di aver pensato di smettere durante la pausa della MotoGP, ma sostiene che si sarebbe pentito poco dopo.

Joan Mir, Repsol Honda Team

Honda non sta attraversando il periodo migliore della sua storia in MotoGP, anzi. Se fino a pochi anni fa era la moto più ambita della classe regina, ora sembra essere caduta una maledizione sulla RC213V, diventata inguidabile per chiunque, anche per Marc Marquez. A farne le spese sono tutti i piloti, tra cui Joan Mir. Il maiorchino è rientrato nel Gran Premio di Gran Bretagna dopo un lungo stop per infortunio al Mugello e nel paddock di Silverstone si sono rincorse le voci di un probabile ritiro a fine stagione.

La situazione che sta attraversando il campione del mondo 2020 non è tra le più semplici, nella classifica generale è solo 25° con 5 punti e capire questa Honda risulta davvero un’impresa. Suona quasi normale pensare di voler gettare la spugna, così come nel 2019 aveva fatto Jorge Lorenzo, ritiratosi dopo una stagione calvario in HRC costellata da infortuni e risultati negativi.

Mir non nasconde di aver pensato di appendere il casco al chiodo, la pausa estiva è servita per riflettere su questo. Ma è stata anche molto utile per comprendere quanta voglia abbia ancora di scendere in pista e continuare a correre. In un’intervista concessa a DAZN Spagna, il maiorchino rivela di aver riflettuto sul proprio futuro, ma anche di avere ancora degli obiettivi.

“A volte ho pensato di restare a casa”, spiega Mir. “Ma sono convinto che in futuro me ne sarei pentito. Se un giorno deciderò così, dovrò essere sicuro di non pentirmene in futuro. Ora non è il momento, so che me ne pentirei. Ho lavorato con uno psicologo sportivo e sto facendo tutto il necessario perché voglio crescere con la Honda”.

L’aspetto mentale influenza in maniera importante le prestazioni in pista, per questo Mir ha deciso di curarlo con uno psicologo. Il periodo difficile è però iniziato già lo scorso anno, quando Suzuki ha deciso di abbandonare il campionato. Un fulmine a ciel sereno per tutti, piloti compresi, che hanno dovuto trovare un’altra sistemazione. Mir è passato al team ufficiale HRC, non riuscendo a ottenere i risultati sperati e combattendo contro la sua stessa moto.

“Sicuramente è l'anno più brutto della mia carriera, sono successe tante cose. Mi guadagno da vivere molto bene facendo quello che mi piace, ma siamo stati messi sotto una forte pressione da quando eravamo piccoli, quella pressione che ti fa dare una mossa o ti fa smettere. Quest'anno, prima della pausa, la mia testa mi ha detto 'Calma, diamo le giuste priorità’”, spiega lo spagnolo chiarendo quali sono stati i suoi pensieri durante lo stop forzato.

Una di queste priorità è continuare con Honda e ricostruire quella che è stata la squadra più vincente del campionato. Già a Silverstone aveva affermato di volere contribuire alla rinascita del marchio, e lo conferma a DAZN: “Rispetterò il mio contratto con la Honda. È la migliore squadra del mondo che sta attraversando un periodo difficile e io voglio contribuire a rimetterla in carreggiata. Voglio vincere, voglio tornare dove ero in passato. Non sto cercando altre alternative, voglio che quello che c'è qui funzioni”.

Joan Mir, Repsol Honda Team

Joan Mir, Repsol Honda Team

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Al momento, però, sembra molto complicato far funzionare le cose. La dimostrazione di quanto la situazione sia difficile è Marc Marquez. L’uomo che ha portato gli ultimi sei titoli mondiali in Casa Honda, non riconosce più la RC213V, che è diventata ingestibile anche per lui, che l’ha sempre interpretata al meglio. “Se Marc sta soffrendo su questa moto, significa che la situazione è disperata”, analizza Mir. “Lui è il miglior pilota della griglia, non è bello vedere qualcuno che ha vinto così tanto in queste condizioni”.

Mir però preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno, ritenendo che le difficoltà oggettive della moto siano una fonte di preoccupazione, ma sarebbe più angosciato se si trovasse nelle posizioni di rincalzo mentre il suo compagno di squadra lottasse per vincere: “Quello che mi preoccuperebbe davvero è se mi trovassi in questa situazione e poi questa moto vincesse delle gare, in quel caso mi mi preoccuperei molto di più”.

Una situazione molto simile l’ha vissuta il suo ex compagno di squadra Alex Rins, che però ha reagito in maniera diversa alla notizia dell’addio di Suzuki. Lo spagnolo ha vinto due delle ultime tre gare disputate lo scorso anno e, in forza al team LCR quest’anno, è stato l’unico a far trionfare Honda nella stagione in corso, quando ha vinto ad Austin. Nonostante la reazione diversa di Rins alle situazioni simili, ha portato lo spagnolo a cambiare rotta per il futuro andando in Yamaha ufficiale al posto di Franco Morbidelli il prossimo anno.

Mir riconosce la grande forza di Rins sotto questo aspetto: “Ha gestito molto meglio di me i momenti difficili, sia quando la Suzuki ha deciso di fermarsi sia quest'anno alla Honda. Quando entrambi abbiamo avuto tutto a posto, forse a un certo punto sono stato io a ottenere un po' di più. Ma nei momenti difficili lui è stato in grado di ottenere di più rispetto a me. Quest'anno è riuscito a vincere ad Austin, ed è una cosa fantastica se pensiamo alla situazione in cui si trova la moto. Gli auguro tutto il meglio per la Yamaha, è un grande pilota”.

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