MotoGP, Joan Mir non si sente più il numero due in Suzuki

Joan Mir insiste nel dire che non si vede più come la seconda guida della Suzuki dopo aver completato la sua stagione da esordiente in MotoGP lo scorso anno.

MotoGP, Joan Mir non si sente più il numero due in Suzuki

Mir ha concluso la sua prima stagione nella classe regina al 12esimo posto assoluto, con meno della metà dei punti del compagno di squadra Alex Rins, anche se ha perso due gare a causa di una brutta caduta avvenuta nei test post-gara di Brno ad agosto.

Il suo miglior risultato è stato il quinto posto nel Gran Premio d'Australia, che ha segnato anche la prima volta in cui è riuscito a piazzarsi davanti a Rins in una gara che hanno concluso entrambi.

Lo scorso fine settimana, è stato confermato che Mir è stato messo sotto contratto dalla Suzuki per altre due stagioni. Questo significa che rimarrà in coppia con Rins fino alla fine del 2022.

"Voglio pensare che non ci sia più il numero uno" ha detto Mir ad un piccolo gruppo di media, tra cui Motorsport.com, dopo la conferma del suo rinnovo di contratto.

"L'anno scorso è stato così, perché Rins era consolidato nel team ed io ero appena arrivato, quinti era tutto più chiaro. Io non credo che sia più così e credo che anche Suzuki la veda allo stesso modo".

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"Dobbiamo entrambi lavorare per portare Suzuki dove merita di stare, come ha fatto Kevin Schwantz. Suzuki ha un grande potenziale. Spero di essere vicino ad Alex e in alcune gare magari di stargli anche davanti".

"Il segreto per fare un altro passo in avanti è che anch'io devo essere veloce. Questo ci farà crescere tutti e darà l'impressione che la moto sia in grado di stare davanti in tutte le gare".

Mir era entrato nella lista degli osservati speciali della Ducati durante l'inverno, ma alla fine è rimasto fedele alla Suzuki, rinnovando il contratto con la Casa di Hamamatsu che sarebbe scaduto alla fine dell'anno.

"Sono molto contento del rinnovo" ha detto Mir. "Il mio lavoro con Suzuki non è finito". Anche se mi restava un anno di tempo, non era sufficiente".

"Se avessi cambiato team, avrei avuto bisogno di un anno di formazione. Credo molto nel progetto Suzuki e penso che insieme possiamo farcela".

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

Joan Mir, Team Suzuki MotoGP

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Rins ha ammesso di trovare "fastidioso" il fatto che in molti pensino che la GSX-RR sia una moto facile da guidare. E anche su questo punto Mir sembra essere in linea con il suo compagno di squadra.

"Non è certamente facile" ha detto il 22enne della Suzuki. "Le persone che lo dicono, non ne hanno idea. Se avessero provato tutte le moto, lo capirebbero".

"Penso che la Suzuki sia una moto con un quattro cilindri in linea come la Yamaha. E' un po' più aggressiva ed ha un modo di guidare un po' particolare".

"Non so perché tutti i piloti hanno avuto difficoltà il primo anno, ci sono sempre state delle cadute. E' difficile capire perché. Sembra che alcune moto possano essere più facili di altre in una fase di adattamento, ma non ne sono sicuro".

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