MotoGP | Mir: "Non ho mai avuto difficoltà prima della Honda, ero abituato male"
Joan Mir riconosce che i buoni risultati che lo hanno accompagnato fin dall'inizio della sua carriera hanno giocato a suo sfavore quando ha firmato per la Honda, tanto da fargli perdere la motivazione, che ha ritrovato in questa stagione con la nuova moto.
Per la prima volta dopo tanto tempo, il maiorchino, che in virtù delle sue credenziali e dei suoi trascorsi deve guidare la riscossa di HRC, ammette apertamente che la variante della RC213V prevista per l'inizio del 2025 è un chiaro passo avanti rispetto ai modelli precedenti, almeno alle due versioni che conosce (2023 e 2024).
Mir è stato uno dei piloti che hanno attirato maggiormente l'attenzione nei test invernali che si sono conclusi la scorsa settimana a Buriram, dove il Campionato del Mondo inizierà il 2 marzo, tra meno di due settimane.
Lì, il Campione del Mondo 2020 (Suzuki) ha chiuso con il sesto tempo, a mezzo secondo da Marc Marquez, il punto di riferimento dell'ultimo run in Thailandia. I 13 giri consecutivi compiuti nell'ultima giornata nella simulazione di Sprint dovrebbero metterlo in condizione di lottare per un piazzamento nella top-6, con Fabio Quartararo, che ricopre lo stesso ruolo, ma sulla Yamaha.
Se le indicazioni di cui sopra saranno confermate, questo salto di qualità permetterebbe alla Honda di porsi nuovi obiettivi, molto più ambiziosi di quelli delle ultime due stagioni, nelle quali ha accumulato solo due podi in totale.
Joan Mir, Honda HRC
Foto de: Gold and Goose / Motorsport Images
Indipendentemente da ciò che dice il cronometro, questo inverno ha iniettato a Mir una boccata d'ossigeno molto rinfrescante, dopo un anno, quello scorso, molto difficile per lui a causa della mancanza di fiducia in un prototipo che lo buttava all'aria alla prima occasione. E, cosa peggiore, senza che lo spagnolo sia mai andato all'attacco.
A Buriram, Alberto Puig, team manager della Honda, ha parlato a Motorsport.com della necessità di avere la migliore versione di Mir, non solo in termini di qualità, ma anche sotto l'aspetto emotivo. "Il pilota è ancora la pietra miliare di questa disciplina. Per questo abbiamo bisogno che Joan sia al massimo delle sue possibilità", ha ammesso l'ex pilota.
La Honda 2025 riporta fiducia a Mir
Interrogato in merito, il numero 36 non ha avuto problemi a riconoscere la mancanza di motivazione che lo ha accompagnato in alcuni momenti della scorsa stagione, mentre ha chiarito che la nuova moto gli ha restituito l'illusione per viaggiare per i Gran Premi, con lo sforzo che questo comporta lasciare a casa la moglie (Alejandra) ed il figlio (Joan).
"Alberto mi conosce molto bene, sa che quando le cose vanno male io mi abbatto. E probabilmente è perché non ci sono abituato. In tutta la mia carriera ho ottenuto ottimi risultati e molto presto", riflette Mir, il cui miglior risultato con la tuta del costruttore di Tokyo è stato il quinto posto in Indonesia due anni fa (2023). Il suo ultimo podio invece risale al 2021 (Portimão), quando era ancora in sella alla Suzuki.
"Sono arrivato in MotoGP (2019) e il primo anno ero già competitivo - ha firmato sette podi e si è piazzato 12° -. Il secondo, invece, ho vinto il titolo. Ho avuto un infortunio (Brno), l'ho superato e basta. Non ho avuto momenti difficili fino a quando non sono arrivato alla Honda. E qui è iniziata l'odissea", ha aggiunto lo spagnolo, ultimo (2023) e penultimo (2024) in classifica negli ultimi due anni.
Joan Mir, Honda HRC
Foto de: Honda Racing
"È facile perdere la motivazione quando si è sempre stati guidati dai risultati e poi improvvisamente si smette di ottenerli. Era da molto tempo che non mi divertivo a correre, che ci andavo solo perché ci dovevo andare", ha detto lo spagnolo, probabilmente perché sa che questo periodo di nubi scure sta cominciando ad essere lasciato alle spalle.
Sia nei test di Sepang che in quelli di Buriram, si è visto Mir tirare un sospiro di sollievo. Non tanto per i suoi tempi sul giro, ma perché la moto gli permetteva di guidare di nuovo in modo aggressivo, senza paura.
"Quello che ho provato in questi giorni di test è incredibile. E 'semplicemente' per aver potuto guidare la moto come piace a me, eh? Per esempio, per poter entrare in curva di traverso. Non per i risultati", ha descritto lo spagnolo, che ora chiede alla Honda solo una cosa: "Che la moto funzioni un po’ di più, un po' più di velocità massima, che quello è gratis per il pilota".
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