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Intervista

MotoGP | Mir accoglie l'invito di Pecco: "Mi impegno a partecipare di più alla Safety Commission"

Dopo che Bagnaia e Marini si erano lamentati per la scarsa presenza dei piloti alle riunioni per parlare della sicurezza in pista, lo spagnolo è il primo a fare ‘mea culpa’ e dire che rimedierà.

Joan Mir, Honda HRC

Il caotico Gran Premio di Catalunya dello scorso fine settimana, in cui i terrificanti incidenti di Alex Márquez e Johann Zarco hanno obbligato a effettuare fino a tre partenze durante la gara lunga di domenica, ha ravvivato il dibattito aperto giovedì sulla scarsissima presenza dei piloti alle riunioni della Safety Commission della MotoGP.

Dopo la gara, diversi componenti della griglia hanno messo in discussione la decisione di proseguire con il programma di domenica, nonostante l'evidente carico di nervosismo che ciò comportava, a causa dell'incertezza attorno allo stato di salute dello spagnolo e del francese.

La maggior parte ha definito la terza ripartenza "inutile", per quanto abbia anche sottolineato il poco potere decisionale dei piloti in una decisione di quel tipo.

A questo proposito, Luca Marini e Pecco Bagnaia hanno insistito sulla necessità per i piloti di farsi sentire di più di fronte all'organizzazione del campionato. E questo, finché eventualmente non prenderà forma un'associazione, sul modello di ciò che rappresenta la GPDA in F1, passa attraverso le riunioni della nota Safety Commission che si tengono ogni venerdì.

In questo senso, i due italiani hanno denunciato la scarsa affluenza dei colleghi agli ultimi incontri e si sono riferiti, in particolare, all'evento precedente tenutosi a Le Mans, dove la rappresentanza della griglia si è limitata a loro due e a Jack Miller (Pramac Racing).

Joan Mir, Honda HRC

Joan Mir, Honda HRC

Foto de: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

"L'importante sarebbe che fossimo tutti insieme. C'è stato un tempo in cui andavamo tutti alle riunioni e votavamo sui cambiamenti. Invece, ora, con solo tre di noi è difficile farci sentire. Possiamo parlare e dire tutto quello che vogliamo, ma se non siamo tutti insieme, non si può fare nulla", ha detto Bagnaia.

Lungi dal cercare di giustificarsi, Joan Mir si è assunto la sua parte di responsabilità e si è impegnato a tornare a partecipare alla ‘Safety’.

"Pecco e Marini hanno perfettamente ragione nel denunciare che ci sono pochissimi piloti che vanno alla Safety Commission. Da parte mia, cercherò di cambiare, io non posso influire su ciò che fanno gli altri", ha dichiarato lo spagnolo, motivando anche le assenze. 

"Ma questo non possiamo perderlo, dato che è l'unico momento in cui abbiamo voce davanti alla gente che comanda nel campionato. Qui dobbiamo stare uniti".

"Il punto è che siamo andati molte volte, abbiamo parlato di molte cose e, in varie occasioni, non siamo stati ascoltati. Questo fa sì che i piloti perdano fiducia, ma l'errore è nostro nel non insistere. In questo sbagliamo tutti, dobbiamo essere più uniti. Molte volte veniamo ascoltati, ma altre, alcune cose vengono trascurate".

 

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