MotoGP | Miller: "Triste per Phillip Island, ma per gli australiani costa meno andare in Malesia"
Il pilota del Prima Pramac Racing era presente alla presentazione del circuito di Adelaide, che ospiterà la MotoGP dal 2027, prendendo il posto di Phillip Island. Pur ammettendo l'unicità del layout di quest'ultima, ha sottolineato anche i difetti che hanno reso inevitabile questa scelta. E scommette anche sulla sicurezza del nuovo cittadino.
Jack Miller, Pramac Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
La decisione della MotoGP di abbandonare lo storico tracciato di Phillip Island, il cui contratto va in scadenza dopo l'edizione di quest'anno del Gran Premio d'Austrialia, per trasferire l'evento su un circuito cittadino ad Adelaide, sta facendo discutere parecchio. Da una parte è vero che Phillip Island ha sempre avuto problemi legati ai costi, al meteo e ad un impianto obsoleto, ma dall'altra è senza ombra di dubbio una delle piste più spettacolari ed amate dai piloti dell'intero calendario.
Non ha tardato, per esempio, ad arrivare la reazione di Casey Stoner, che su quella pista ha vinto per ben sei anni di fila, dal 2007 al 2012, e ha pure una curva intitolata al suo nome. Il due volte iridato non ha usato giri di parole per dire che non condivide questa scelta: "Perché la MotoGP dovrebbe eliminare dal suo calendario quello che è forse il suo miglior circuito... Lascio che sia ognuno a giudicare", ha detto sui suoi canali social.
Oltre a Carlos Ezpeleta, direttore sportivo della MotoGP, e alle autorità locali, alla presentazione del circuito cittadino di Adelaide, avvenuta questa mattina presto, era presente anche Jack Miller, ultimo australiano ad essere salito sul podio in patria nel 2019, che invece ha cercato di spezzare una lancia a favore di questo cambiamento.
"Non ci saranno barriere di cemento né airfence ad una distanza che possiamo toccare", ha spiegato il pilota del Prima Pramac Racing, vestito con una tuta completamente nera. "Ho piena fiducia in Carlos (Ezpeleta) e nei suoi calcoli", ha aggiunto.
"Ci sediamo tutti il venerdì pomeriggio durante i Gran Premi ed abbiamo una riunione con loro, discutiamo delle domande che abbiamo, sia sulla sicurezza della pista, l'area di partenza, la profondità della ghiaia, la consistenza delle vie di fuga, fino letteralmente alla dimensione dei sassi. Hanno una conoscenza incredibile degli incidenti e del tempo necessario per fermarsi, oltre a tutti i dati dei sensori di forza G, con le tute. Sono in grado di tracciare tutto questo e tutto viene memorizzato. In un incidente normale non ci sono preoccupazioni di sicurezza", ha spiegato il pilota di Townsville, 2.700 chilometri a nord-ovest di Adelaide.
Detto questo, Miller ha ammesso che la griglia della MotoGP avrebbe sentito la mancanza della fluidità della pista di Phillip Island, ma non del clima della zona e del prezzo da pagare per andare a vedere le gare lì. "Tutti saranno profondamente delusi; Phillip Island è stato per molto tempo uno dei circuiti preferiti dai piloti".
Jack Miller osserva la piantina del nuovo circuito di Adelaide per la MotoGP
"È triste, molto triste, ma siamo di fronte a un progetto estremamente entusiasmante non solo per Adelaide o l'Australia Meridionale, ma per l'Australia in generale", ha detto durante la presentazione del nuovo tracciato.
"Non è un segreto che il clima a Phillip Island sia imprevedibile. Quel vento viene da sud e raffredda molto rapidamente, ma credo che qui ad Adelaide si possa godere molto del caldo australiano, soprattutto a novembre. Sarà bellissimo", ha previsto.
L'australiano si è allineato agli obiettivi della MotoGP, ovvero attirare un maggior numero di fan allo spettacolo. "La cosa più importante per noi è far sì che la gente venga a vederci", e ha messo il dito nella piaga di uno degli svantaggi di correre sul circuito attuale.
"Arrivare a Philip Island, ad esempio, è un'impresa difficile per il fan medio. Come sappiamo, i tempi sono sempre più difficili. Andare a Melbourne, noleggiare un'auto, trasferire tutta la famiglia sull'isola, affittare una casa... costa più di seimila o settemila dollari. Lo so perché la mia famiglia lo fa anno dopo anno. È difficile per una giovane famiglia uscire e portare i bambini a vedere una gara di moto", ha rivelato. "Parli con la gente e ti rendi conto che è più economico andare in Malesia, semplicemente perché il circuito è proprio accanto all'aeroporto".
Miller ritiene che con una gara in città i fan avranno più possibilità di partecipare. "Per cercare di attirare quelle persone che vogliono venire, ma non hanno i mezzi, quando puoi venire in città, puoi camminare, puoi vedere la pista da vicino e vedere le gare. Salire su un aereo e tornare a casa. E questo aiuta. Gli australiani amano il motorsport e lo sport in generale, quindi l'accesso che avranno ad Adelaide mi sembra fantastico", ha concluso Miller.
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