MotoGP | Miller: "Io mentore per Toprak? Non ne ha bisogno, sarà estremamente veloce"
Il 2026 è un anno di novità per Pramac, con il debutto del V4 e l'arrivo di Razgatlioglu al fianco del confermato Miller, che sarà un punto di riferimento anche per la sua conoscenza del motore. L'australiano avrà accanto un pilota talentuoso e l'obiettivo è quello di aiutare il team e Yamaha a crescere ancora togliendosi qualche soddisfazione.
Nella splendida cornice di Siena, la presentazione della Pramac 2026 ha catalizzato l’attenzione generale, trasformandosi in una di quelle giornate che segnano davvero l’inizio di qualcosa di nuovo. I riflettori erano puntati su un progetto destinato a rappresentare una svolta per Yamaha: l’arrivo della prima V4 e il debutto in MotoGP di Toprak Razgatlioglu, attesissimo e già capace di catturare ogni sguardo.
Un passaggio simbolico tra passato e futuro, anche perché il nuovo motore aveva già assaggiato la pista lo scorso anno: non solo nei test, ma persino in un weekend di gara, quando Augusto Fernandez lo portò al debutto. Questa, però, è stata la prima vera presentazione del 2026, e non poteva che incarnare quel momento di transizione nel percorso che Yamaha sta seguendo.
Dentro questo scenario di transizione si inserisce la figura di Jack Miller, al secondo anno con Yamaha e di nuovo in Pramac dopo l’esperienza maturata ai tempi della Ducati. La sua stagione 2025 è stata un’altalena: da un lato i momenti in cui ha saputo lottare per essere il miglior interprete della M1, portando a casa risultati di valore, senza però raggiungere i picchi di Fabio Quartararo. Dall’altro cadute, difficoltà e occasioni sfumate, come quella in Australia.
Jack Miller, Pramac Racing
Foto di: Yamaha
Ma oggi Miller arriva con un bagaglio che Yamaha considera prezioso, soprattutto in un anno in cui ci saranno profondi cambiamenti, anche in vista della rivoluzione del 2027. La prima stagione insieme è stata un vero e proprio anno di “conoscenza”, in cui moto e pilota hanno imparato a leggersi e adattarsi. Quest’anno, invece, pur con le inevitabili novità legate al passaggio al V4, l’australiano potrà contare su una base già familiare su cui costruire il proprio lavoro.
“L’anno scorso abbiamo passato metà stagione a conoscerci, a capire la moto e il metodo di lavoro. Ora possiamo concentrarci solo sullo sviluppo della V4”, racconta Miller alla presentazione di Siena. Un progetto che lui stesso definisce un’impresa enorme: “È incredibile quello che Yamaha è riuscita a fare. Con 22 gare in calendario hanno fatto miracoli per portare avanti due moto in parallelo. Adesso ci aspettano giornate molto intense, ma l’obiettivo è arrivare pronti quando saremo in Thailandia quando ci saranno i test”.
L’esperienza di Miller sui V4, maturata in anni di MotoGP, diventa un punto di riferimento naturale. “Ci sono cose che posso aiutare a indirizzare, certo. Ma alla fine andiamo in pista per una cosa sola: farla andare forte nel weekend di gara”.
Jack Miller, Pramac Racing
Foto di: Yamaha
Un compito reso più semplice dai giorni extra concessi dalle concessioni a disposizione di Yamaha: “Siamo molto fortunati ad avere giorni di test extra grazie alle concessioni. Speriamo di riuscire a sistemare molti dei dettagli più importanti proprio in quella fase. Ovviamente ci sarà molto sviluppo anche durante la stagione, per mantenere la moto sempre aggiornata. Ma cercheremo di essere chiari e precisi come lo siamo stati nelle prime fasi di test di questo progetto”.
E poi c’è Razgatlioglu, inevitabilmente il volto più atteso: la grande novità della MotoGP di quest’anno, forte dei titoli in Superbike e della fama di pilota veloce e spettacolare. Ma, come dimostrato anche dal percorso di Nicolò Bulega lo scorso anno, la MotoGP è un terreno diverso dalla Superbike: molto più estremo, più esigente e con una gestione delle gomme completamente differente. Ci sarà quindi molto da imparare, tanto che lo stesso Toprak ha definito il 2026 un anno di apprendistato in vista della rivoluzione del 2027.
Miller lo descrive con un sorriso, sapendone il potenziale: “Io un mentore per lui? Non ne ha bisogno, e poi ha già Kenan [Sofoglu, il suo manger]. Ma è un grande, davvero. Abbiamo passato un paio di giorni insieme lontano dal paddock ed è stato bello conoscerlo come persona”.
“Non vedo davvero l’ora che inizi questa stagione. Penso che sarà molto divertente. Pramac è sempre stata conosciuta come una squadra dall’atmosfera familiare, e Toprak abbraccia davvero questo modo di essere. Credo che sarà un’aggiunta fantastica al team. Sono molto curioso di vedere come andrà per me, ma anche di osservare la sua crescita e capire come si adatterà. Sarà bellissimo avere un altro pilota estremamente talentuoso e veloce sulla stessa moto: significa più dati, più elementi da studiare e analizzare”.
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