MotoGP | Martin, un ritorno da Campione con la C maiuscola. E ora Bagnaia mette in guardia Bezzecchi...
Il 2025 da incubo sembra essere finalmente alle spalle per il pilota dell'Aprilia, che a Le Mans ha ridato lampi del vero "Martinator", conquistando una grande doppietta. Dopo aver riconquistato la costanza che gli aveva permesso di spuntarla su Bagnaia nel 2024, ora sente sua anche la RS-GP e questo può complicare le cose per il leader Bezzecchi.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images
Nella storia del motorsport, ma dello sport più in generale, è capitato spesso di vedere dei campioni passare dalle stelle alle stalle. Quello che non è così automatico è che l'atleta in questione sia capace di fare il percorso all'inverso, che inevitabilmente è sempre quello più difficile.
Queste sono imprese che riescono a quelli che possiamo chiamare Campioni con C maiuscola. L'ultimo esempio era stato quello di Marc Marquez, tornato sul trono della MotoGP lo scorso anno dopo il calvario iniziato con l'infortunio di Jerez de la Frontera del 2020.
Probabilmente, ora è arrivato il momento di andare ad inserire anche Jorge Martin in questa categoria, perché dopo un 2025 da incubo è riuscito a trovare la forza di tornare a vestire i panni di "Martinator", ritrovando quella velocità e quella costanza di rendimento che lo hanno portato ad incoronarsi campione del mondo due stagioni fa.
L'inizio dell'avventura con l'Aprilia è stato a dir poco traumatico. Al primo test in Malesia si è subito ritrovato in un letto d'ospedale. Ma il peggio doveva ancora venire: al rientro in Qatar ha avuto un altro incidente gravissimo, nel quale ha riportato ben 11 fratture costali ed un pneumotorace. Un quadro che lo aveva portato addirittura a pensare di appendere il casco al chiodo.
E in quel momento complicatissimo ha anche cercato un'uscita anticipata dal contratto Casa di Noale, provando ad esercitare una clausola rescissoria legata alle prestazioni che però gli uomini di Massimo Rivola hanno rispedito al mittente. Pur con qualche titubanza iniziale, il rapporto quindi è andato avanti e piano piano Jorge ha cominciato a sentirsi a casa, anche se in Giappone è arrivato un altro infortunio che alla fine ha ridotto ad appena sette presenze la sua stagione 2025.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images
In tutto questo, nell'altro lato del box, Marco Bezzecchi si è preso sulle spalle lo sviluppo di una RS-GP sempre più forgiata sulle sue esigenze, ma soprattutto si è preso i galloni di "capitano" del box a suon di vittorie alla fine del 2025. Inoltre, appena entrati nell'anno nuovo, il madrileno ha deciso di portare avanti il suo piano d'uscita, impegnandosi con la Yamaha per il 2027, quando arriveranno i nuovi prototipi da 850cc.
Se a questo aggiungiamo che durante l'inverno si è dovuto operare di nuovo, saltando il primo test dell'anno, le condizioni per cominciare questa stagione erano tutt'altro che ideali, ma è proprio qui che, grazie anche ad una squadra che non gli ha mai fatto mancare il suo supporto nonostante tutto, Martin ha avuto la sua reazione da campione vero.
Nonostante non fosse ancora al top, sia fisicamente che dal punto di vista del feeling con una RS-GP ancora un po' da scoprire, il suo ruolino di marcia è stato praticamente perfetto fin dalle primissime uscite: tolto il ritiro nella Sprint di Jerez, dovuto tra le altre cose ad un problema tecnico sul quale non ha avuto alcun impatto, si è sempre piazzato nella top 5, con ben sei presenze sul podio, tre delle quali sul gradino più alto.
Il primo squillo è arrivato ad Austin, con un successo perentorio in rimonta nella Sprint, superando Pecco Bagnaia proprio all'ultimo giro. Il capolavoro però lo ha realizzato questo fine settimana a Le Mans, con una doppietta che gli ha regalato il primo trionfo domenicale con i colori dell'Aprilia, ma che soprattutto gli ha permesso di riportarsi ad un solo punto da Bezzecchi nella corsa al titolo, che dopo le tre vittorie nelle gare inaugurali pareva il chiaro favorito.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Loic Venance / AFP via Getty Images
Ma è il modo in cui ha vinto che ha fatto capire che probabilmente ora siamo di nuovo di fronte al vero "Martinator". Sabato ha rispolverato la caratteristica esplosività che lo ha reso il Re delle Sprint con i suoi 18 successi. Pur prendendo il via dall'ottavo posto in griglia, è scattato benissimo, ma è alla staccata della chicane 3-4 che ha fatto un vero e proprio capolavoro, lanciandosi all'esterno per passare in un colpo solo dal quarto ad un primo posto che poi non ha più mollato fino alla bandiera a scacchi.
Se vederlo così "pronto" nella gara breve non deve stupire, è il modo in cui è arrivato il trionfo nella gara lunga che deve iniziare a preoccupare Bezzecchi, perché per la prima volta in questo 2026 lo ha battuto sul suo territorio. Stavolta, infatti, Jorge è scattato male e nelle prime fasi della corsa era addirittura settimo. Ad uno ad uno, però ha "impallinato" tutti gli avversari che lo precedevano, fino ad arrivare nel codone del riminese a tre giri dal termine, quando lo ha infilato ancora una volta alla chicane.
La sensazione, infatti, è che ora la RS-GP inizi ad essere anche la "sua" moto e Martin lo ha confermato dopo la gara: "Devo dire che fino al test stavo un po' improvvisando con il setup, con i pezzi. Poi al test abbiamo fatto un bello step, tornando su pezzi che mi andavano meglio. Poi qua, fino alla Sprint, abbiamo iniziato ancora a toccare un po' il setup, e già oggi è stata la prima volta che in due giorni non abbiamo toccato niente".
"Vuol dire che siamo veramente vicini alla base, e adesso so cosa ho sotto le gambe. Inizio a capire il limite, perciò posso fare questi sorpassi, sapere fino a quando posso frenare e mantenere quel limite per riuscire ad andare più forte", ha aggiunto.
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Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Complice anche l'ennesimo infortunio di Marc Marquez, per Bezzecchi ora il rivale più temibile è nell'altro lato del box e, adesso che ha ritrovato il suo smalto, non sarà per niente semplice fermarlo. A metterlo in guardia ci ha pensato il suo amico Pecco Bagnaia, che sa bene cosa vuol dire battagliare per il titolo con Martin, avendolo battuto nel 2023, ma essendo uscito sconfitto un anno più tardi.
"Sta usando la stessa strategia che ha adottato nel 2024, quando mi ha battuto nella
lotta per il titolo, portando a termine tutte le gare e conquistando sempre punti. Questo fine settimana ha vinto entrambe le gare. In generale è molto bravo ad accontentarsi di un buon risultato quando non può vincere, ed è proprio a causa di questa sua qualità che ho perso il Campionato del Mondo 2024", ha ricordato Pecco.
Un monito che ora Bez deve prendere molto seriamente, proprio perché in queste prime gare si è già concesso qualche errore di troppo, con tre ritiri nelle Sprint. E furono proprio questi a costare la corona a Bagnaia nel 2024, nonostante si fosse portato a casa la bellezza di 11 vittorie domenicali. Inoltre, in casa Aprilia hanno detto chiaramente di non avere alcuna intenzione di indirizzare la battaglia, chiedendo solo ai proprio piloti di usare la testa e rispettarsi reciprocamente, a prescindere da quelli che saranno i colori che vestiranno il prossimo anno...
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