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MotoGP GP d'Austria

MotoGP | Martin: “Se riguardate la Sprint vedete che non è colpa mia”

Jorge Martin si è scagliato contro i commissari MotoGP dopo il suo difficile Gran Premio d’Austria, dove la sanzione della Sprint ha condizionato la sua gara la domenica. Il pilota Pramac inoltre professa a gran voce la propria innocenza.

Jorge Martin, Pramac Racing

Jorge Martin è stato senza dubbio uno dei principali protagonisti del fine settimana in Austria. Il pilota spagnoloinfatti ha innescato i due incidenti che hanno caratterizzato la Sprint di sabato: la carambola alla partenza, quando ha infilato Fabio Quartararo al fianco di Maverick Viñales all'interno, provocando il caos, e poi un contatto con Luca Marini, che si è concluso con il portacolori Mooney VR46 a terra.

Il Panel dei Commissari della FIM MotoGP ha lasciato passare il secondo incidente, ma ha ritenuto che il pilota del team Pramac meritasse una penalità per il primo. Così, l'organismo guidato da Freddie Spencer lo ha sanzionato con una Long Lap Penalty che avrebbe dovuto scontare nella gara di domenica e che ha finito per condizionarlo. Lo spagnolo è partito bene, ma la perdita di posizioni e la successiva rimonta lo hanno portato a concludere solo settimo.

Dopo la gara, Martin si è dispiaciuto per tutto quello che gli era successo durante il weekend e per aver dovuto rimontare nella gara lunga: "Il nostro weekend ha iniziato a complicarsi in qualifica con la cancellazione del giro, avrei potuto essere in sesta posizione", ha esordito parlando con Motorsport.com. “Ho fatto una buona partenza, ero settimo con il gruppo del podio insieme a Marco Bezzecchi e Luca Marini, ma poi con il Long Lap sono rientrato in 14esima posizione”.

"Non è solo il tempo che si perde con il Long Lap, quei 3 o 4 secondi. Ho perso molto tempo a dover sorpassare tanti piloti. Ho usato troppo la gomma posteriore per superarli. È un peccato, perché penso che forse non avevo il passo per vincere,  ma per essere almeno secondo, oggi era davvero possibile. Dobbiamo concentrarci sulle qualifiche e tutto sarà più facile", ha proseguito.

L'incidente alla partenza

L'incidente alla partenza

Photo by: Team Gresini

In seguito, allo spagnolo è stato chiesto se avesse accettato la penalità per quanto accaduto nella Sprint, e su questo è stato chiaro: "No, no. Ho rivisto la gara molte volte, ho parlato con molti piloti come Randy Mamola, con i giornalisti. Se la si guarda più volte si capisce che non è stata colpa mia. Oggi c'è stata una manovra più aggressiva da parte di un altro pilota e non è successo nulla, ma è così. Credo che i commissari sportivi dovessero penalizzare qualcuno, per l’episodio,e hanno scelto l'opzione più semplice", ha detto con enfasi.

Inoltre, il portacolori Pramac si è lamentato del fatto che quanto accaduto sabato lo abbia danneggiato domenica, e non nella Sprint stessa: "Potete chiedere a qualsiasi pilota, vi dirà che se succede qualcosa nella Sprint preferisce essere penalizzato lì. Se i commissari non sono in grado di penalizzare i piloti durante una gara, non è colpa nostra”.

"Alla fine devono avere la possibilità di penalizzarti sul momento, hanno avuto 15 giri per comminarla e non l'hanno fatto. Non ha senso che la spostino a domenica, quando ci sono tutti i punti in palio e ancora di più quando si lotta per il titolo, come nel mio caso", ha aggiunto.

D'altra parte, Martin ha riconosciuto che ambire al mondiale è diventato più complicato, anche se pensa di migliorare: "È dura, perché Pecco è in un momento in cui non sbaglia. Noi dipendiamo ancora da noi stessi, dal non sbagliare, dal fare bene in qualifica. Sono sicuro che se fossimo partiti meglio nelle ultime tre gare avremmo potuto vincerle tutte e tre. Ma è così e ora dobbiamo pensare a Barcellona”.

Infine, Martín ha commentato l’addio di Johann Zarco a Pramac per unirsi al team LCR Honda per le prossime due stagioni: "Vorrei avere al mio fianco il pilota più forte sulla griglia. Non so chi arriverà, non ne ho idea. La verità è che Zarco era una buona motivazione, è sempre lì ed è molto competitivo. Sono contento che ci sia un altro posto in cui si prenderanno cura di lui", ha concluso.

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