MotoGP | Martin scagionato per la pressione: c'è stata una perdita d'aria dovuta al cerchio
Jorge Martin è riuscito a chiudere al quinto posto nella prima Sprint della stagione, nella quale ha avuto problemi con la pressione dello pneumatico anteriore, che ha condizionato il suo risultato finale. Se non altro, il pilota dell'Aprilia ha evitato una penalità, perché i commissari hanno accertato una perdita d'aria dovuta al cerchio.
Appena terminata la Sprint del Gran Premio della Thailandia, nella quale Jorge Martin ha tagliato il traguardo al quinto posto, un ottimo risultato se consideriamo da dove partiva il pilota madrileno, i commissari hanno annunciato che il pilota dell'Aprilia era sotto indagine per non aver rispettato il valore minimo imposto della pressione dello pneumatico anteriore. Un'ora dopo, però, non c'erano ancora notizie certe sulla conferma dell'infrazione o sul mantenimento dello status quo.
"So che Aprilia ha fatto tutto bene, quindi forse è stato un sensore", ha detto Martin, giustificando il fatto che l'allarme della pressione si fosse attivato. "In ogni caso, sono molto contento del risultato", ha aggiunto lo spagnolo, che avrebbe potuto conquistare il quarto posto, dato che a poco meno di tre giri dalla fine è stato superato dal giapponese. "Ho lasciato passare Ogura per cercare di risolvere il problema della pressione", ha spiegato Martin, prima di essere scagionato dal collegio dei commissari sportivi.
Le indagini hanno infatti rivelato che il valore della pressione era corretto all'inizio della gara e che si è trattato di una perdita d'aria dovuta al cerchio. Dunque, tenendo conto di questi fattori, hanno deciso di non prendere provvedimenti nei confronti di "Martinator", confermando il suo quinto posto.
Dopo due interventi chirurgici a novembre, aver saltato i test di Sepang ed aver sofferto una settimana fa nelle prove pre-stagionali di Buriram, Martin si è dimostrato costante in questa prima apparizione. "La moto è andata davvero bene, ma ho avuto una strana sensazione con la gomma anteriore", ha spiegato.
Per più di dieci giri, Martin ha visto la lotta per la vittoria pochi metri davanti alla sua Aprilia, aspettando un errore che gli permettesse di lottare per il podio, ma solo il suo compagno di squadra, Marco Bezzecchi, è scomparso dalla sua vista a causa di una caduta, consolidando il podio Raul Fernandez, dietro a Pedro Acosta e Marc Marquez, che si sono dati battaglia fino alla fine.
Jorge Martín, Aprilia Racing Team
Foto di: Lillian Suwanrumpha / AFP via Getty Images
"Da quello che ho potuto vedere dalla moto, la lotta è stata divertente, ma non possiamo controllare le decisioni. Sono colpi di scena della gara e sono nelle mani degli arbitri", ha detto, esprimendo la sua opinione sulla manovra per cui è stato sanzionato il campione del mondo in carica, servendo su un piatto d'argento il primo sigillo nella classe regina al ragazzo della KTM.
A Martin è stato ricordato che due anni fa, nel GP di San Marino, Enea Bastianini gli ha dato una gomitata molto più forte di quella che Marquez ha dato oggi ad Acosta, senza che l'allora pilota ufficiale Ducati ricevesse alcuna sanzione. "La situazione che ho vissuto con Enea a Misano, per me, era molto più chiara di quella tra Marquez e Acosta, e avrebbe dovuto essere penalizzata allora", ha concluso.
Tornando alla sua gara, Martin ha detto che le cose non sono andate come aveva previsto. "La mia strategia all'inizio della gara non ha funzionato. Li ho visti tutti lanciarsi come animali", ha detto.
Per quanto riguarda la mano e la spalla operate, era felice al traguardo. "Non ho sentito alcun fastidio e ho fatto un passo da gigante rispetto al test della scorsa settimana".
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