MotoGP | Martín: "Quando sono caduto ho pensato a Luis Salom. Devono migliorare la sicurezza in quel punto"
Jorge Martín afferma di ritenersi molto fortunato per essere uscito illeso dall'incidente occorsogli venerdì mattina a Montmeló, in cui la sua moto si è schiantata contro le barriere di protezione e lui contro la moto stessa.
Il calo delle temperature nella zona nord di Barcellona ha complicato ulteriormente il lavoro dei piloti su una pista che, di per sé, è già una delle meno aderenti dell’intero calendario di MotoGP.
Questa mancanza di calore impedisce agli pneumatici di funzionare correttamente, una circostanza che incide negativamente sulla fiducia dei piloti, i quali, a loro volta, spingono meno del dovuto.
In questo circolo vizioso si è trovato questa mattina Jorge Martín, quando, mentre girava dietro a Fabio Quartararo, ha perso l'anteriore della sua Aprilia mentre affrontava la curva 12 del tracciato di Barcellona. Quello è un punto critico in caso di caduta a causa dello scarso spazio di fuga che separa la pista dalle barriere di protezione.
È lì che è finita la moto del pilota madrileno e anche lui, che ha sbattuto, come ha ammesso in seguito, contro le carenature della sua RS-GP. Dopo essersi rialzato, un po' barcollando, Martín è riuscito a tornare ai box ed è stato in grado di tornare in pista nel pomeriggio, dopo uno spavento che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.
"Sto bene dopo lo spavento dell'incidente di questa mattina. Sono stato fortunato perché è stata una caduta pericolosa e mi sono spaventato molto", ha riassunto lo spagnolo, che per la prima volta in questa stagione dovrà superare la prima selezione delle prove cronometrate.
"È molto pericoloso cadere lì. Non mi piace affatto dirlo, ma quando sono caduto ho pensato a Luis Salom", ha detto, riferendosi alla caduta che è costata la vita al pilota maiorchino della Moto2, nel 2016, dopo che la sua moto era rimbalzata contro le protezioni alla curva 13 – quella successiva a quella in cui è caduto Martín – e gli era piombata addosso.
A seguito di quella tragedia, il "Circuit" ha ampliato la via di fuga in quel punto, cosa che, sicuramente, dovrà essere studiata ora anche per la curva precedente.
"Per fortuna, la mia moto si è capovolta e ho colpito la carena, non il manubrio. Devono migliorare la sicurezza in quel punto", ha avvertito Martín, che prima di finire a terra era riuscito a segnare il secondo miglior tempo delle prove.
Nel pomeriggio, invece, è riuscito a ottenere solo il 17° posto, dopo che il suo miglior giro è rimasto a più di sei decimi da quello di Pedro Acosta, il più veloce di tutti.
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