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MotoGP | Martin punge Ducati: "L'anno prossimo andrò dove mi vogliono davvero"

Nella conferenza di Assen, il leader del Mondiale ha commentato il suo passaggio all'Aprilia nel 2025, sottolineando di essere molto soddisfatto della scelta che ha fatto. Ma questo non gli ha impedito anche di togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti della Ducati, che gli ha preferito Marc Marquez.

Jorge Martin, Pramac Racing

Il giovedì solitamente è una giornata che passa abbastanza in sordina nel paddock della MotoGP, ma oggi ad Assen c'era grande attesa per le due conferenze stampa che dovevano aprire il weekend del Gran Premio d'Olanda. Per la prima volta, infatti, si sarebbero presentati davanti ai microfoni dei media i cinque piloti che hanno cambiato casacca in vista del 2025 nelle tre settimane di pausa che ci hanno diviso dall'ultima gara disputata al Mugello.

In particolare c'era curiosità di sentire le parole di quello che per primo ha mosso lo scacchiere, ovvero Jorge Martin. Il leader del Mondiale era arrivato in Toscana con la promessa che sarebbe stato lui il pilota ufficiale della Ducati accanto a Pecco Bagnaia, ma il no di Marc Marquez al Prima Pramac Racing ha complicato tutto e alla fine a Borgo Panigale hanno deciso di puntare sull'otto volte iridato. Il madrileno però non ha faticato a trovare un'alternativa di livello e poco dopo la conclusione dei test collettivi del Mugello è arrivato l'annuncio del suo passaggio in Aprilia. A lui quindi è stato chiesto di ricostruire ciò che è successo in quelle poche ore che però hanno cambiato, e di parecchio, gli scenari.

"È stato un fine settimana particolare, pieno di cose, anche se non ne ero consapevole. Sono arrivato in Italia con informazioni che sono cambiate nel corso del weekend, e domenica ho capito che il mio futuro lì non era chiaro e che dovevo prendere una decisione. A volte nella vita ti rendi conto che le cose non vanno come vorresti, è stato un po' frustrante, dopo quattro anni che cercavo di arrivare alla moto ufficiale, ho capito che non ero la decisione migliore per la Ducati, che lo era Marc. Ma beh, ho preso la migliore occasione possibile e credo che i prossimi anni sarò più felice dove andrò e sarò in una squadra ufficiale, che era il mio sogno. Andrò in un posto dove mi vogliono davvero, dove mi sento desiderato e dove daranno il cento per cento per me. C'è ancora molta stagione da disputare, sono un pilota Ducati e darò il cento per cento fino alla fine", ha detto "Martinator", lanciando una chiara frecciata agli uomini della Rossa.

"È difficile spiegare cosa sia successo, ho parlato con la Ducati dopo Barcellona, tutto era chiaro e la verità è che non volevo parlare del mio futuro durante il weekend del Mugello per concentrarmi sulla pista. Domenica pomeriggio ho visto che non era affatto chiaro, qualcosa o qualcuno è arrivato e mi ha fatto cambiare idea. Ero frustrato, aspettavo da tempo di entrare nel team ufficiale, ma proprio per questo ho capito che non sarebbe mai successo. Le cose accadono perché devono accadere e sono contento di come sono andate le cose alla fine", ha aggiunto.

Jorge Martin, Pramac Racing

Jorge Martin, Pramac Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Inevitabilmente, gli è stato chiesto se cambiando casacca non teme che la Ducati possa finire per favorire chi resterà nella corsa al titolo, ovvero Bagnaia e Marquez, ma Jorge è parso abbastanza sereno sull'argomento: "Non ho paura, mi sento fiducioso. Da parte mia sono un professionista, sono pagato dalla Ducati, corro per la Ducati e fino a Valencia continuerà ad essere la mia casa. Darò il cento per cento per cercare di vincere e mi è stato assicurato che avrò il massimo supporto. Sono fiducioso di poter lottare alla pari con questi due piloti".

Per iniziare a parlare dell'avventura che lo attende con la Casa di Noale invece ci sarà tempo, perché prima c'è ancora un titolo da provare ad inseguire con la Desmosedici GP e con Pramac: "È ancora molto presto, sto lavorando e cercando di creare una buona squadra per il prossimo anno, ma non voglio addentrarmi troppo in tutto questo. Ci sono ancora 13 gare, dopo Valencia ci concentreremo su questo progetto e cercheremo di vincere il prima possibile. Ad Austin, Maverick Vinales era a un altro livello, quindi la moto è competitiva e il materiale c'è".

Infine, ha assicurato che la presenza del grande amico Aleix Espargaro non lo ha influenzato nella scelta dell'Aprilia: "Quello che posso dire è che la sua influenza è stata nulla, non voglio prendere la decisione della mia vita basandomi su qualcun altro. Ho cercato di raccogliere informazioni per sapere dove mi sarei trasferito, ma la decisione che ho preso è stata quella che ho sentito immediatamente. Poi ho pensato a un'altra moto forse, ma alla fine ho preso una decisione basata sul mio cuore, perché penso che sarò felice lì, e quando qualcuno è felice è veloce in pista. Mi ha aiutato però con i contratti, perché condividiamo il manager con Aleix ed abbiamo dovuto cambiare solo alcune cose".

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