MotoGP | Martin: "Giù dalla moto ci sono rumori e pensieri, ma in pista scompaiono"
Il leader del Mondiale MotoGP ha ammesso di avere problemi di ansia fin da quando era bambino e che quindi riuscire a gestirli sarà una delle chiavi nella corsa al titolo, assicurando che fin qui comunque i pensieri lo hanno tormentato soprattutto quando non è in sella alla sua Ducati e che in pista scompare tutto.
Jorge Martin, Pramac Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
A volte si dimostra di essere forti anche ammettendo le proprie debolezze. Ed è quello che ha fatto Jorge Martin in un'intervista concessa a Marca. Il leader del Mondiale MotoGP non ha nascosto di patire la pressione, ma di aver trovato anche le chiavi per riuscire a gestirla.
E lo ha dimostrato prorio nel weekend di Motegi: dopo aver commesso un clamoroso errore in qualifica, con una caduta in Q2 che lo ha relegato all'11° posto in griglia, "Martinator" è riuscito a non perdere la calma, producendo due grandi rimonte che lo hanno portato al quarto posto nella Sprint ed addirittura al secondo nella gara lunga. Risultati che gli hanno permesso di mantenere 10 punti di vantaggio su Pecco Bagnaia, nonostante quest'ultimo abbia firmato una grande doppietta in Giappone.
Il pilota del Prima Pramac Racing, dunque, ha sottolineato quanto gestire l'aspetto mentale possa risultare fondamentale nelle ultime quattro gare, visto che dal punto di vista prestazionale invece è convinto di avere tutto ciò che serve per laurearsi campione del mondo.
Jorge Martin, Pramac Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
"I fine settimana sono difficili da gestire e c'è tanta pressione. Ho notato che a volte si commettono errori di concentrazione proprio a causa della pressione. Quindi, devo visualizzare molto, essere molto preparato prima delle sessioni di qualifica, perché, alla fine, sono fondamentali per la domenica. So di essere forte domenica, so di poter fare bene anche partendo 11°, ma è molto più facile se si lotta in prima fila", ha detto Martin.
Il madrileno ha ammesso che sta lavorando proprio su questi aspetti, ma che non è mai semplice combattere l'ansia: "È complicato, cerco di concentrarmi molto sulle mie sensazioni sulla moto. Quando sei giù dalla moto, c'è molto rumore, molti pensieri, molti mal di testa, ma nel momento in cui entri in pista, questa pressione scompare. Questa è la cosa importante. Se quella pressione si impadronisse di me, o quei pensieri si impadronissero di me, mi bloccherei e non riuscirei a guidare la moto".
Anche perché è da quando è bambino che deve lottare con questa situazione: "Appena finita la gara sono molto più rilassato. La pressione tornerà sabato o domenica in Australia. Quel nervoso, quel malessere, che ho avuto per tutta la vita, fin da quando ero bambino, è qualcosa di normale e mi accompagnerà per tutta la vita. L'importante è saperci convivere, in modo che non si impadronisca di me".
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