MotoGP | Marquez: "Vincere la gara di domani non mi frega un c***o. Mi interessa il titolo"
Marc firma il secondo posto nella Sprint di Motegi dietro a Bagnaia ed è ancora più vicino al titolo numero 9 della carriera nel Motomondiale, il settimo in MotoGP. "Sono stato troppo cauto, ma non voglio sbagliare".
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Qian Jun / MB Media via Getty Images
Ormai ci siamo. Marc Marquez è a un passo dal nono titolo della carriera, il settimo in MotoGP. Un risultato eccezionale, che certifica il talento che da sempre ha mostrato, anche quando è tornato dal periodo più buio della carriera, tornando a essere quel cannibale che aveva mostrato negli anni d'oro in Honda.
Il secondo posto artigliato nella Sprint di Motegi gli ha permesso di essere quasi certo della conquista dell'iride, in una gara in cui lui stesso ha ammesso di essere stato sin troppo cauto. Cautela e Marc Marquez nella stessa frase stridono assai, eppure il campione di Cervera ha imparato anche questo, forse memore dell'incidente che lo ha privato di un paio di stagioni nella massima serie del Motomondiale.
Un Marc riflessivo, più calcolatore. Ma sempre estremamente veloce, perché dopo essersi trovato quarto dopo il primo giro, ha rimontato superando prima Joan Mir e poi Pedro Acosta, finendo a pochi secondi dal compagno di squadra Francesco Bagnaia.
"Corsa corretta. Ho fatto la gara giusta", ha detto Marquez ai microfoni di Sky Sport MotoGP al termine della Sprint giapponese. "Il piano... Onestamente sento le spalle un po' pesanti... Non so perché (ride, ndr). E' una cosa che nel 2018 e 2019 non lo sentivo, invece adesso mi sento più pesante del solito. Può essere la vecchiaia (ride, ndr)".
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"Sono stato troppo conservativo i primi 2 giri. Ero un po' teso perché stavo cercando di non fare errori. A quel punto, però, ero quarto. Di solito sono abbastanza bravo a superare, ma Mir e Acosta con gomme nuove staccano davvero fortissimo, quindi quando provavo a entrare poi loro riuscivano a passarmi di nuovo. Ogni volta che provavo a sorpassare perdevo mezzo secondo. A quel punto ho aspettato che la loro gomma calasse. Così poi è stato un po' più facile fare i sorpassi con Mir. Con Acosta ha visto che stavo tornando su forte e quasi non ha dato battaglia. Penso abbia pensato che il terzo posto fosse buono per lui".
"Il problema, inoltre, è che all'inizio ero in scia a tre moto e facevo fatica a fermare la mia. Inoltre la temperatura della gomma era salita e facevo fatica a fare le mie traiettorie. E' anche vero che anche io non stavo guidando bene. E' anche per questo che ho detto che mi sento pesante, sto attento a qualunque movimento della moto e quando non hai niente da perdere non ti interessa. Ma io ho qualcosa da perdere. E' vero che ho altri match point, ma è meglio chiudere tutto subito piuttosto che farlo dopo".
Proprio partendo da questo assunto, ovvero chiudere la lotta all'iride il prima possibile, Marc non ha usato mezzi termini per dichiarare i propri intenti in vista della gara lunga di domattina: non importa vincere la gara. Fare i punti che servono per vincere l'iride (in casa della Honda, per altro) è l'unica cosa che conta.
"Domani vincere la gara... Non me ne frega un cazzo. La priorità è chiudere e vincere il titolo".
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