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MotoGP | Marquez: "Restare in Ducati da 0 a 10? Per me 8, ma devo capire tante cose"

In occasione di "Campioni in Festa" a Borgo Panigale, il pilota di Cervera ha rassicurato sulle sue condizioni fisiche, ma non ha messo a tacere completamente le voci su un suo possibile ritorno in Honda nel 2027, dando un 8 alla possibilità di restare in Ducati, ma spiegando che deve ancora capire quale sia la soluzione migliore per lui.

Marc Marquez, Ducati

Marc Marquez, Ducati

Foto di: Ducati Corse

Nuovo giro, nuova festa. Ieri Marc Marquez è arrivato a Borgo Panigale per celebrare insieme a tutti i dipendenti della Ducati il suo nono titolo iridato, il settimo in MotoGP, arrivato a ben sei anni dal precedente. Un'impresa che non era mai riuscita a nessuno prima di lui nella storia. Per il pilota di Cervera, l'evento "Campioni in Festa" è stato anche l'occasione per fare il punto sulla sua condizione fisica dopo l'infortunio alla spalla destra rimediato in Indonesia, che lo ha costretto a saltare le ultime cinque gare della stagione.

Ma soprattutto sul suo futuro, perché con l'avvento dei nuovi regolamenti, che arriveranno nel 2027, quando tutti i big delle griglia avranno la possibilità di cambiare squadra, le voci su un suo possibile ritorno in Honda non si placano. E Marc stesso non ci ha messo un punto definitivo, dicendo che deve ancora prendersi il suo tempo per valutare quale può essere la decisione migliore.

Dopo Cervera, hai un'altra occasione per festeggiare il tuo nono titolo, ma hai detto che a breve tornerai in moto. Come va la spalla?
"E' l'ultimo giorno ufficiale di festeggiamenti, perché tra pochi giorni entriamo nel 2026 e lì non si parla più del titolo, si parla della nuova stagione. Novembre e dicembre sono stati molto impegnativi, perché ho avuto tanti eventi, tante feste, ed è un buon segno, ma ho dovuto pensare anche al recupero della spalla. E' stato impegnativo, mentalmente e fisicamente, ora starò due settimane più rilassato al paese, ma la prossima settimana ricomincio ad andare in moto: abbiamo fatto un check con i dottori ed è tutto a posto, l'osso è completamente attaccato e anche il legamento va bene. Non è al 100% per andare in moto, ma il 70-80% va bene per iniziare ad andare in moto".

Ma quanto è stato pesante vivere questo nuovo infortunio?
"E' stato pesante psicologicamente, ma il fatto di aver vinto l'ha reso un po' più facile. Fisicamente non è stato pesante, ma mentalmente rifare le stesse cose che avevo già fatto quattro volte dal 2020 è stato impegnativo: se vuoi fare un recupero come quello che ho fatto adesso, ti devi svegliare alle otto del mattino e lavorare fino alle sette di sera. Ma soprattutto perché non fai dei progressi tutti i giorni, ci sono giornate in cui fai anche dei passi indietro. E' lì che mi è servita la pazienza, la stessa che ho usato anche in pista quest'anno".

Nel documentardio di DAZN si è visto Tardozzi che ha raccontato che in Germania nel 2023 ti ha detto che probabilmente era il momento di lasciare la Honda. Tu cosa ti ricordi di quell'episodio?
"Abbiamo parlato tante volte di quel momento e io di quel giorno non mi ricordo niente. Ero caduto sei volte quel weekend e non mi ricordo con chi ho parlato e con chi no. Lui l'ha raccontato anche a me, ma alla fine è stato un fine settimana in cui ho capito tante cose, ma la decisione non l'ho presa lì. La scelta l'ho fatta più tra Misano ed il Giappone. Anzi, direi proprio in Giappone".

Campioni in festa, Home edition

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Foto di: Ducati Corse

Tornando a vincere dopo sei anni e dopo tutto quello che hai passato, hai fatto una delle imprese più grandi della storia della MotoGP. Ci puoi dire uno o due momenti chiave di questo percorso?
"Il primo è stato il Gran Premio del Giappone 2023, quando ho preso la decisione di lasciare il team che mi aveva dato tutto, gli amici che avevo nel box Honda, e andare al Gresini Racing, che mi aveva aspettato davvero a lungo. Mancavano solo quattro gare alla fine e normalmente un team non aspetta così tanto. Il secondo penso che sia stato fare la quarta operazione al braccio, andare in America e romperlo di nuovo per rimetterlo in asse. Quella è stata una decisione difficile, perché quel braccio andava benissimo per fare una vita normale, ma non per guidare una moto. Quindi ho preso quel rischio e la conseguenza è stata andare in Gresini. Tutto questo poi mi ha portato nel team ufficiale, ma quelli sono stati due momenti speciali".

Penseresti mai di tornare in Honda nel 2027, quando arriveranno i nuovi regolamenti?
"Per il prossimo anno è chiaro che abbiamo la moto più veloce e questa è la cosa più importante. Per il 2027 ed il 2028 è tutto un dubbio invece. Ovviamente, la priorità numero uno è essere veloce e so che alla Ducati posso esserlo, ma devo capire tante cose e decidere quello che è meglio per me".

Da 0 a 10 quanto è probabile il rinnovo con Ducati?
"Non lo so, alla fine da parte mia direi 8, ma io sono solo una parte. Nel 2025 e nel 2026 stiamo lavorando per vincere, tutte le parti vogliono vincere e questa è la cosa più importante per il 2027 ed il 2028. Mi devo prendere queste due settimane, prima di tutto perché non ho avuto tempo per me. Ho avuto un novembre ed un dicembre stressanti fisicamente e mentalmente per tutti gli impegni che ho avuto. Adesso mi prendo due settimane per pensare al mio futuro, prendere la decisione più giusta, o che penso possa essere la migliore per me".

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