MotoGP | Marquez imprendibile: "Avevo margine, ma ho gestito per non fare errori"
Marc Marquez domina ad Aragon con un weekend perfetto, gestendo il ritmo senza forzare. Dopo gli errori di Austin e Jerez, lo spagnolo ha scelto la lucidità e la costanza alla prestazione pure, anche se aveva ancora qualcosa da poter esprimere se avesse scelto di forzare il ritmo. "Ho la velocità, ma devo controllarmi", è il riassunto di Marc.
Nella “sua” Aragon non poteva esserci finale più scontato. Sulla pista dove in passato aveva dominato, e sullo stesso tracciato dove lo scorso anno era tornato sul gradino più alto del podio dopo una lunga attesa, segnando uno dei momenti più importanti della sua carriera, Marc Marquez si è ripetuto, mettendo assieme un weekend perfetto, dalla prima sessione di libere fino all’ultimo giro.
Non poteva andare diversamente, soprattutto ora che ha a disposizione una moto competitiva. Una combinazione che ha lasciato poco scampo ai rivali, costretti ad accontentarsi delle briciole, sia nella Sprint, dove è riuscito a rimontare nonostante una brutta partenza, sia in gara, dove ha mantenuto il comando dall’inizio alla fine.
Come si era intuito già nella sprint, Marc aveva un solido vantaggio in termini di passo gara. Un margine talmente evidente da potersi permettere di gestire la situazione senza prendersi troppi rischi.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Marquez ha infatti aumentato il ritmo quando necessario, portando il suo vantaggio ben oltre i due secondi, per poi limitarsi a controllare, evitando gli errori commessi in altre gare di questa stagione, come ad Austin e Jerez, quando cadde compromettendo risultati che potevano vederlo vincitore in entrambi gli appuntamenti.
È proprio su questo aspetto che Marquez si è soffermato nella sua analisi post-gara, sottolineando come quello mostrato oggi non fosse il suo “vero” passo, ma solo quanto bastasse per centrare un’altra vittoria e portare a casa 25 punti fondamentali per il Mondiale. Ora gode di 32 lunghezze di vantaggio sul fratello Alex e 93 su Francesco Bagnaia, suo compagno di squadra.
“Non lo so. Ma oggi avevo il passo e mi sentivo bene, ero a posto. Soprattutto alla fine ho spinto un po’ e ho fatto ancora una volta un tempo di 46.7”, ha commentato Marquez ai microfoni di Sky Italia, quando gli è stato chiesto quanto avrebbe potuto spingere se avesse mostrato il suo vero ritmo.
“Il problema è che ho sbagliato ad Austin, dobbiamo cercare di capire il perché e stiamo lavorando su questo passo dopo passo. Ho la velocità dentro di me, ma devo anche saperla controllare. Questo è ciò che sto facendo: cercare il feeling, più che il limite, soprattutto la domenica.”
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
L’obiettivo, dunque, non era forzare ulteriormente un dominio mai realmente messo in discussione, ma portare a casa il risultato. Può sembrare paradossale ma, come già detto altre volte, Marquez va talmente forte da non conoscere il limite della moto. Qualche settimana fa aveva spiegato come questa moto gli permette di spingere così tanto che, a volte, fatica a capire dove fermarsi. Non sempre è chiaro il momento in cui “tirare i remi in barca” per non superare il limite e finire a terra.
Ora, però, l’obiettivo è gestirsi, in particolare guardando avanti a quelli che saranno i prossimi impegni, che saranno fondamentali per il campionato, soprattutto nella lotta con il fratello, tornato a macinare secondi posti dopo le ultime gare avare di grandi soddisfazioni.
“È una cosa che mi è sempre successa: se non mi gestisco, vado troppo forte, in particolare in fase di inserimento curva. Qui ho fatto bene, ma devo farlo ogni weekend. Ora ci sarà una pista come il Mugello, dove l’anno scorso è andata bene. In altre ho fatto un po’ più fatica, ma è lì che dobbiamo dare qualcosa in più e provare a restare molto vicini a Pecco e Alex, che sono i più veloci”, ha aggiunto Marc.
“Sicuramente è stato un weekend fantastico: sempre in testa nelle prove libere, massimo focus, massima concentrazione. Mi aspettavo che gli altri si sarebbero avvicinati sessione dopo sessione, e infatti in gara sia Alex che Pecco erano molto veloci. Ma sono rimasto davanti, sono stato costante, ho semplicemente controllato passo e corsa. I festeggiamenti con mio fratello sono stati fantastici, il modo migliore per concludere il weekend".
Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Jose Breton - Pics Action - NurPhoto - Getty Images
Sul duello con il fratello Alex, che corre con il team Gresini, emergono differenze interessanti anche nella guida: i due hanno punti di forza opposti a seconda della tipologia di curva. Marc è più efficace su quelle a sinistra, come si è visto ad Aragon e in parte anche a Jerez prima della caduta, mentre Alex si esprime meglio su quelle a destra.
“Sì, è così. Io nelle curve veloci a sinistra vado molto forte, lui invece è l’opposto: nelle curve veloci a destra è molto forte. È strano, perché facciamo lo stesso allenamento, le stesse cose, negli stessi giorni, con le stesse moto, ma uno va più forte da una parte e l’altro dall’altra”, ha raccontato Marc, prima di tornare sull'importanza della gestione in ottica Mondiale.
“Per sua fortuna, il calendario ha più curve a destra, ma alla fine dobbiamo trovare un bilanciamento. Vedremo come andrà, ma qui ad Aragon ci sono tante curve a sinistra, quindi non potevo permettermi un altro errore come quello di Austin".
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