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MotoGP | Marquez: "Quando ho avuto l'ok del dashboard mi sono fidato e ho attaccato Acosta"

Il pilota della Ducati ha dovuto fare una sorta di bis della gara in Thailandia nella Sprint di Brno, rallentando e facendosi passare dalla KTM di Acosta per mettersi in scia e far rialzare la pressione della gomma anteriore per evitare penalità. Una volta che il dashboard gli ha dato il via libera, si è fidato ed è andato a prendersi la vittoria.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Non che ce ne fosse ancora bisogno, ma la Sprint di Brno ha dato un'ulteriore prova del perché Marc Marquez sta dominando la stagione 2025 della MotoGP. Come gli era già accaduto in Thailandia, il pilota della Ducati si è ritrovato a fare i conti con un valore della pressione della gomma anteriore inferiore a quello minimo consentito dalla Michelin quando era ormai in fuga solitaria.

A quel punto, l'unica opzione per non incappare in una penalità era rallentare e farsi superare, per mettersi in scia e far risalire la temperatura della gomma e di conseguenza anche la pressione. Una manovra che l'otto volte iridato ha fatto con grande maestria, lasciando sfilare Pedro Acosta per incollarsi letteralmente al codone della sua RC16. Quando poi ha avuto il via libera dal dashboard dalla sua Desmosedici GP, Marc è tornato all'attacco e ad un giro e mezzo dalla fine si è riportato al comando, andando a prendersi la sua 11° vittoria su 12 Sprint disputate in questa stagione.

"E' stato più o meno come in Thailandia. Sul dashboard abbiamo un riferimento che ci aiuta a capire se siamo dentro o fuori. Ho visto che ero fuori, quindi ho deciso di aspettare qualcuno, perché stando in scia metti più temperatura nella gomma e questo fa salire anche la pressione. Quando ho poi ho visto che sul dashboard era tornato il valore zero, allora mi sono fidato, ho ricominciato a spingere ed ho risuperato Acosta", ha detto Marquez ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Per qualche minuto la sua vittoria è stata sub judice, perché era finito sotto investigazione proprio per il discorso della pressione, così come anche Ai Ogura ed Alex Rins. Lui non lo sapeva neanche, ma in ogni caso il "no further action" è arrivato proprio durante la cerimonia del podio: "In realtà io non sapevo di essere sotto investigazione. Quando Gigi (Dall'Igna) mi ha chiesto, gli ho solo detto che sul dashboard vedevo zero, quindi in teoria ero dentro. Dell'investigazione me lo hanno detto solo dopo il podio. Ma ci sta, perchè ero davvero molto vicino ad essere fuori ed hanno voluto guardarci un po' bene".

Quando gli è stato domandato cosa possa aver fatto cadere in errore gli ingegneri Ducati, facendolo correre con una pressione troppo bassa, il pilota di Cervera ha spiegato: "Credo che siano due i fattori: il primo è che ieri non abbiamo girato sull'asciutto, il secondo è il nuovo asfalto, che è molto buono, ma cambia il bilanciamento della moto ed il modo di guidare. Questo ha reso molto difficile la vita degli ingegneri. Loro cercano di fare sempre il massimo per garantirci la miglior performance e oggi forse hanno fatto un po' troppo. Alla fine però loro rischiano per questo, per dare un vantaggio a noi piloti".

Stupisce però che un problema di questo tipo sia emerso su una pista sulla quale si sta davvero tanto in piega e i rettilinei sono piuttosto brevi: "La cosa strana è che su questa pista sembra che tu possa guidare attaccando molto sull'anteriore, invece se spingi molto sul davanti fai fatica, perché al posteriore hai tantissimo grip, che finisce per spingerti. E' per questo che in tanti abbiamo corso con la media già oggi e che non si può giocare con l'anteriore come invece piace fare a me. Per gli ingegneri sarebbe più facile mettere una pressione alta, ma loro fanno sempre un grandissimo lavoro per cercare di stare al limite. Oggi magari hanno fatto un pelino troppo, ma l'abbiamo sistemata", ha concluso.

Riguardo alla decisione della Direzione Gara di non procedere con l'investigazione, è arrivato un chiarimento da parte della Dorna: "L'indagine post-gara sulla pressione degli pneumatici dei piloti #93, #42 e #79 ha rapidamente rivelato un'impostazione errata della pressione minima nel sistema di allarme della Race Direction. Non sono state quindi necessarie ulteriori azioni o indagini. Tutti i piloti hanno rispettato la pressione minima corretta", spiega la nota.

Inoltre, è stato spiegato che gli alert che ricevono i piloti sulla moto non dipendono da questo sistema, ma che sono gestiti direttamente dalle squadre: "Questo sistema di controllo è separato da qualsiasi sistema di segnalazione utilizzato dalle squadre e non è visibile dalle squadre o dai piloti durante la sessione. Ogni squadra controlla i propri parametri e gli avvisi inviati ai dashboard dei propri piloti in merito alla pressione minima degli pneumatici".

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