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Il pilota della Ducati ha servito un poker clamoroso nei primi due weekend con la Rossa: sembra essere tornato quello del 2019, ma commette anche meno errori. Anche oggi l'ha spuntata sul fratello Alex in una domenica argentina resa speciale dall'aver eguagliato le vittorie di Angel Nieto.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Se si guarda al dominio che Marc Marquez ha impresso alle prime due tappe della MotoGP 2025, sembra quasi di essere tornati indietro di sei anni, a prima del grave infortunio al braccio di Jerez. Anzi, il #93 che guida la Ducati forse è addirittura una versione potenziata, perché oltre ad aver ritrovato la sua innegabile velocità sembra essere praticamente immune da errori.

74 punti, punteggio pieno, ma non solo. Oggi, a Termas de Rio Hondo, ha scritto una pietra miliare della sua carriera, arrivando ad eguagliare le 90 vittorie in tutte le classi di un mostro sacro come Angel Nieto: "Sono super contento di aver raggiunto il suo stesso numero di vittorie e questa è dedicata anche a lui ed alla sua famiglia. E' stata ed è ancora una figura molto importante per il motociclimo spagnolo, quindi è un onore aver raggiunto questo traguardo", ha commentato il "Marcziano" quando è arrivato al parco chiuso.

Ma a rendere tutto ancora più più dolce è che anche questa volta la vittoria se l'è giocata con suo fratello Alex, che in questo primo scorcio di stagione sembra l'unico in grado di provare a tenergli testa. E per la famiglia Marquez quindi è un momento veramente magico.

"Oggi è stata una gara incredibile, ho dovuto spingere tanto. Fin dall'inizio il feeling non era il massimo con il posteriore e ho fatto un errorino, poi ho visto che Alex stava spingendo e che controllava la gara. A quel punto mi sono detto che poteva andare bene anche finire secondo. Ma poi con la gomma usata ho cominciato ad andare meglio, quindi ho capito che avrei potuto attaccare mio fratello. E devo dire che sono rimasto davvero impressionato dal livello che è riuscito a tenere in queste prime due gare. So che Alex è capace di tutto. In questo momento è il principale rivale per il titolo, ma è meglio lui che chiunque altro".

Quando poi è arrivato ai microfoni di Sky Sport MotoGP ha raccontato il momento chiave della gara, ovvero il sorpasso ai danni di Alex alla curva 5, avvenuto a cinque giri dalla fine, che si è reso necessario dopo un piccolo errore nelle prime fasi della gara che poteva spianare la strada al fratello, ma anche dopo un primo tentativo andato a vuoto nello stesso punto tre tornate prima.

Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team

Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

"La chiave era riuscire ad essere molto vicino ad Alex in uscita dalle curve 3 e 4, perché l'unico punto in cui vedevo così chiaro che potessi superarlo era la curva 5. Su questa pista è difficile è sorpassare e se devi passare tuo fratello lo è un po' di più: quando vai all'interno, che c'è più sporco, inizi a fare locking sull'anteriore. La prima volta che ci ho provato sono stato un po' troppo ottimista, ma poi ho visto che ero un po' più vicino ed ho capito che dovevo preparare un po' meglio il sorpasso se volevo rimanere sulla linea giusta e ci sono riuscito", ha spiegato Marc.

Da fuori, la sensazione era che la sua GP25 fosse più nervosa della GP24 del Gresini Racing portata in pista dal fratello. L'otto volte campione del mondo ha commentato la cosa però limitandosi ancora una volta a fare i complimenti ad Alex per il salto di qualità che sta mostrando quest'anno.

"Le due moto sono molto vicine, quindi Alex sta guidando in maniera incredibile. Ma penso che sia una questione più di stile di guida che di moto. Abbiamo dei setting piuttosto vicini, pur prendendo ognuno la propria strada, ma è vero che questo fine settimana ho fatto un po' più fatica. Non riuscivo a guidare comodo, a guidare pulito. Il tempo arrivava, ma dovevo rischiare di più rispetto alla Thailandia. Oggi sarei voluto rimanere davanti tutta la gara, ma poi ho fatto quell'errorino e c'è stato un momento in cui effettivamente sembrava che Alex potesse anche andare via, ma poi per fortuna mi sono ripreso".

Il pilota della Ducati sta vivendo un vero e proprio stato di grazia, proprio perché sembra addirittura avere più maturità e serenità rispetto al campione imbattibile che era prima dell'infortunio. Un pensiero che sembra condividere anche il diretto interessato.

"Sono d'accordo, perché ora ho la tranquillità di non dover dimostrare niente. Se in un turno faccio fatica, può succedere. Anche se sbaglio, ho questa tranquillità e questo mi permette di guidare molto bene, molto pulito. Soprattutto mi sento a mio agio con la squadra: siamo un factory team, ma non sento quella pressione che c'è di solito in un factory team. Questo mi aiuta molto", ha concluso.

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