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MotoGP | Marquez ora ci crede: "Cinque gare fa ero a 102 punti e adesso siamo lì"

Il pilota della Ducati ha firmato una grande doppietta al Sachsenring, centrando sil suo decimo successo nella classe regina sul tracciato tedesco ed eguagliando così il record di Giacomo Agostini ad Imatra. Il numero che gli interessa di più però sono gli appena 18 punti che ora lo separano dalla vetta del Mondiale...

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

Voleva 37 punti al Sachsenring e se li è presi senza fare sconti a nessuno, confermandosi ancora una volta il "Sachsenking". Marc Marquez ha scritto un'altra pagina di storia nel Gran Premio di Germania di MotoGP, perché quella ottenuta oggi è stata addirittura la sua decima vittoria nella classe regina sul saliscendi tedesco (tra tutte le classi sono 13, altro primato). Tante quante quelle di Giacomo Agostini ad Imatra, un record assoluto.

Ma questi sono numeri a cui il pilota della Ducati non guarda mai troppo. Il #93 è uno che bada al sodo e quindi contano di più quegli appena 18 punti che lo separano dal leader Jorge Martin a metà campionato. Un dato che fa impressione se consideriamo che appena un mese e mezzo fa, dopo la gara del Mugello, il campione del mondo in carica si ritrovava a 102 punti dalla vetta. I disastri di Marco Bezzecchi e le tre vittorie in quattro gare del pilota di Cervera hanno fatto il resto, rimettendolo pienamente in corsa per la sua decima corona iridata.

"Cinque gare fa eravamo a 102 punti e adesso siamo lì. Ma l'ho detto giovedì, se volevo avere qualche chance in questo campionato dovevo fare un weekend perfetto qui e l'ho fatto", ha detto Marquez ai microfoni di Sky Sport MotoGP.

"Non sono contento al 100%, perché per come aveva lavorato dopo l'incidente di Barcellona, mio fratello Alex avrebbe meritato di essere sul podio con me. Ma avrà altre opportunità, perché era vicino a me sulle curve a sinistra, quindi farà paura su quelle a destra di Silverstone. Ora ci vuole anche un po' di relax mentale, ma quest'estate dovrò anche lavorare sul braccio destro per fare uno step", ha aggiunto.

Il fratello Alex gli è rimasto agganciato per poco meno di metà gara, prima di scivolare alla curva 13. Quando a Marc è stato domandato se davvero pensa che potesse essere una minaccia concreta, ha spiegato: "Stamattina nel Warm-Up mi sono sentito molto meglio, ma in gara il feeling con la moto era diverso. Lui era il pilota Ducati che gestiva meglio la gomma dietro e quello che avrebbe avuto più grip a fine gara quindi. Ma ieri glielo avevo già detto che se avessimo tenuto il ritmo della Sprint per 30 giri, almeno uno tra me, lui e Diggia sarebbe caduto (anche il romano è scivolato, ndr). Oggi poi sono arrivate anche le Aprilia, che non me le aspettavo lì. E alla fine, quando ho visto che c'era Ogura secondo, meno male che avevo già due secondi e mezzo di vantaggio".

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Ronny Hartmann / AFP via Getty Images

Ancora una volta, lo spagnolo ha dimostrato di avere un feeling speciale con il Sachsenring, ma a sorpresa ha rivelato di non divertirsi troppo a correre su questa pista: "Diciamo che è uno di quei circuiti che mi vengono bene, ma non è uno di quelli su cui ti diverti troppo, perché la prima parte è molto lenta. Ti diverti molto di più quando hai il feeling ad Aragon o Phillip Island, quelli sono circuiti che mi piacciono di più".

Tra le altre cose, ha spiegato che non è stata difficile solo la gestione della gomma posteriore, come previsto, ma anche di quella anteriore: "All'inizio della gara ho visto che l'anteriore si muoveva un po' troppo, quindi ho rallentato un po' per capire cosa stesse succedendo e poi ho riattaccato perché ho visto che la situazione era già sotto controllo. Ma qui al Sachsenring lo sappiamo che la parte sinistra della gomma cala tantissimo anche davanti".

Tornando sulla corsa al titolo, è stato fatto un parallelo con la nazionale spagnola di calcio, che ha raggiunto le semifinali dei Mondiali. Il nove volte iridato ha spiegato di ritenere più complicato il suo percorso rispetto a quello delle "Furie Rosse": "E' più vicina la Spagna. Per loro sono due partite, io devo fare ancora 11 Gran Premi. La MotoGP di oggi sono 44 gare e può succedere sempre di tutto. Guardate Bezzecchi questo weekend, Alex a Barcellona o io a Le Mans. E il rischio nella seconda parte di stagione è che non salti una gara, ma magari due o tre, perché sono tutte molto vicine". 

Infine, non ha nascosto di aver proprio bisogno della pausa estiva che inizierà stasera, perché la prima parte di questo 2026 è stata particolarmente estenuante: "Non vedevo l'ora di fare la pausa, anche se a Balaton Park, a Brno e qui è andata molto bene. Ma non vedevo l'ora soprattutto perché mentalmente le prime cinque gare sono state un disastro, perché non capivo cosa stesse succedendo nel mio corpo e nel mio braccio. Cadute strane, che non erano nel mio stile. Ma va bene, l'abbiamo capito e adesso non vedo l'ora di disconnettere un po' la testa, ma anche lavorare sul mio punto debole", ha concluso.

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