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Intervista

MotoGP | Marquez: "O vinco io o vince Pecco. Questo è l'obiettivo di Ducati"

Marc Marquez ha parlato del 2025, quello che sarà il suo primo anno da pilota ufficiale Ducati accanto a Bagnaia. Il 2024, ha detto, gli è servito per ritrovare la passione per le moto e ora si sente pronto per lottare per il titolo.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

A Campioni in Festa, divenuto ormai appuntamento fisso dove, a dicembre, si celebrano a Bologna i grandi successi di Ducati nelle corse, tanti occhi erano inevitabilmente posati su Marc Marquez. L'8 volte iridato vestiva ancora la felpa del team Gresini, ma il futuro è rosso, rosso Ducati, quello ufficiale.

A margine della conferenza stampa svolta a Bologna Fiere, lo spagnolo si è concesso ai microfoni della stampa, tra cui Motorsport.com, parlando del suo 2024, ma anche di ciò che lo aspetta nel 2025, la nuova avventura nel team ufficiale di Borgo Panigale accanto a un Francesco Bagnaia assetato di riscatto dopo aver perso l'iride all'ultima gara.

Marc, pronto per la nuova avventura in Ducati?
"Arrivo in un box che ha vinto tantissimo negli ultimi anni e arrivo con dentro un riferimento chiaro, che è Pecco, il quale ha vinto 2 titoli e si è giocato il terzo fino alla fine. La qualità da parte mia c'è, ma devo adattarmi velocemente a questo nuovo team e se non vince Pecco, vinco io. Se non vinco io, vince Pecco. Questo è l'obiettivo del team".

Marc, hai detto: 'O vinco io, o vince Bagnaia". Pensi già a un duello di questo tipo...
"Alla fine E' quello che cerca Ducati. O vince un pilota, o vince l'altro. Alla fine è importante portare il titolo a casa. Logicamente, come ho già detto, il primo riferimento dentro al box Ducati è proprio Pecco, perché è qui da diversi anni e ha vinto tanto. Proveremo a dare il 100%, dovrò abituarmi al nuovo metodo di lavoro del team ufficiale e proviamo a dare il 100%".

Ti senti nel posto giusto al momento giusto?
"Sono nel posto che ho cercato. Per questo mi sento nel posto giusto per il momento che sta vivendo Ducati. E' il suo periodo d'oro. Abbiamo visto tutti i numeri di questa stagione, ha vinto tutte le gare tranne una e, se non avessi fatto un errore io ad Austin, le avrebbe vinte tutte. Sono qui al momento giusto della mia carriera sportiva".

Come sei cambiato nel corso di questi anni?
"Io sono lo stesso di qualche anno fa. Non è cambiato nulla. Cambierei solo il momento del mio ritorno. Sono tornato troppo presto a correre dopo l'incidente. Ma per il resto non cambierei niente".

Jorge Martin, Gigi Dall'Igna, Claudio Domenicali, Francesco Bagnaia, Marc Marquez, Alvaro Bautista, Alessandro Lupino

Jorge Martin, Gigi Dall'Igna, Claudio Domenicali, Francesco Bagnaia, Marc Marquez, Alvaro Bautista, Alessandro Lupino

Foto di: Giacomo Rauli

Raccontaci le tue sensazioni nel primo giorno da pilota ufficiale del team Ducati...
"Il primo giorno con il team ufficiale è sempre shockante, perché ci sono tante persone nuove da conoscere nel primo giorno di lavoro. Ma soprattutto il metodo mi è piaciuto tanto. Nelle competizioni si fa così: azione, reazione, azione reazione. Ed è quello che ho visto in Ducati. Ho iniziato a capire perché sono arrivati a vincere tutto. Ho lottato contro di loro per anni e loro hanno fatto una moto incredibile. Gigi comanda, ma c'è tanta gente dietro che lavora e come team è stupendo".

Come cambierà, se cambierà, il tuo rapporto con i tifosi italiani ora che difendi i colori Ducati?
"Per me quest'anno non cambia niente. Io provo sempre a lavorare duro, ho vinto anche una gara a Misano con il team Gresini. Vediamo se quest'anno riesco a fare un bel risultato al Mugello davanti ai tifosi italiani. Alla fine il rapporto con i tifosi italiani ha avuto momenti difficili, ma ogni volta va meglio. Io ho sempre cercato di essere professionista e ho sempre fatto il mio. Ho corso per un team italiano, Gresini, che mi ha fatto tornare alla fiducia. corro per una Casa italiana, sono sicuro che ci sarà un bel rapporto".

Cosa hai imparato dalla stagione 2024 di MotoGP?
"Nel 2024 non ho vinto il titolo e ho fatto terzo nel Mondiale, ma ho riguadagnato cose più importanti: ovvero la passione per le moto e il fatto di sentirmi nuovamente competitivo. Io pensavo di non tornare più, invece sono competitivo e con la moto giusta nel posto giusto posso vincere delle gare. Questo ho guadagnato ed è molto importante e ho imparato a credere in me stesso".

Che cosa hai provato quando sei entrato nel museo e nella fabbrica Ducati?
"C'ero già stato l'anno scorso, perché quest'anno ho avuto un grande supporto da Ducati. Sono stato in Ducati per preparare bene il 2025, capire il metodo per capire cosa mi troverò nel weekend di gara".

Hai lottato contro Rossi, Stoner, Pedrosa, Lorenzo, ma anche contro i piloti che hai accanto oggi. Qual è la differenza che li contraddistingue?
"Che i ragazzi con cui corro ora sono più amichevoli! Mi sembra ieri quando sono arrivato qui, a 20 anni, come giovane inesperto, mentre ora sono uno dei più esperti. Mi piace molto questo. Ognuno ha la sua carriera e la sua storia, ma tutti i giovani arrivano in MotoGP con grande grinta e noi lavoriamo per farci trovare pronti per lottare con loro, che vanno molto forte".

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