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MotoGP GP d'Olanda

MotoGP | Marquez: "Non mi sento colpevole dell'addio di Pramac a DucatI"

Pramac lascerà Ducati a fine stagione e abbraccerà il progetto Yamaha, ma Marc Marquez sottolinea il fatto di non sentirsi causa della decisione di Campinoti per via del suo rifiuto.

Marc Marquez, Gresini Racing

Marc Marquez, Gresini Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Il Gran Premio d’Olanda è iniziato nel segno di Pecco Bagnaia, che ha dominato entrambe le sessioni di prove libere mostrando un giro secco e un passo irraggiungibili. Solo Marc Marquez è sembrato in grado di avvicinarsi nel primo turno ad Assen, dove è ripartito con le stesse buone sensazioni di tre settimane fa.

Il pilota del team Gresini è apparso più in difficoltà nel turno pomeridiano, decisivo per la Q2 che però ha agguantato direttamente con la sesta posizione: “Le sensazioni del venerdì sono state abbastanza buone, soprattutto la mattina. Mi sono sentito bene sin da subito, come se non ci fossimo fermati tre settimane. È vero che nel pomeriggio ho faticato un po’ di più, penso che sappiamo perché, ma domani lo confermeremo”.

“Ci sono due piloti che sono davanti a tutti, uno in realtà due passi avanti, ed è Pecco Bagnaia. L’altro è Maverick Vinales, poi ci sono alcuni di noi che sono abbastanza simili. Quando entri nella spirale positiva, della fiducia, tutto viene bene. Vieni da due vittorie consecutive e arrivi su una pista dove hai vinto l’anno scorso, che ti piace e che hai anche tatuata… Senza dubbio Pecco è in una spirale positiva, tutto esce fuori e sta andando molto veloce. Bisogna sopportare e imparare da quello che sta facendo”, ha spiegato il pluricampione del mondo parlando di Bagnaia, al momento l’uomo da battere ad Assen.

Tuttavia, la pista sembra essere l’argomento di discussione meno interessante del weekend, perché il tema del giorno riguarda il mercato. Proprio oggi è arrivata l’ufficialità dell’addio di Pramac a Ducati. La squadra di Paolo Campinoti ha deciso di abbracciare il progetto di Yamaha e dal 2025 disporrà di due M1, privando la Casa di Borgo Panigale di due Desmosedici in pista.

Jorge Martin, Pramac Racing, Marc Marquez, Gresini Racing

Jorge Martin, Pramac Racing, Marc Marquez, Gresini Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Una di queste due Ducati era quella destinata proprio a Marc Marquez il prossimo anno, ma il suo rifiuto del passaggio da Gresini a Pramac ha sconvolto il mercato. L’otto volte campione del mondo però ci tiene a precisare di non essere stato la causa scatenante della decisione di Campinoti. “Punto numero 1: non mi sento colpevole dell’addio di Pramac a Ducati, perché io non ho fatto niente”, ha spiegato.

“È vero che, come pilota Ducati, avrei preferito che Pramac restasse, perché avremmo avuto due Desmosedici in più in pista e più informazioni perché è un team importante all’interno del marchio. Come appassionato di MotoGP penso che sia una buona notizia. Egoisticamente, preferisco due Ducati in più in pista, ma come appassionato era un passaggio normale pensare che uno dei team Ducati andasse con Yamaha. Per il campionato è meglio avere quattro moto giapponesi, due italiane in meno… Meno monomarca apre più opzioni ad altri costruttori, piloti, sponsor…”, ha aggiunto il pilota di Cervera.

Ducati disporrà dunque di sei moto nel 2025 e una delle aggiornate sarà quella di Marc, che però deve pazientare ancora un po’, disponendo della GP23 con Gresini: “Ho la stessa moto di Alex (Marquez, ndr), Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio, che è quella dell’anno scorso. È una moto che va molto bene, non so quanto meglio o peggio della 2024 perché non l’ho provata. Ma si sa, ci sono le GP24 che sono quelle di Pramac e del team ufficiale, e le GP23, che sono quelle di VR46 e di Gresini. Mi sento molto bene con la moto e ho dimostrato, così come altri piloti, di andare veloce”.

“Mi hanno portato un miglioramento, non si può sapere quale, ma è la stessa che hanno portato agli altri. Ducati ha una politica difficile da capire da pilota, perché in quanto tale vuoi sempre di più. Ma per il costruttore è la politica corretta. Ovvero, quando una moto 2023 riceve qualcosa di nuovo, arriva anche a tutti gli altri. Penso che per il progetto sia una politica giusta, per quanto tu possa essere davanti in classifica, non hai benefici in più di altri”, ha spiegato.

La politica di Ducati riceve l’approvazione del pluricampione del mondo, che sapeva sin da subito quali condizioni avrebbe trovato al suo arrivo a Borgo Panigale: “È uno dei temi su cui Gigi è stato più onesto l’anno scorso quando ho parlato di andare in Ducati. Se avessi lottato con altre Ducati avrei avuto lo stesso trattamento, ma nel caso in cui avessi lottato con altri marchi, avrei avuto più miglioramenti. Ora sto lottando con altre Ducati, la mia moto va bene e non ho alcuna lamentela, perché quello che avevamo accordato sta accadendo”.

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