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MotoGP | Marquez: "Non ho mai pianto nella mia carriera e non lo farò ora"

Il pilota della Ducati sembra aver preso con filosofia la penalità rimediata per un'entrata aggressiva ai danni di Pedro Acosta, che gli è costata la vittoria nella Sprint inaugurale della MotoGP 2026 a Buriram. "Come pilota mi devo adattare ai limiti che impone la Direzione Gara. Quindi ora sappiamo che non si può fare", ha spiegato.

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, Marc Marquez, Team Ducati

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, Marc Marquez, Team Ducati

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

La sconfitta brucia sempre, soprattutto per uno che non è per niente abituato a perdere come Marc Marquez. Ma fa ancora più male quando a decidere le sorti di una gara non è la pista, ma sono i commissari. All'ultimo giro della Sprint del Gran Premio della Thailandia, infatti, il pilota della Ducati è stato costretto a cedere la posizione alla KTM di Pedro Acosta, venendo punito per un attacco aggressivo che aveva fatto all'ultima curva il giro precedente.

Il #93 si è infilato all'interno del rivale della KTM e ha mollato i freni, mandandolo largo, riuscendo invece a mantenere la sua Ducati all'interno del tracciato. Una manovra probabilmente sopra le righe, ma per la quale la sanzione è sembrata eccessiva. Magari non tanto la penalità in sé, quando la modalità con cui è arrivata, che di fatto gli ha impedito di provare a replicare.

Il nove volte campione del mondo però non ne vuole assolutamente sapere di fare la vittima, e lo ha confermato anche quando è stato pungolato sull'eccessiva severità della punizione ai microfoni di Sky Sport MotoGP: "Io oggi non lo posso dire, altrimenti passo per quello che piange. Non ho mai pianto nella mia carriera e non lo farò oggi, quindi mi adatto".

Ed è stato molto politicamente corretto anche quando gli è stato chiesto se quindi domani rifarebbe quella stessa manovra ritrovandosi nella medesima condizione: "E' stata una manovra molto al limite. Quando lui mi attaccava nello stesso punto, anche io sarei potuto andare fuori, ma riuscivo a rallentare la moto e ad incrociare, perché la nostra moto si ferma bene in prima marcia in quel punto. L'unica cosa che posso dire è che come pilota mi devo adattare ai limiti che impone la Direzione Gara. Quindi ora sappiamo che non si può fare".

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, Marc Marquez, Team Ducati

Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing, Marc Marquez, Team Ducati

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Appena arrivato al parco chiuso, Marc ha spiegato di aver rallentato il ritmo dopo la caduta di Marco Bezzecchi, avvenuta al secondo giro. Concetto che poi ha ribadito anche alle interviste televisive: "Sapevo che la pista era molto calda, ma con la caduta di Bezzecchi ho capito che le condizioni erano molto critiche. A quel punto mi sono detto che avrei dovuto fare la gara davanti, ma facendo il passo che volevo io, senza esagerare. Stavo aspettando gli ultimi due giri per dare il tirone, ma ho sbagliato alla curva 5 e mi è quasi partito il posteriore. Ma se a gennaio mi aveste detto che avrei iniziato con 9 punti nella prima Sprint, avrei firmato. Ovviamente, però, quando vedi la vittoria così vicina, vorresti sempre di più".

Quel che è certo è che, al netto della grinta che non manca mai, quello visto in questo primo weekend ella stagione non è ancora lo stesso Marquez a cui eravamo abituati nel 2025: "In questo momento non so dire se sia il nuovo pacchetto o se sono io, ma non abbiamo ancora tutto a posto. Io so che da parte mia devo ancora fare uno step. Proprio per questo ho fatto la gara cercando un po' di controllare, senza prendermi rischi. Oggi sapevo che Bezzecchi era più forte, ma ha sbagliato, e quindi abbiamo preso 9 punti in più di lui, che al momento è uno di quelli che mi possono mettere più in difficoltà insieme ad Alex e Bagnaia. Però anche Acosta sta andando molto forte".

Per questo, non si è voluto sbilanciare ancora su chi possa essere l'avversario più temibile nella corsa al titolo: "Ve lo dico a Jerez, fino a quel momento lì dobbiamo capire un po' di cose. Fino a quando non saranno passate quattro o cinque gare non si può mai sapere in un campionato di 22 gare. Si è visto che la grinta non l'ho persa, perché se si deve lottare si lotta, ma dobbiamo cercare di stare sempre lì davanti, pensando al campionato".

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