MotoGP | Marquez: “Non avrei vinto il titolo nemmeno con la GP24”
L’otto volte campione del mondo ha confessato che anche se avesse avuto la GP24 quest’anno non avrebbe vinto il titolo, tenendo in conto il livello altissimo di Bagnaia e Martin.
Si è parlato molto di quanto ha ottenuto Marc Marquez durante la stagione 2024 di MotoGP, che ha concluso poco più di una settimana fa a Barcellona. L’otto volte campione del mondo è riuscito a ritrovarsi dopo la crisi vissuta in Honda e da cui è andato via per trovare la Ducati, nello specifico quella satellite del team Gresini.
Così, nonostante guidasse una Desmosedici GP23 che ha dimostrato di essere più complessa di alcuni modelli precedenti, come la GP22, o successivi, come la GP24, lo spagnolo è tornato a essere uno dei protagonisti del campionato. Infatti, ha concluso la stagione come “il primo degli altri”, terzo nella classifica generale alle spalle del campione Jorge Martin e di Pecco Bagnaia. Proprio nell’ultima gara dell’anno è anche riuscito a sopravanzare la Ducati ufficiale di Enea Bastianini, relegandolo in quarta posizione.
La progressione di Marquez, che ha chiuso l’anno con più di 200 punti sulla seconda GP23 (nello specifico quella di suo fratello Alex Marquez, ottavo con 173 punti), è stata tale che in molti si sono chiesti se avesse potuto conquistare il titolo già nel 2024 se avesse corso con una GP24 come quella che hanno avuto i due contendenti al mondiale. Il tutto nonostante il #93 si trovasse in un processo di ritrovamento di se stesso.
Marc Marquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Nella conferenza stampa che il pluricampione del mondo ha tenuto questo martedì a Madrid, Motorsport.com ha riportato a Marquez questa riflessione. Il pilota di Cervera ha però commentato che non pensa avrebbe potuto vincere il titolo con la GP24 sia per il livello del primo e del secondo in classifica, sia perché ancora non era pronto. “Non dirò che avrei potuto vincere il titolo con la GP24, perché sia Jorge sia Pecco hanno disputato una grandissima stagione. Non avrei vinto nemmeno con il nuovo modello perché non arrivavo nel miglior momento per lottare per un titolo. Forse sarei stato più vicino in termini di punti a fine anni, ma non avrei vinto”, ha commentato.
Quando gli è stato chiesto quali fossero stati i suoi momenti migliori del 2024, Marquez si è lasciato andare alle sensazioni: “In termini di sensazioni fisiche, il momento migliore è stato il test di Valencia (nel 2023, quando è salito per la prima volta in sella alla Ducati del team Gresini, ndr). Provare la moto dopo dieci anni con la Honda è stato l’impatto più grande che ho avuto quest’anno. Poi i ricordi più belli sono il podio di Jerez, in cui ho visto da vicino la vittoria, e il trionfo di Aragon. Il successo non era un’ossessione, ma lo cercavo. Tutto quello che avevo nella lista delle cose da fare quest’anno, l’ho fatto. Il resto è stato un regalo. Non avevo appuntato essere campione del mondo? No, ero realista, non potevo passare da quattro anni di inferno alla gloria di colpo”.
Tornando al test di Barcellona in cui ha debuttato come pilota ufficiale Ducati, Marquez è salito in sella alla GP25, il prototipo di Borgo Panigale per la prossima stagione. Il catalano ha spiegato le sue sensazioni e le differenze con la GP23: “In una giornata di test, la prima in un nuovo team, l’obiettivo principale è conoscere le persone. Sono stato al 90% del tempo con la GP25, perché quel giorno i tecnici devono scegliere una direzione in vista del prossimo anno per sviluppare la moto. La cosa positiva è che sia Pecco che io abbiamo avuto gli stessi vantaggi e gli stessi problemi. Dalla GP24 alla 24 c’era un passo, dalla GP24 alla 25 ce n’è uno diverso. Quando porti una nuova moto in pista è difficile che sia subito meglio della precedente che gira da un anno, ma il passo è lì”.
Infine, Marquez ha commentato com’è stato tornare a sviluppare una moto da pilota ufficiale: “È stato uno dei cambiamenti del test, sono tornato all’epoca di Honda, ho provato molte cose. È un test più per il team tecnico che per te come pilota. Per questo ho detto molte volte che in Gresini ho trovato il team perfetto e la situazione perfetta per ritrovarmi. In ogni test mi dovevo semplicemente concentrare sul mio stile di guida o provare il setting. In un team ufficiale, in ogni uscita la moto è diversa e hai un piano di lavoro di ciò che proverai molto strutturato. Mi mancava quello che ho trovato a Barcellona. Mi sento pronto a dare commenti alla fabbrica, è una fortuna che siano concordi a quelli del mio compagno di squadra”.
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