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Marc Marquez ha ricevuto una raffica di domande sul suo futuro, senza cambiare la sua posizione sulla fine delle speculazioni, che terrà aperte ancora per un po'.

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Marc Marquez, come sempre, è stato uno dei piloti più ricercati al giovedì per avere le sue impressioni, soprattutto in un momento in cui tutti stanno speculando sul suo futuro, mentre lui continua a prendere tempo prima di prendere una decisione che, ad oggi, è ben lontana dall'essere definita.

In mattinata, parlando con le televisioni, Marc ha chiarito: "Il mio futuro non si deciderà questo fine settimana". Nonostante questo, dopo la conferenza stampa ufficiale per il Gran Premio del Giappone, che si svolge questo fine settimana a Motegi, il pilota di Cervera è stato "accerchiato" dai media presenti in circuito circuito, che hanno cercato di strappargli qualche indicazione in più.

Il futuro, l'anno prossimo. Non annuncerai niente questo fine settimana?
"No, non ci saranno novità su questo tema nel fine settimana. Ho sempre detto che bisogna rispettare tutti i tempi. Come è stato detto, è vero che ci saranno delle riunioni, ma come ci sono state anche l'anno scorso o due anni fa. Alla fine qui ci sono sempre i capi della Honda e della HRC, quindi vogliono vedere il pilota, parlare con lui e capire com'è la situazione".

Quindi sono incontri che non hanno nulla a che fare con il tuo futuro?
"Sono incontri costruttivi, ci sono stati l'anno scorso e due anni. Sono sempre incontri costruttivi e anche questo sarà così. A loro interessa soprattutto che il progetto vinca e che il Repsol Honda Team continui a fare la storia come ha fatto in tutti questi anni".

Stai cercando di mandare un messaggio per farci capire o ti stai solo divertendo nei tuoi incontri con i media?
"No, mi fate delle domande, io rispondo e prendo tempo. Cosa vuoi che ti dica? Ovviamente in qualsiasi rapporto, che sia di coppia o di squadra, non è necessario sapere sempre tutto, penso che a poco a poco si debba costruire. La cosa migliore, come ho detto, è costruire e non ci sono illusioni. Il rapporto che abbiamo con Honda è molto bello, lo abbiamo sempre avuto, ci siamo dati molto l'un l'altro. Ho un contratto con loro e la cosa più importante è che entrambi ci sentiamo a nostro agio l'uno con l'altro per avere successo".

Questa mattina Cal Crutchlow è uscito allo scoperto dicendo che in sella ad una Ducati avresti vinto il Mondiale in maniera schiacciante...
"E' un pensiero sbagliato. Ovviamente ogni pilota, ogni moto, ogni squadra ha il suo momento. Nessuno è eterno, nessuna squadra o nessuna moto dominerà ogni anno. E' un complimento, grazie mille, ma i piloti più giovani stanno arrivando, stanno reinventando le cose. Marco Bezzecchi ha fatto una grande gara in India, Jorge Martin ha fatto una grande a Misano, Pecco Bagnaia sta facendo una grande annata: sono piloti molto bravi, non è affatto facile".

Cosa sarebbe più meritevole, vincere con un'altra squadra o riportare alla vittoria la Honda?
"Più che valutare una cosa o l'altra, la questione è stare nella propria zona di comfort o uscirne. E' correre più o meno rischi. Entrambe le opzioni hanno lo stesso obiettivo, ma dei meriti diversi".

Qual è la tua zona di confort?
"La mia zona di comfort è che sono in Honda da dieci anni ed è ancora Honda".

Anche senza risultati?
"Sì, è dove sono stato tutta la vita, dove ho la mia squadra, dove ho il miglior ingaggio della griglia, perché cambiare? E' come stare in casa o dormire in un hotel".

Leggi anche:
Marc Márquez, Equipo Repsol Honda

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Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

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