MotoGP | Marquez e la Ducati ribaltano il mondo in 7 GP e quella di Misano è una vendetta che vale doppio
Il quinto successo nelle ultime sette gare ha permesso al campione del mondo in carica di azzerare i 102 punti di ritardo che accusava al Mugello. E la Casa di Borgo Panigale è anche riuscita a concretizzare il sorpasso nel Costruttori su un'Aprilia che da allora non ha più vinto con i suoi piloti ufficiali. E il tutto proprio a Misano...
La vendetta è un piatto che va servito freddo. E quella della Ducati a Misano è stata veramente pesante. Dopo un Gran Premio d'Italia che l'Aprilia era riuscita a dominare in lungo e in largo, con la vittoria di Marco Bezzecchi davanti a Jorge Martin, sembrava impossibile che potessero bastare appena sette gare per ribaltare completamente il mondo in MotoGP. Anche perché, dopo la gara del Mugello, Marc Marquez era distante di ben 102 punti dalla vetta del Mondiale.
Era il 31 maggio e tre mesi e mezzo più tardi le RS-GP ufficiali non hanno più provato la gioia del gradino più alto del podio. In realtà, la Casa di Noale ha vinto altre due gare, ma lo ha fatto con le moto "sbagliate", quelle del Trackhouse Racing: a fare centro ad Assen è stato Ai Ogura, mentre a Silverstone è stata la volta del suo compagno Raul Fernandez.
Il problema più grosso per il marchio veneto è che le cinque gare rimanenti non solo le ha vinte tutte la Ducati, ma ad imporsi è stato sempre il #93. La foto che il campione del mondo in carica ha pubblicato dopo la doppietta di Aragon, nella quale ha mostrato le condizioni a dir poco precarie del suo braccio e della sua spalla destra, sottoposti a ben 7 interventi chirurgici dal 2020, non ha fatto altro che confermare ciò che i settimi posti di Assen e Silverstone avevano fatto solo presagire, ovvero che Marc è ancora lontano dal 100% della forma fisica. Anzi, non è detto che possa riuscire a ritrovare mai quella condizione.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Dove non arriva con il fisico, il campione di Cervera però arriva con la testa e con i suoi nervi d'acciaio. Se fino ad ora era stato chirurgico nel sfruttare le piste sulla carta favorevoli, ovvero quelle che girano in senso antiorario, la doppietta che è riuscito a piazzare a Misano è una mazzata pesante sulle ambizioni dei suoi rivali. Nel T3 del tracciato romagnolo, quello nel quale ci sono praticamente solo curve a destra, compreso il "Curvone", era evidente quanto fosse ancora in difficoltà su quel lato. Eppure, è riuscito a mettere tutto insieme per fare ancora una volta bottino pieno ed arrivare addirittura ad azzerare il gap dalla vetta.
Nel box della Casa di Borgo Panigale non hanno mai perso la testa, continuando a confidare nel talento del loro asso e questo atteggiamento alla fine ha pagato, come ha spiegato oggi Gigi Dall'Igna: "Come avevo detto ad inizio anno, il tempo gioca un po' a nostro favore. Chiaramente Marc deve riabituarsi a tutti i meccanismi e a tutte quelle cose che gli servono per andare forte in moto. Credo che lo stia facendo molto bene". Parole che sembrano un po' quelle di chi era seduto sulla riva del fiume dopo quel "stiamo godendo come ricci" che Massimo Rivola si era fatto sfuggire al Mugello.
E se Marquez sta tornando il "solito" Marquez in senso positivo, da italiani dispiace che Marco Bezzecchi lo abbia fatto in senso opposto. I cinque podi consecutivi tra Sprint e gare lunghe sembravano avergli dato stabilità, ma oggi il riminese, che entrava in gara con i galloni di favorito, è ricaduto in uno di quegli eccessi di confidenza che gli sono costati già troppi punti quest'anno. Dopo aver preso il comando con autorità, è finito ruote all'aria ancora prima che finisse il primo giro. Un KO apparentemente senza conseguenze fisiche, ma che potrebbe averne nel Mondiale, visto che ora la classifica dice -33. E il raffronto con Marquez negli ultimi 7 GP quindi è impietoso, perché vuol dire che lo spagnolo ha fatto ben 135 punti più di lui.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing
Foto di: Getty Images
In sette weekend, dunque, il mondo si è ribaltato completamente, ma secondo "Simply the Bez" non bisogna smettere di credere che non possa succedere di nuovo. "Dopo 7 gare non si mette le mani da nessuna parte, e nemmeno dopo 14. La cosa è quella. Alla fine mancano ancora tante gare. Non ho mai pensato di avere le mani sul titolo dopo le prime 7 gare e sono sicuro che neanche Marquez ci sta pensando adesso. Marc ha tanta esperienza, è veloce, non è un avversario facile. Non lo è nemmeno Martin, perché dobbiamo ricordare che è primo a pari punti. Però se fosse stato facile lo avrebbero fatto tutti, e se non avessi voluto questo tipo di pressioni sarei andato a lavorare nell'officina di mio papà. Invece sto provando a fare il pilota e ci sta. Bisogna lottare con queste cose".
Non si può negare però che gli uomini di Noale oggi abbiano avuto anche un pizzico di sfortuna, perché Jorge Martin sembrava finalmente nelle condizioni di poter lottare per la vittoria, perché nella prima parte di gara è stato molto veloce. A frenarlo però è arrivato un problema di "arm pump", la famigerata sindrome compartimentale che da anni tormenta i piloti della classe regina, che lo ha costretto a tirare i remi in barca, arretrando fino al quinto posto. Un risultato che ha finito per profilare il doppio sorpasso della Rossa, perché non solo Marquez ha agganciato "Martinator", superandolo in virtù del maggior numero di vittorie, ma anche la Ducati ha scavalcato l'Aprilia di due lunghezze. E farlo proprio a Misano ha ancora più valore in un derby tutto tricolore.
Il guaio ora è che questa condizione fisica rischia di essere una spada di Damocle sulle ambizioni iridate del madrileno, che dopo il Red Bull Ring, dove si correrà la settimana prossima, dovrà decidere se operarsi o meno. "Per quanto mi riguarda, ero pronto a vincere, ma non posso controllare i problemi fisici. Se non dovessi averli di nuovo, penso di poter essere un candidato e lottare con Marc. Se dovessero persistere, saranno un fattore chiave per il resto dell’anno. Dobbiamo essere intelligenti, capire cosa fare e cosa non fare", ha spiegato Jorge.
Jorge Martin, Aprilia Racing Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
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