MotoGP | Marquez è campione: "Ho lottato e ho vinto di nuovo. Sono in pace con me stesso"
Cinque anni dopo la lesione al braccio che ha rappresentato uno dei momenti più duri della sua vita e la fase più complessa della sua carriera sportiva, lo spagnolo è di nuovo campione del mondo. Ed è proprio da quell'infortunio che è partita la sua rinascita, culminata oggi con il titolo iridato che lo porta a sentirsi in pace con sé stesso.
Appena terminata la gara e celebrato il settimo titolo di campione del mondo di MotoGP, Marc Marquez ha espresso, con voce rotta e visibilmente emozionato, le sue prime impressioni dopo essere tornato a vincere la corona cinque anni dopo l’ultima volta.
Le urla che escono dal casco, più forti del motore e più vere di qualsiasi parola, si intrecciano con quel pianto che solo la visiera è riuscita a nascondere. La gioia di Marquez sta tutti in quegli istanti che hanno il sapore di una rinascita e di una resa dei conti (vinta) con il destino, una liberazione che ora lo porta ad aver trovato la pace con sé stesso.
"Non riesco nemmeno a parlare, non voglio ricordare quello che ho passato, voglio solo godermi il momento. È vero che è stato difficile, ma ora sento pace dentro di me. Ho commesso un grande errore nella mia carriera tornando troppo presto, ho lottato, lottato, lottato e sono tornato a vincere di nuovo, quindi mi sento in pace".
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Toshifumi Kitamura / AFP via Getty Images
"Non riesco nemmeno a parlare, non voglio ricordare quello che ho passato, voglio solo godermi il momento. È vero che è stato difficile, ma ora sento pace dentro di me. Ho commesso un grande errore nella mia carriera tornando troppo presto, ho lottato, lottato, lottato e sono tornato a vincere di nuovo, quindi mi sento in pace".
"La prima cosa che mi viene è che sono in pace con me stesso. Ci sono tante persone che mi hanno aiutato a uscirne, da solo sarebbe stato impossibile. Le decisioni le prendi tu con quello che senti, ma non voglio ricordare, voglio vivere il momento, sono in pace, è un momento di pace ed è la cosa più importante. Non voglio fare nomi di ringraziamento perché non finirei più, ma loro sanno chi sono."
"La cosa più complicata è… l’essere umano ha una grande capacità, quella di dimenticare il male e pensare al bene, almeno gli ottimisti. Ho sempre visto una luce in fondo al tunnel, mi hanno aiutato a vederla meglio. L’ho seguita e mi sono risposto alle domande pensando a me stesso, essendo egoista perché così me lo chiedeva la mia gente. Sono entrato in un circolo vizioso con la caduta di Jerez, ho peggiorato tornando troppo presto, una decisione che è colpa mia. Ti possono consigliare, ma alla fine la decisione la prendi tu. Per questo dico che è stato un Marc contro Marc e ora sono in pace".
A Marquez è stata ricordata la promessa fatta al nonno dopo quattro operazioni: sarebbe stato l’ultimo tentativo. "Sono sicuro che mio nonno ci stia guardando da lassù, tutti i nonni sono lì, ma lui lo viveva da vicino e mi disse 'basta', e io gli dissi che era l’ultima volta, l’ultima opportunità di provarci".
Alex Marquez, Gresini Racing, Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Durante le interviste, Marc avuto anche un pensiero speciale per suo fratello Alex Marquez, con cui ha lottato durante la stagione e che per lui ha rappresentato uno stimolo continuo per migliorarsi ed essere la versione migliore di sé stesso: "Mio fratello, Alex. L’ho detto tante volte, ci sono tante persone, ma lui mi ha aiutato molto, direttamente e indirettamente, senza volerlo. Il semplice fatto di essere attivo qui mi ha aiutato molto. Le cose non vengono da sole, sono in un momento della mia vita molto felice, molto stabile in tutti i sensi".
Curiosamente, accanto a lui sul podio c'è Joan Mir con una Honda, la squadra che lo ha portato al successo per tanti anni e con cui ha scritto alcune della pagine più vincenti della storia del motociclismo. È come un cerchio che si chiude, tra passato, presente e futuro: "È una coincidenza, ma il destino qualcuno lo guida: il destino ha voluto che il titolo fosse in Giappone con la mia vecchia squadra, Joan Mir li ha portati lì, e il cerchio si è chiuso e mi ha permesso di poter dire che andrò a riposare in pace quando tutto questo finirà".
Eguagliare Rossi con sette Mondiali di MotoGP
Con questo successo, Marc ha eguagliato anche il numero di titoli vinti da Valentino Rossi, arrivando a quota sette mondiali. Ma la felicità dello spagnolo va oltre il numero di titoli, va oltre il "numero", come recitato nel video celebrativo per il titolo: "Più che un numero, questo Mondiale è stata la sfida più grande della mia vita fino ad ora".
"Poi vedremo, non ci sono solo sfide qui, anche nella vita personale. È stata la sfida più grande: essere nella gloria, cadere e risalire. È peggio quando sei in alto perché cadi più in basso. Abbiamo eguagliato grandi nomi, che sia Valentino, che sia Agostini, Ángel Nieto nelle vittorie, non avrei mai potuto immaginarlo. Continuiamo a lavorare."
Una rinascita all’altezza di Jordan, Woods, Federer…
"Questi nomi sono parole importanti e non sarò io a mettermi tra loro. Voglio che la gente mi ricordi per aver dato tutto, per aver ispirato le persone. La vita è cercare, provarci: se non ci riesci non è un fallimento, il fallimento è non provarci. Io ci sono riuscito e lo dedico a chi mi è stato vicino, perché lo ha sofferto più di me".
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