MotoGP | Marquez domina Aragon, ma ora è solo contro l'armata Aprilia: Ducati non può perdere del tutto Bagnaia
Il campione del mondo in carica ha rispettato i pronostici, prendendosi tutti i 37 punti in palio al Motorland. Marc è conscio di dover fare bottino pieno sulle piste favorevoli, ma ha bisogno che anche le altre Ducati rubino punti alle Aprilia, quindi la Rossa non può permettersi di lasciare un Bagnaia in crisi al suo destino.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Nell'ultimo anno e mezzo la Ducati si è quasi abituata a dover vivere delle domeniche a due facce, con il lato del box di Marc Marquez a fare festa e quello di Pecco Bagnaia a domandarsi quale possa essere il percorso da intraprendere per trovare la via di fuga da un tunnel che vede la sua uscita allontanarsi invece che avvicinarsi.
Il weekend del Gran Premio di Aragon è stato la perfetta cartolina di questa situazione, con il campione del mondo in carica che ha centrato l'obiettivo prefissato di portarsi a casa tutti i 37 punti in palio su uno dei suoi circuiti preferiti, mentre il piemontese per il secondo appuntamento di fila non ne ha conquistato neppure uno, chiudendo 11° nella Sprint e cadendo dopo pochi giri nella gara lunga, quando era in settima posizione.
La grande differenza rispetto al 2025 è che l'anno scorso il #93 era in uno stato di forma talmente dominante che non ha avuto bisogno di alcun aiuto esterno per vincere il suo nono titolo iridato con cinque Gran Premi d'anticipo e regalare anche quello Costruttori alla Casa di Borgo Panigale.
Ora invece Marc non si è ancora ripreso al 100% dall'ennesimo infortunio alla spalla destra e questo è piuttosto evidente sui circuiti che girano in senso orario. Da quando è tornato al Mugello, infatti, il suo ruolino di marcia è stato di quelli da "o tutto o niente", perché a quattro vittorie ha alternato tre settimi posti. Lui stesso ha ammesso che la chiave per portare a casa il suo decimo titolo sarà quella di massimizzare i risultati sulle piste che gli possono essere favorevoli e limitare i danni sulle altre.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Se l'anno scorso poi l'unico avversario era relativo, perché si trattava di suo fratello Alex, che pur vivendo una stagione molto concreta non è mai sembrato una minaccia concreta, questa volta dovrà provare ad avere la meglio sui rivali dell'Aprilia, Jorge Martin e Marco Bezzecchi. Il madrileno lo precede di 19 lunghezze, mentre il riminese lo segue 5 punti più indietro. E se fino a qualche gara fa la corsa al titolo sembrava apertissima, ora sembra profilarsi una battaglia a tre, perché il quarto in classifica, Fabio Di Giannantonio, è staccato di 48 lunghezze.
Dunque, oltre a dover fare i conti con i suoi problemi fisici, Marc si ritrova in inferiorità numerica, anche perché non si può non notare una differenza sostanziale, almeno nelle due gare che si sono disputate dopo la pausa estiva: nella loro gara favorevole, a Silverstone, le Aprilia hanno monopolizzato il podio, anche se va detto che ai due piloti ufficiali la vittoria manca ormai dal Mugello. Oggi invece, nel giorno della vittoria di Marquez, la seconda Ducati è rimasta giù dal podio ed ha tagliato il traguardo quarta con suo fratello Alex.
E' vero che il pilota del Gresini Racing è indicato un po' da tutto il contingente Ducati come quello che in questo momento riesce a sfruttare meglio la GP26 e quindi sarà sicuramente un alleato prezioso, ma è innegabile che nelle ultime uscite il rendimento di Di Giannantonio è parso in calo, mentre l'Aprilia può contare anche su un team satellite come Trackhouse che sta producendo ottimi risultati, fatta eccezione proprio per Aragon, dove Raul Fernandez si è fermato per un problema tecnico ed Ai Ogura era assente per infortunio, ma dovrebbe rientrare a Misano.
La sensazione però è che riuscire a mettere più moto possibile tra sé ed i rivali nelle piste favorevoli rischia di essere una discriminante importante in questa corsa al titolo ed è per questo che la Ducati non può permettersi di perdere definitivamente un pilota come Bagnaia, che può essere un grande valore aggiunto in questo rush finale se dovesse trovare una chiave per sfruttare il potenziale della GP26.
Francesco Bagnaia, Ducati Team
Ad oggi non sembra un'impresa facile, perché il tre volte iridato ha avuto uno sfogo abbastanza importante dopo la sua caduta: "Io sono lì che do tutto quello che posso, sempre, in ogni situazione, in ogni turno e arrivo al box cercando di essere il più chiaro possibile, perché comunque stiamo cercando tutti una soluzione che non arriva. E' forse uno dei momenti più bassi della mia carriera sportiva, perché non vedo via di uscita al momento e la situazione è uguale alla prima gara. Anzi, nelle ultime due gare è quasi peggiorata, quindi è tosta".
Dunque, non sembra una situazione facile da ricomporre, ma sia Pecco che Gigi Dall'Igna hanno ribadito ancora una volta di avere l'intenzione di provare a fare tutto il possibile per provarci. E alle porte c'è Misano, che per la Ducati sarà una tappa fondamentale non solo per la classifica, ma anche perché c'è vendicare quel "stiamo godendo come ricci" che Massimo Rivola si era fatto scappare dopo che l'Aprilia aveva dominato l'altra gara di casa al Mugello.
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