MotoGP | Marquez crede nella rimonta mondiale: "A 40 punti dal leader non posso escludermi dalla lotta"
Dopo la seconda vittoria di fila, lo spagnolo si è avvicinato alla vetta della classifica e ora dista solo 40 punti da Bezzecchi. Uno scenario totalmente differente rispetto a qualche settimana fa, quando si trovava acciaccato e a oltre 100 punti di ritardo. Adesso, invece, Marquez crede nella rimonta mondiale, anche se il percorso è lungo.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Michal Cizek / AFP via Getty Images
Nel giro di rientro dopo il traguardo, Marc Marquez ha lasciato intravedere due emozioni sotto la visiera: da una parte la felicità per la seconda vittoria consecutiva dopo l’Ungheria, ottenuta peraltro su una pista che sulla carta non lo indicava come il favorito; dall’altra la sofferenza di un pilota che, fisicamente, non è ancora al 100%.
Non sorprende quindi che, nelle interviste, lo spagnolo abbia definito gli ultimi sei giri come i più lunghi dell’anno. Pur avendo gestito la corsa in modo estremamente intelligente per risparmiare le forze, nel finale Marquez ha iniziato ad accusare la mancanza di forza muscolare, proprio mentre alle sue spalle Ai Ogura si avvicinava sempre di più.
Ecco allora che emerge la grandezza di un pilota su cui Ducati ripone molte delle proprie speranze in ottica mondiale. A Brno sorpassare non è mai semplice, e proprio per questo Marc ha scelto di andare subito all’attacco nel primo giro, anche in modo decisamente aggressivo, conquistando il secondo posto alle spalle del compagno di squadra.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
Da quel momento in poi tra i due piloti Ducati è iniziato un vero tira e molla. Dopo la gara, Bagnaia ha spiegato che, pur restando davanti, gli mancavano quei due o tre decimi necessari per tentare la fuga e mantenere il comando. Allo stesso tempo, è vero che per Marquez non è stato semplice restare così vicino al compagno di box, ma la sensazione era che avesse qualcosa in più.
Su una pista in cui è fondamentale non surriscaldare l’anteriore ed evitare chiusure in percorrenza, Marquez ha lavorato molto con il posteriore mentre seguiva Bagnaia. In un primo momento aveva anche provato a portare l’attacco, ma l’italiano aveva risposto in maniera impeccabile, chiudendo ogni traiettoria utile.
I due si sono così riallontanati, almeno fino a quando, superata la metà gara, Marquez non si è riportato negli scarichi di Bagnaia, trovando questa volta il sorpasso decisivo. Ma più che il sorpasso, sono stati i giri successivi quelli fondamentali, perché Marc ha subito allungato cercando di mettere spazio tra lui e Ogura, un pilota che ha fatto della velocità negli ultimi giri il suo tratto distintivo. Quei pochi decimi si sono rivelati fondamentali, perché hanno poi permesso allo spagnolo di portare a casa il secondo trionfo di fila.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
“È stata una gara gestita bene, dura, ma bene perché abbiamo fatto qualche cambiamento per essere più rilassato sopra la moto rispetto ieri, il che mi ha aiutato, Ducati ha fatto un grandissimo lavoro, pure se forse mi è costato un pelo di performance.”, ha raccontato lo spagnolo ai microfoni di Sky dopo la corsa.
“Ma ero più rilassato in accelerazione e questo mi ha aiutato. Poi stare dietro Pecco non era facile, ho usato tanto la gomma posteriore. Per questo alla fine, sì, ero veloce, ma non andavo così forte. Onestamente sono stati sei giri lunghissimi”, ha poi aggiunto riferendosi alla pressione messa da Ogura sul finale.
C’è un punto cruciale su questo tema: era più la Ducati a mancare, o era Marquez? Su questo Marc è stato piuttosto chiaro, spiegando che la realtà è che la sua Rossa avesse ancora qualcosa da esprimere negli ultimi giri in termini di performance, ma che fosse il suo fisico a essere ormai al limite. Lo dimostrano anche le espressioni di sofferenza e, insieme, di sollievo nel giro di rientro dopo la bandiera a scacchi.
Non è un segreto che, come ripetuto più volte da Ducati, Marquez non sarà fisicamente al 100% almeno fino a settembre. Ed è proprio per questo che quanto sta riuscendo a ottenere adesso va oltre qualsiasi aspettativa, sia della Casa di Borgo Panigale sia dei medici che lo hanno seguito. Non è soltanto una questione di talento puro, ma anche di quella “mentalità” che in Ducati pensano sia l'aspetto che può fare la differenza.
“Alla fine siamo un sport in cui ancora il pilota fa l'ultima differenza ma ovviamente la moto è molto molto importante. Ogni volta è più importante, ma io dall'inizio dell'anno continuo a dire che la moto funziona. Ed è una cosa che io, per esempio, oggi ultimi giri andavo forte, ho vinto, ma la moto ne aveva di più”, ha aggiunto Marquez.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images
“Dobbiamo continuare a lavorare, io, Ducati ha lavorato tantissimo questa prima parte di stagione, abbiamo cambiato due tre cose piccole ma comunque si è visto oggi, Ogura era forte e noi eravamo lì ma anche Pecco e Diggia erano fortissimi. Ho fatto quasi gli ultimi tre giri in apnea, perché non mi fidavo di Ogura. Lui è fortissimo. Ma alle volte vince chi resiste di più, non chi è il più veloce, e adesso è il momento di resistere”.
La domanda, a questo punto, è piuttosto semplice. Con due vittorie consecutive, Marquez è tornato pienamente in lotta per il mondiale? Quando si era ritrovato con oltre 100 punti di ritardo, un’Aprilia che sembrava inarrestabile e una spalla da sistemare, l’obiettivo iridato appariva lontanissimo. Ma se c’è un pilota in questa griglia capace di tentare l’impresa, è proprio lo spagnolo, che ora crede sempre di più nella rimonta, pur restando consapevole di quanto sarà difficile.
"Siamo più vicini, a 40 punti. Il mio obiettivo rimane superare Brno e Assen, che è un circuito che mi costa fatica anche quando sto bene fisicamente. In Germania toccherà attaccare, e da lì superare l'estate".
"Quando sarà passata l'estate vedremo come tornerò. Ma, evidentemente, essendo a 40 punti e con più di metà campionato ancora da disputare, non posso escludermi dalla lotta per il titolo. I limiti ci saranno, e vedremo come potrò compensarli. L'importante è che mi sto avvicinando sempre di più al mio stile", ha chiosato Marquez.
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