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MotoGP | Márquez: "Calo gomma imprevisto, non credo che con la media domani sarà meglio"

La posteriore morbida ha dato del filo da torcere a tutti i piloti nella Sprint di Silverstone, ma chi sembra averne risentito di più sono state le Ducati e, in particolare Marc, che è rimasto sorpreso e preoccupato di quanto accaduto, dato che nelle Libere tutto era andato bene.

Marc Marquez, Ducati Team

Non erano ancora trascorsi quattro giri della gara Sprint di MotoGP in Gran Bretagna quando Marc Márquez, che era 4° e incollato a Fabio Di Giannantonio, e con quasi un secondo di vantaggio su Marco Bezzecchi che lo seguiva, ha iniziato ad accusare movimenti strani sulla sua moto.

Al quinto giro il pilota Aprilia lo ha superato, al sesto suo fratello Alex, e così, gradualmente fino alla fine della corsa di sole 10 tornate, dove lo hanno scavalcato anche Pedro Acosta, Joan Mir e Franco Morbidelli.

Chiudendo nono, lo spagnolo ha totalizzato un solo punto, perdendo così il terzo posto in classifica generale, che ora spetta a Bezzecchi con 2 punti in più rispetto a lui. Il problema è stato un evidente calo di prestazioni della gomma posteriore, cosa che ha interessato tutti, soprattutto le Ducati e, più in particolare, la #93.

"Mi è successo quello che può capitare a un pilota che non è ancora pronto. Sono partito, ho iniziato a soffrire per il degrado e finire sesto, settimo o nono non cambiava poi così tanto. Non ce lo aspettavamo e non era prevedibile, ma è successo", ha detto Marc a proposito di quanto accaduto.

"Bisogna analizzare il perché: se è cambiata la temperatura, se ho spinto troppo. Bisogna vedere se a livello di assetto possiamo aiutare questo pneumatico; domani useremo la media, ma non cambia poi così tanto".

"Quindi dobbiamo capire il perché, altrimenti domani soffriremo molto. Non è successo nelle prove libere, eravamo costanti. Ci è capitato, abbiamo faticato, ma abbiamo conquistato un punticino, è già qualcosa, e soprattutto non siamo caduti, perché ci sono state situazioni piuttosto al limite".

Sebbene tutti i piloti abbiano notato un guaio simile, l’impressione è che Marc ne abbia risentito maggiormente, almeno tra coloro che lottavano per il podio.

"Sì, al terzo giro ho provato a spingere un po' di più per portarmi in testa, e ho subito visto che qualcosa non andava con la gomma posteriore; ho iniziato a gestire la situazione, ma non è servito a nulla. Ho capito che era una gara di sopravvivenza e non serviva rischiare, finire settimo non sarebbe cambiato molto".

Marc Márquez, Ducati Team

Marc Márquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / Getty Images

"La cosa mi preoccupa perché non ci era mai successo nelle prove libere, quindi in gara bisogna capire se devo migliorare lo stile di guida, aiutarmi un po’ con l’assetto per preservare la gomma; dobbiamo valutare tutto affinché ognuno faccia la propria parte ai box per ottenere risultati migliori".

"Non abbiamo alcuna idea del perché sia successo; stamattina ho girato con una gomma usata da un time attack e non ho avuto alcuna sensazione strana. Non sono stato l’unico ad avere questo problema, ma sono quello che ne ha risentito di più. Sono cose che capitano nelle gare. Ma quando riguarda un intero marchio, come è successo a noi della Ducati, bisogna analizzarlo".

All’inizio della gara, Marc ha avuto un leggero contatto con Bezzechi, ma questo è stato ininfluente: "Dalla terza alla quarta curva, un piccolissimo contatto, ci siamo solo sfiorati".

In mattinata, Marc aveva fatto registrare un giro da record in Q2 e, nel suo ultimo tentativo, mentre aveva un casco rosso, ha interrotto il giro credendo di vedere una bandiera gialla – che in realtà era qualcos’altro – perdendo così la concentrazione e la possibilità di conquistare la pole.

"Sì, mi sono confuso, pensavo fosse una bandiera gialla, almeno, io ho visto così; quando ho capito che non lo era era già troppo tardi. Ci è sfuggita, ma l’importante è che stavamo dimostrando velocità sul giro singolo; ora bisogna curare bene le gomme, trattarle con cura per fare una gara più costante. È la prima volta che su un circuito sfavorevole mi sento veloce".

 

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