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MotoGP | Marquez: "Bez strepitoso, ma dopo l'errore di ieri avevo il fuoco dentro"

Marc ottiene l'undicesima affermazione stagionale in sella alla Ducati e compie un altro passo verso il titolo, battendo con fatica un grande Bezzecchi a Misano e rispondendo alla grande dopo essere caduto nella gara Sprint di sabato.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Andreas Solaro / AFP via Getty Images

E' stata una risposta da grande Campione quale è, quella che Marc Marquez ha dato trionfando con una prova pressoché perfetta al GP di San Marino e della Riviera di Rimini.

A Misano il portacolori Ducati doveva farsi perdonare la scivolata patita nella Sprint del sabato e non si è fatto pregare, ma anche stavolta ha avuto da sudare parecchio con un Marco Bezzecchi sublime.

Il poleman ha tenuto la propria Aprilia al comando scattando benissimo dalla Pole Position e nell'unica piccolissima sbavatura commessa alla 'Quercia', lo spagnolo è stato un falco ad approfittarne salendo al comando e da lì ha cercato di imprimere il proprio ritmo alla gara.

A differenza di altre volte, invece, l'avversario lo ha avuto come spina nel fianco fino all'ultimo giro e Bezzecchi ha cercato di tenersi in scia alla Desmosedici #93, ma Marquez stavolta ha avuto una precisione incredibile ad ogni staccata, piega e accelerazione, andando meritatamente a tagliare il traguardo per primo sotto la bandiera a scacchi per l'undicesima volta in stagione.

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Andreas Solaro / AFP via Getty Images

"Oggi ho trovato un Marco strepitoso, era al livello di mio fratello Alex a Barcellona, davvero altissimo. Mi sono messo dietro a lui, l'ho pressato per indurlo all'errore e quando ha sbagliato sono passato al comando. Ho provato a tenermelo dietro facendo giri veloci, ma fino alla fine è rimasto lì e andava fortissimo", ha riconosciuto l'alfiere di Borgo Panigale.

"E' stata una gara difficilissima, anche più di quella della settimana scorsa a Barcellona, forse la più tosta della stagione. Anche senza sorpassi, credo che siamo stati in gradi di fare un bello spettacolo, ma qui è dura superare, soprattutto quando stai così vicino a chi ti precede".

"Nella Sprint mi sono dovuto inventare qualcosa in un punto strano per passare Marco, oggi comunque è stata una gara ad altissima tensione fino alla fine".

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

In questo modo, Marquez si è guadagnato la possibilità di vincere il Mondiale a Motegi tra un paio di settimane, ma si è anche riscattato alla grandissima fornendo una prestazione maiuscola e rispondendo a chi ieri lo ha coperto di beceri insulti e gestacci quando è caduto, cosa che di fatto lo ha ulteriormente motivato.

"Ho dato tutto quello che avevo, dopo l'errore di ieri l'unica cosa che serviva per riprendersi era fare una gara al massimo e ottenere un bel risultato. Mi sono concentrato maggiormente e ho cercato di tirare fuori ogni idea. Tardozzi mi aveva detto che la priorità era vincere la gara con la Ducati in casa, poi che avrei dovuto pensare al titolo".

"Dopo l'errore, nel paddock ho incontrato tanta gente, ho ricevuto tanto supporto, qualcuno però ha fatto anche qualche commento meno buono; questo mi ha caricato sempre più e stamattina mi sono svegliato con quella grinta e fuoco dentro che servivano".

"Il titolo? Vediamo se sarà possibile chiudere il discorso in Giappone, altrimenti andremo all'Indonesia, ma non c'è alcuna pressione. Intanto pensiamo ai test di domani, che dopo un fine settimana del genere saranno tosti. Ma sono da fare..."

Marc Marquez, Ducati Team

Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Infine Marc ha commentato la citazione a Leo Messi, ripetendo l'esultanza dell'argentino quando si tolse la maglia mostrandola al pubblico al termine di una partita vinta, stessa cosa che oggi lo spagnolo ha fatto sul podio con la sua tuta Ducati.

"Per me Leo è sempre stato un riferimento e alla fine bisogna sempre mettere un po' di piccante nei cibi, per questo ho pensato al gesto della tuta: a lui piaceva parlare giocando a calcio, a me correndo in moto, dopo l'errore di ieri una vittoria ci voleva proprio".

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