MotoGP | Marini: "Spero di restare, per Honda è chiaro il mio valore"
Il contratto del pilota con la Casa giapponese del pilota italiano è in scadenza a fine anno e il caso Martin ha fatto crescere l'incertezza, anche se Marini è fiducioso sul rinnovo, perché Honda gli riconosce il lavoro fatto per sviluppare la RC213V. Non a caso, è stato in Giappone per lavorare su alcuni dettagli della moto 2026.
Luca Marini, Honda HRC
Foto di: MotoGP
La situazione che si sta venendo a creare intorno a Jorge Martin, con il campione del mondo in carica che vorrebbe lasciare l'Aprilia a fine stagione, con un anno d'anticipo sulla scadenza del suo contratto, per accasarsi alla Honda, rischia inevitabilmente di incidere anche sul futuro di Luca Marini. Il pilota italiano, infatti, è uno dei pochi presenti sulla griglia della MotoGP ad avere il contratto in scadenza a fine anno, e il posto a cui punterebbe "Martinator" sarebbe proprio il suo.
Nella giornata di ieri l'Aprilia ha messo in chiaro che ritiene il contratto del madrileno valido ed efficace, e quindi da rispettare fino a scadenza, a dispetto della clausola risolutoria legata alle prestazioni nelle prime sei gare che Martin vorrebbe esercitare. La sensazione però è che la vicenda non sia destinata a concludersi qui, nonostante un chiaro avvertimento alla Honda a non fare offerte ad un pilota vincolato ad un marchio concorrente.
In tutto questo, per Marini sarebbe un peccato non poter proseguire la sua avventura con la Casa giapponese, visto che il duro lavoro fatto in questo primo anno e mezzo di collaborazione sta cominciando a dare i suoi frutti e anche in casa Honda sono consapevoli dell'apporto che Luca ha saputo dare allo sviluppo della RC213V.
"E' chiaro che spero di restare il prossimo anno, ma è normale che si parli tanto, visto che sono un pilota in scadenza di contratto. Con Honda però sono già diverse settimane che stiamo parlando per cercare di trovare la miglior soluzione per entrambi, che penso che sia quella di continuare così, perché stiamo portando a casa tantissimi risultati", ha detto Marini sul suo futuro al suo arrivo a Silverstone, dove questo fine settimana si disputa il Gran Premio di Gran Bretagna.
Luca Marini, Honda HRC
Foto di: Marc Fleury
"Loro hanno ben chiaro quale sia il mio valore e quanto li sto aiutando a sviluppare la moto. La loro riconoscenza è sempre stata molto chiara e molto apprezzata da me. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi o nelle prossime settimane. Io spererei il prima possibile, ma in MotoGP non abbiamo una finestra di mercato come nel calcio. Forse sarebbe più semplice per tutti, ma penso che sarebbe impossibile. Però è uguale per tutti, quindi non c'è problema", ha aggiunto.
Tra le altre cose, Luca non ha avuto problemi ad ammettere che non avere ancora certezze sul futuro non è un qualcosa di semplice con cui convivere. Dunque, spera che la situazione si possa chiarire il prima possibile: "Sicuramente non è facile da gestire, ma si impare a fare questo tipo di cose. Ogni volta che sei in scadenza di contratto o che cerchi di rinnovare, vorresti cercare di sistemare le cose il prima possibile, perché non è solo sport, è anche la tua vita. Ci sono tante cose in ballo, quindi non è una situazione semplice per chiunque e può capitare di farsi distrarre, ma non quando sei in pista. Fin da quando siamo bambini ci insegnano che quando abbassi la visiera il resto del mondo resta fuori e pensi solo alle tue performance in moto. Questa è la cosa più importante".
C'è però un indizio positivo per lui, ovvero il fatto che recentemente è stato in Giappone a fare un lavoro mirato proprio in ottica 2026: "Siamo stati in galleria del vento e dovevamo fare un po' di ergonomia per la moto del prossimo anno. Avevamo bisogno di studire dei dettagli che non voglio dire che avevamo lasciato indietro, ma che non avevamo avuto tempo di mettere a posto fino ad ora. L'idea era mettere tutto a posto per quando arriverà la moto nuova nella prossima stagione".
Riguardo all'intricata situazione di Martin invece ha preferito non entrare troppo nello specifico: "Non mi sono fatto nessuna idea. Secondo me quello che è giusto è cercare di essere corretti e parlare nella maniera più trasparente possibile con i tuoi datori di lavoro e cercare di trovare la miglior soluzione per entrambi. Alla fine, si parla sempre tra persone adulte e si cerca la soluzione migliore per entrambe le parti. Non solo per te, ma anche per la squadra".
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