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MotoGP | Marini smentisce Mir: "Io avevo una moto completamente nuova"

Il maiorchino si è lamentato per il fatto che la Honda non avesse portato delle novità rilevanti al test di Barcellona, ma il pilota italiano lo ha smentito, dicendo che in realtà c'era una moto completamente nuova da provare. Queste contraddizioni però non fanno altro che alimentare i dubbi sul caos che regna all'interno della HRC...

Luca Marini, Honda Racing

Luca Marini, Honda Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Se si pensa alla Honda in MotoGP, viene da dire veramente che chi ci capisce qualcosa è bravo. Un altro anno è passato e la Casa giapponese non sembra aver cavato un ragno dal buco nella sua crisi tecnica. Nella gara conclusiva della stagione, a Barcellona, la migliore delle RC213V ha tagliato il traguardo in 14° posizione, con un ritardo di poco inferiore ai 20 secondi. Poco meno dei 21 che Takaaki Nakagami aveva incassato nella gara di Valencia di 12 mesi fa.

Lo sforzo profuso c'è stato, perché le forme della moto ora sono davvero molto differenti rispetto a quelle di quella che ha iniziato la stagione. Da fuori - ma da fuori non è mai facile capire, come direbbe una vecchia conoscenza della classe regina - la sensazione è che le stiano provando davvero tutte, senza aver realmente capito però quale sia la strada giusta da prendere per risolvere i problemi.

E la riprova arriva dal fatto che i piloti lanciano messaggi completamente contrastanti tra loro. Alla conclusione dei test collettivi di martedì, Joan Mir è stato durissimo nei confronti del marchio di Tokyo, dicendo che praticamente non c'era nulla di nuovo da provare. Un qualcosa di davvero incomprensibile se si pensa al gap che bisogna ricucire. Il problema è che poi, quando è arrivato davanti ai giornalisti, il suo compagno di box Luca Marini ha smentito la tesi del maiorchino, dicendo che, anzi, c'era una moto completamente nuova da provare.

"Anche io pensavo di non avere niente, invece avevo tantissime cose da provare, una moto completamente nuova. Ovviamente, quando tu metti in pista un prototipo nuovo, non può andare immediatamente più veloce di quell'altro. E' normale che siamo partiti da più lontano, però io ho voluto concentrarmi solamente su quella", ha detto Marini, stupendosi di quanto detto dal collega spagnolo ed alimentando ulteriormente i dubbi su ciò che accade all'interno del box della HRC.

"Tanto era inutile riprovare la moto del weekend, sulla quale avevamo tutti i riferimenti. Qualcosa di positivo, che può venire buono per il prossimo anno, c'è. Hanno fatto un ottimo lavoro sotto alcuni punti di vista, ma su altre cose manca ancora tanto, quindi dobbiamo continuare a dare i nostri feedback e le nostre idee", ha aggiunto il marchigiano.

Luca Marini, Honda Racing

Luca Marini, Honda Racing

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Quando poi gli è stato domandato se comunque si aspetta che a Sepang possa arrivare una RC213V completamente nuova, ha proseguito: "Quella che ho provato oggi sarà una delle due moto che avremo a Sepang e penso che ripartiremo con questa base qui. Poi se avranno la forza di farne un'altra, magari. Ben venga, ma di questo non ne ho ancora parlato, perché abbiamo delle altre priorità. Sicuramente ci saranno tante altre cose da fare".

Quello che non è chiaro è se sia stato capito come bisogna agire per cambiare le cose e Luca sembra convinto che sia così: "Per me la direzione era chiarissima da metà stagione, è solo che ci vuole del tempo e le persone giuste, che secondo me adesso sono arrivate, per seguirla".

Proprio riguardo al nuovo personale che è entrato a far parte della Honda, ha aggiunto: "Sono molto contento di tutti i nuovi ingegneri che sono arrivati. Penso che porteranno tante idee e conoscenze nuove. Non so precisamente quante persone abbiano assunto, ma sono tutte persone molto brave e competenti. Allo stesso tempo, aspettiamo Romano Albesiano (il nuovo direttore tecnico che arriva dall'Aprilia), quando potrà essere libero dal suo contratto, penso a gennaio. Quello sarà l'ultimo tassello che ci farà fare la differenza per il prossimo anno".

Una novità importante dei test di Barcellona è stato il debutto di Aleix Espargaro nei panni di tester. L'ex pilota dell'Aprilia ha avuto modo di salire per la prima volta sulla RC213V: "Ci ho parlato un pochino durante la giornata. Secondo me è andato molto forte e penso che sia stato molto interessante che lui abbia potuto provare la moto qui a Barcellona, che è la sua pista preferita, dove è sempre andato forte ed ha ottenuto grandi risultati con l'Aprilia. Credo che potrà darci veramente un aiuto per migliorare la nostra moto. Ha diverse idee interessanti, poi per alcune cose penso che abbia bisogno di fare ancora un po' di esperienza sulla RC213V, che è molto diversa rispetto alle altre moto".

Mir aveva rivelato che Aleix è rimasto colpito dalla carenza di grip al posteriore e trazione della moto giapponese, sottolineando che non è facile fare certi tempi in queste condizioni: "In realtà è così. Quando tu pensi a tutto quello che c'è da sistemare e che ci manca, pensare che siamo solo ad un secondo è tanta roba. Ti fa pensare che se riusciamo a sistemarci, possiamo arrivare al livello della Ducati. Il problema però è riuscire a farlo. E' la parte più difficile del nostro sport e del lavoro in generale. Quando sarà tutto a posto, ovviamente sarà tutto più facile".

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