MotoGP | Marini: "Ora la Honda ci consente di fare ciò che serve per andare forte"
Dopo la doppia top 5 di Balaton Park, il pilota della Honda si è detto fiero del lavoro svolto in questo anno e mezzo per portare la RC213V a questo livello e che ora è il momento per raccogliere i frutti, continuando però a lavorare a testa bassa. E sul futuro non si pone limiti: "Conosco il mio potenziale, posso vincere anche io".
Luca Marini, Honda HRC
Foto di: MotoGP
Luca Marini e la Honda sono stati senza ombra di dubbio una delle note liete del weekend Balaton Park. Poco più di tre mesi fa, il marchigiano era alle prese probabilmente con l'infortunio più grave della sua carriera, quello rimediato nel test in vista di un possibile impegno alla 8 Ore di Suzuka, e nel Gran Premio d'Ungheria si è regalato addirittura una doppia top 5, chiudendo quarto nella Sprint e nella gara lunga. I suoi migliori risultati da quando è passato a difendere i colori della Casa giapponese all'inizio dello scorso anno.
Dopo il sesto posto di Joan Mir in Austria, la RC213V ha dato quindi un'altra conferma del buon potenziale raggiunto in questo momento, anche se parliamo di due piste abbastanza atipiche. Marini però si tiene stretto e si porta a casa i bei progressi mostrati nelle prime due gare dopo la pausa estiva.
"E' stata una gara molto bella, mi sono divertito. Sono partito molto bene e mi sono destreggiato bene nelle prime due curve, poi è andato tutto un po' secondo i piani, perché siamo rimasti tutti allineati a mezzo secondo uno dall'altro più o meno. Penso che sia io che Martin fossimo più veloci di Morbidelli, ma qui è veramente difficile superare, quindi abbiamo aspettato che gli calasse un po' la gomma. Quando Jorge lo ha passato, allora mi sono detto che ci dovevo provare anche io ed è andata molto bene. Sono molto soddisfatto di com'è andato il weekend, di tutto il lavoro e di come stiamo crescendo", ha detto Marini a fine giornata.
Il duello per il quinto posto con Morbidelli è stato quello che ha dato un po' di pepe al finale di gara: al penultimo giro, Luca si è avvicinato parecchio ed ha provato l'attacco alla curva 9. Tra i due c'è stato anche un leggero contatto, che ha portato il pilota della Pertamina Enduro VR46 a tagliare la chicane, venendo poi costretto dalla Direzione Gara a cedere la posizione al compagno della VR46 Riders Academy.
"Ho cercato di vedere se c'era un punto per superarlo nel modo più pulito possibile. Ho visto che nelle due curve veloci a destra lui era un po' in difficoltà, forse perché la soft era molto più morbida su quel lato, quindi ho pensato che il punto giusto per attaccare fosse la curva 9, perché dalle altre curve usciva molto bene e la sua Ducati andava forte sul rettilineo. Non mi ero accorto che ci fossimo toccati, infatti volevo rivedere il sorpasso in televisione, anche se non ho ancora avuto modo".
Luca Marini, Honda HRC
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Tra le altre cose, il portacolori della Casa di Tokyo ha confermato che comunque superare non è affatto facile sullo stretto tracciato ungherese: "Forse c'è stato qualche sorpasso in più, ma la gara è più lunga, quindi ci sono più variabili, perché c'è più benzina e le gomme calano di più. Poi è capitato che Marquez ha fatto dei sorpassi perché era dietro, se fosse stato primo non avrebbe superato nessuno. Nel conto totale va considerato anche questo".
Nonostante l'ottimo weekend vissuto sulle rive del lago Balaton, Marini è convinto che il reale potenziale attuale della RC213V si potrà scoprire solo nelle prossime gare, su piste più "tradizionali". A partire da Barcellona, dove lo scarso grip offerto dall'asfalto non sarà certamente un alleato.
"E' tutto da rivedere a Barcellona. In questo momento rimaniamo a testa bassa a lavorare, perché c'è tanto da sistemare. Fa parte del processo, perché stiamo facendo dei passi avanti veramente notevoli se guardiamo da dove siamo partiti l'anno scorso. Abbiamo cambiato tantissime cose e questo ci ha permesso di avere una discreta velocità qui ed anche in Austria, specialmente dove c'è grip. Adesso Barcellona sarà un grande punto di domanda, perché è una pista dove il motore conta tanto e c'è pochissimo grip in pista e quelli sono i nostri due punti deboli. Vediamo quindi come ci comportermo là".
Quando poi gli è stato domandato se questo fine settimana sia anche una soddisfazione importante dal punto di vista personale, ha spiegato: "Io lo sapevo dall'inizio dell'anno scorso che si potevano fare questo tipo di risultati, perché conosco il mio potenziale. Semplicemente, bisognava cambiare tante cose sulla moto e sul metodo di lavoro. Adesso che siamo nella direzione giusta, è il momento di spingere e di fare dei risultati, perché la moto ci consente di fare ciò che bisogna fare per andare forte".
In casa Honda, molti gli riconoscono il merito di aver contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo della RC213V, quindi nel paddock sono in tanti a pensare che la conferma di Luca sia meritata, ma che forse gli andrebbe affiancato un pilota vincente. Idea che il diretto interessato sembra rispedire al mittente: "Io penso che Honda abbia bisogno di mettere insieme la moto più forte di tutta la griglia e poi lasciar vincere il più forte tra i piloti di cui dispone. Posso vincere anche io e in questo momento mi trovo molto bene con Joan, perché nel team ufficiale stiamo lavorando veramente bene", ha concluso.
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