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MotoGP | Marini: "Non ho potuto sfruttare il punto forte della Honda"

Il 2026 è iniziato con una top 10 per il pilota della Honda, che però ha spiegato quanto in questo momento sia fondamentale partire davanti per sfruttare la staccata e l'inserimento della RC213V. Dal 14° posto sulla griglia invece ha faticato parecchio, perché la temperatura e la pressione della gomma anteriore sono andate alle stelle.

Luca Marini, Honda HRC

Luca Marini, Honda HRC

Foto di: Steve Wobser / via Getty Images

Dopo un inverno particolarmente positivo, nel quale la RC213V aveva dato la sensazione di aver fatto un altro passo avanti concreto verso le prestazioni dei migliori, la Honda ha probabilmente raccolto meno di quanto avrebbe sperato nel debutto stagionale della MotoGP in Thailandia. Dopo il settimo posto di Joan Mir nella Sprint, nella gara lunga la Casa giapponese si è dovuta accontentare del decimo di Luca Marini, anche se va detto che il maiorchino è stato costetto alla resa quando sembrava avere almeno il sesto posto nel mirino.

Se il campione del mondo 2020, pur senza dirlo direttamente, ha lasciato intendere che è stata l'usura del pneumatico posteriore a condizionarlo, il marchigiano ha spiegato che il suo fine settimana è stato condizionato soprattutto dal fatto di non essere riuscito ad entrare in Q2, dovendo prendere il via dalla 14° casella dello schieramento. A quel punto, rimontare è diventato molto complicato, perché le condizioni di caldo asfissiante sono ancora più penalizzanti quando ci si ritrova nella pancia del gruppo.

"Direi che è stata una gara piuttosto difficile per tutti. Non solo per le temperature elevate, ma anche per la gestione delle gomme, compresa quella anteriore: dopo appena quattro giri, la temperatura e la pressione erano già alle stelle. Da quel momento, è stato davvero complicato, perché non potevo frenare forte ed inserire bene la moto in curva. E questo è il punto forte della nostra moto in questo momento, ma non abbiamo potuto sfruttarlo a causa della temperatura e della pressione degli pneumatici", ha detto Marini dopo la gara ai giornalisti presenti a Buriram.

"Ma nel complesso, la nostra prestazione è stata più o meno questo. Dipende molto dalla posizione che hai in griglia. Partire 14° non è stato semplice: ero scattato bene, ma poi ho perso tre posizioni sul rettilineo e il ritmo è simile per tutti più o meno tra la 5° e la 14° posizione. Dunque, partire davanti ed avere aria fresca è la chiave per avere un miglior supporto dalle gomme. Sappiamo quindi che dobbiamo preparare meglio le qualifiche per partire più avanti. A quel punto, i risultati saranno migliori", ha aggiunto.

Luca Marini, Honda HRC

Luca Marini, Honda HRC

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Nonostante le temperature elevate, Luca ha spiegato che non c'è stato alcun problema dal punto di vista fisico, che la questione è stata più riuscire a gestire il grande stress a cui erano sottoposte le gomme in queste condizioni.

"No, zero. Il problema riguarda più che altro le gomme, la loro durata e la loro prestazione. Fa troppo caldo e, tra le ali e tutti i dispositivi che abbiamo, mettiamo molto stress sulle gomme: basta pensare che ora freniamo più o meno nello stesso punto delle Moto2. Dunque, dobbiamo cercare di stare attenti ed essere delicati con le gomme per finire la gara nel miglior modo possibile. Ma dal punto di vista fisico e mentale è stato abbastanza facile. Anche la pista non è niente di speciale, non è una pista difficile".

"Ma non è neanche un problema di gomme", ha chiarito subito dopo. "E' solo che dobbiamo essere pronti ad affrontare ogni situazione che troviamo. Non è un loro problema, è solo che lo sviluppo sta spingendo tutto al limite e siamo sempre più veloci. Quindi dobbiamo stare attenti agli pneumatici quando ci sono queste condizioni".

Tra le altre cose, pur senza entrare troppo nei dettagli, ha rivelato che per gestire le gomme ha dovuto essere parsimonioso anche con l'utilizzo dell'abbassatore: "Ci abbiamo giocato molto durante la gara, proprio perché lo sappiamo. Non voglio spoilerare le nostre cose, ma abbiamo provato ad ottimizzarne l'uso. Prima di scendere in pista c'è un lavoro davvero impegnativo da fare per analizzare tutte queste cose, come le temperature degli pneumatici in ogni situazione, in ogni curva, per capire dove si può spingere e dove no. Abbiamo preparato tutto bene e non siamo arrivati alla fine nelle condizioni migliori, ma almeno siamo riusciti a sopravvivere fino alla bandiera a scacchi".

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