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MotoGP | Marini: "Mi aspettavo di andare forte, ma serve un altro salto"

Ottima giornata di prove per il pilota Honda che accede direttamente alla Q2 riuscendo ad essere subito competitivo e vicino agli altri, rimanendo comunque concentrato sul resto del lavoro da fare per restare in scia ai rivali.

Luca Marini, Honda HRC

Luca Marini, Honda HRC

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Una delle belle notizie del venerdì di Austin è arrivata da Luca Marini, che ha cominciato il fine settimana di MotoGP in Texas terminando in Top10 le Prove del venerdì e risultando ancora una volta il più veloce dei piloti Honda.

Il marchigiano è stato molto competitivo sull'ostico tracciato statunitense e nel finale della sessione pomeridiana, quando aveva già agguantato la Q2, ha corso anche un brivido pazzesco rischiando l'highside, ma riuscendo a chiudere il gas in tempo per restare in piedi.

"E' fantastico essere già in Q2, anche se all'ultimo giro ho corso un bel rischio in curva 19, ma per fortuna sono riuscito a salvarla. Fin da quando abbiamo cominciato le Libere 1 mi sono sentito a mio agio perché la moto va bene, per cui ero fiducioso di poter arrivare in Top10", sottolinea Marini, che si mostra soddisfatto del lavoro svolto ai box del marchio giapponese, ma evidenziando che non ci si può accontentare di questo.

"Dobbiamo ancora fare un ulteriore salto di qualità perché sicuramente Aprilia e Ducati domani mattina andranno più forte, per cui è necessario migliorare sia la moto che la mia guida".

"L'ideale sarebbe girare sui 2'00"5 in modo da rimanere nelle prime tre file. Questo è importante in vista della gara perché la gomma anteriore tende a surriscaldarsi e quindi potrebbe essere un problema partire più indietro".

 

Luca Marini, Honda HRC

Luca Marini, Honda HRC

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Nonostante le sole due sessioni, i valori in campo rimangono ancora da definire bene e uno degli aspetti positivi per Marini è che la Honda si è trovata vicino alla Ducati in termini cronometrici.

"Questo è interessante e bello perché sembra che i piloti siano piuttosto vicini, tutti appaiono molto competitivi, ma vediamo come andrà sabato perché sono convinto che tutti miglioreranno anche. E quindi pure noi dovremo farlo".

"Per quanto ci riguarda, non sono sorpreso di essere andato così forte perché durante l'inverno abbiamo lavorato alacremente per migliorare le basi della moto esaltandone i punti di forza che attualmente abbiamo".

"Su questa pista abbiamo delle caratteristiche che ben si adattano, specialmente l'ingresso in curva, per cui fin dall'inizio non abbiamo dovuto effettuare grosse modifiche, seppur sia necessario trovare soluzioni per crescere".

A parte il rischio corso nel finale, il 'Maro' è stato uno dei pochi a dirsi contento delle condizioni del Circuit of the Americas, che ogni anno fa discutere per via dell'asfalto ricco di sconnessioni e punti in cui tende a rompersi.

"La pista è in condizioni fantastiche, non so come sia possibile, ma è molto meglio rispetto agli anni scorsi. La frenata di curva 12 resta un po' problematica perché ci sono diverse buche e sassi, il che rischia di farti bloccare l'anteriore, ma diciamo che è tutto sotto controllo".

"Anche la Moto2 è riuscita ad andare forte subito, il che è positivo se consideriamo che, solitamente, ci sono diversi cambiamenti da un anno all'altro. Il tracciato tende a peggiorare per via delle tante categorie di auto che corrono qui, ma stavolta è messo bene".

"La curva 10 ha diverse sconnessioni e se riesci a prendere la traiettoria giusta in ingresso, si può abbassare parecchio il tempo sul giro. Noi siamo stati piuttosto prudenti, ma anche la 19 richiede un ingresso perfetto per non soffrire troppo nei sobbalzi".

 

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