MotoGP | Marini ci crede: "Se risolviamo le vibrazioni, togliamo altri 3-4 decimi"
Il pilota italiano si è regalato il primo piazzamento a punti in una Sprint da quando guida una Honda, confermando anche in Texas la grande crescita della RC213V. Luca però non si siede sugli allori e pensa già a come progredire ancora: secondo lui la chiave potrebbe essere ridurre le fastidiose vibrazioni che la tormentano ancora.
Luca Marini, Honda HRC
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Lo scorso anno, il weekend di Austin era stato uno dei più negativi della stagione per Luca Marini, che si era ritrovato al fondo dello schieramento e poi non era riuscito a conquistare neppure un punto. Il sabato vissuto dal pilota marchigiano al Gran Premio delle Americhe è la fotografia perfetta della crescita che ha fatto la Honda negli ultimi 12 mesi.
Dopo aver fatto segnare il miglior tempo nella Q1, Marini ha ottenuto un ottimo settimo posto sulla griglia di partenza e poi si è piazzato ottavo nella Sprint. Un risultato che è quasi una pietra miliare per lui, visto che finora non aveva ancora conquistato punti nella gara breve del sabato da quando guida una RC213V. E' chiaro quindi che dopo una giornata così non può che esserci soddisfazione. Accompagnata però anche dalla sensazione che, avendo finalmente imboccato la strada giusta, basterebbe poco per fare ancora meglio.
"In questo momento fare più di così è difficile. Però quello che riesco a fare rispetto alle altre piste è portare al limite la moto e guidarla come piace a me. Abbiamo fatto uno step rispetto alla gara dell'Argentina e sono contento perché stamattina, che era il primo vero turno sull'asciutto, le sensazioni erano subito buone. Questo mi ha permesso di riuscire ad essere veloce, soprattutto in inserimento di curva, fermando bene la moto e facendola girare, che è quello che un po' mi mancava", ha detto Marini quando ha incontrato i giornalisti a fine giornata.
"Dobbiamo essere contenti, perché la direzione è quella giusta e dobbiamo continuare così. Nella Sprint possiamo fare meglio di quello che otteniamo, ma c'è una vibrazione che ci limita parecchio, soprattutto in inserimento ed al massimo angolo di piega, che non riusciamo a risolvere. Quello ci limita, penso che perdiamo 3-4 decimi solamente per questa cosa, quindi sarebbe bello riuscire a risolverla il prima possibile, perché a quel punto faremmo un grande passo in avanti", ha aggiunto.
Luca Marini, Honda HRC
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Il suo compagno di box Joan Mir, che oggi è caduto sia in qualifica che nella Sprint, si è lamentato ancora della carenza di velocità di punta della RC213V. Secondo Luca però è proprio lavorando su questa vibrazione che si può provare a progredire più rapidamente.
"Secondo me si fa prima a risolvere una vibrazione che il problema della velocità di punta. E se guadagnamo 3-4 decimi al giro, poi gli altri li passiamo nelle curve. Però è vero che quando lotti contro le KTM o le Ducati, tu li passi nelle curve e loro ti ripassano sul dritto. E' un po' difficile la gara da questo punto di vista, ma se noi potessimo avere un po' più di passo per stare davanti ed andare dietro a quelli che lottano per la vittoria, sarebbe un altro tipo di gara: si dovrebbe fare meno battaglia e pensare solo ad essere veloci per staccare quelli dietro".
Quel che è certo è che il miglioramento visto in queste prime gare del 2025 gli ha regalato una bella iniezione anche a livello morale, anche se il #10 ci ha tenuto a sottolineare di non essersi mai abbattuto neppure l'anno scorso, quando le cose andavano veramente male.
"Io anche l'anno scorso ero molto tranquillo, perché sapevo che stavamo lavorando bene e soprattutto il gruppo di lavoro è fantastico: anche nei momenti difficili, ti fanno passare sempre una bella serata. Abbiamo creato un bell'ambiente nel box e quest'anno che vengono fuori anche un po' di risultati, è ancora più bello. Mi dà ancora più motivazione ed energia, perché manca quel piccolo passo per essere un po' più costantemente e facilmente in Q2. Se riusciamo a lavorare così, possiamo toglierci delle belle soddisfazioni quest'anno".
Riguardo alle prospettive per la gara lunga, infine, non si è sbilanciato troppo, perché anche lui è consapevole che la gestione della gomma sarà un aspetto fondamentale, quindi bisognerà vedere come si comporterà la media posteriore sulla sua moto.
"Vediamo un po' come va con la gomma media al posteriore. Domani mattina la proveremo tutti e cerchiamo di capire quale può essere il nostro potenziale. Ha un po' meno grip, perché l'abbiamo già provata nella FP2, però è la gomma giusta per la gara di domani. Molto comunque dipenderà dalla partenza, dalla prima curva, da come esci fuori dal secondo settore. Oggi abbiamo visto che Quartararo era lì e poi ha finito davanti, perché è sempre molto difficile sorpassare, perché il passo di tutti è piuttosto simile. Quando poi hai aria pulita riesci a sfruttare al meglio anche l'aerodinamica, quindi il target è sempre quello di cercare di fare una bella partenza", ha concluso.
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