MotoGP | Marc Marquez: "Dopo l'errore al primo giro ho preferito gestire"
Marc ha collezionato la quinta vittoria di fila in questo avvio di stagione, ma su una pista come Austin dove ha sempre dominato, l'otto volte campione del mondo, non ha fatto il vuoto controllando Alex e Bagnaia: "Sono partito male ed era normale che Pecco di attaccasse, ma poi ho gestito la gara con margine".
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Marc Marquez, il re indiscusso di Austin, sulla pista texana ha conquistato la quinta vittoria stagionale, collezionando la terza sprint e due GP domenicali.
Un bottino che non lascia il campo aperto a troppe considerazioni, anche se il campione spagnolo ha chiuso i dieci giri con un vantaggio più risicato rispetto al solito, subendo l’azione di Pecco Bagnaia alla prima curva dopo essere scattato sesto in griglia di partenza e riuscendo a riprendere la moto alla curva 18, dopo una pericolosa intraversata…
“Non mi aspettavo di partire male e quando non scatti bene c’è inevitabilmente qualcuno che ti attacca. Questa volta è stato Pecco che si è mosso molto bene. Era davanti alla prima curva ed era quello che voleva, poi alla curva destra gli ero molto vicino e alla successiva sono tornato al ‘mode attack’. Per me era importante chiudere il primo giro in testa e aprire il gap di sette decimi, un secondo: quello era il mio obiettivo, perché l’intenzione era di controllare un po’ la corsa”.
Hai dato la sensazione di avere del margine, ma non ne hai abusato, preferendo allungare ogni volta che tuo fratello Alex si avvicinava…
“La sensazione era buona, anche se non perfetta. È per questo motivo che mi sono detto: provo ad aprire un gap per controllare la gara. Non volevo esagerare, perché il feeling con la pista era un po’ strano a causa della temperatura più alta. E l’errore al primo giro mi ha consigliato di stare un po’ più tranquillo, anche se il passo era buono: quando ho visto che Alex si era avvicinato a 0”6 ho spinto di nuovo per tornare a un secondo di margine e poter gestire la corsa”.
Marc Marquez, Team Ducati
Foto di: MotoGP
Hai un modo di guidare unico: freni molto tardi, ma riesci a chiudere la curva con una traiettoria molto stretta anche a gas chiuso, potendo tenere la linea prima di tornare sull’acceleratore. Austin amplifica il tuo stile o stai ancora migliorando lo sfruttamento della Ducati?
“Questo è il mio stile di guida e l’assetto della moto va in quella direzione. È vero che Pecco e Alex usano uno stile un pelino diverso. L’ho provato anche io e so che posso andare bene, ma preferisco proseguire con il mio perché mi sento più sicuro così. Sono consapevole che arriverà il circuito in cui dovrò andare verso il loro modo di guidare, ma per il momento la moto lavora bene: voglio il feeling con la ruota davanti. Questa è una cosa che la Ducati ha trovato, perché all’inizio faceva più fatica, ma adesso ce l’ho e mi fa andare più sicuro anche se con un po’ di movimento nel posteriore”.
La Ducati ha messo cinque Desmosedici nei primi cinque posti e su un circuito nel quale dovevi dominare si è vista una supremazia meno marcata. C’è un motivo?
“La risposta si chiama Davide Tardozzi che mi ha messo in testa dall’inizio che è lo uguale vincere di mezzo secondo di vantaggio che con tre. L’intenzione è avere il massimo risultato con il minimo sforzo, perché alla fine i 12 punti in classifica rimangono gli stessi”.
Il discorso sarà valido anche per la gara di domani?
“Mi aspetto un GP più combattuto, perché ci sarà la gara lunga e mi aspetto che tutto il mondo possa montare la gomma media posteriore, ma sono confidente. Certo, poi verrà anche il giorno in cui magari non mi troverò bene, ma dovrò capirlo: che sia domani, il Qatar o a Jerez, prima o poi mi troverò a essere secondo, terzo o quarto”.
Ti piace Tardozzi come… mentalista?
“Sì, mi trovo bene con tutta la squadra. Tardozzi ha una grandissima esperienza nel Motomondiale e anche se hai 12 anni di esperienza devi ascoltare tutte le voci autorevoli”.
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