MotoGP | Mandalika: nei test più del 54% dei piloti è finito a terra
La pista di Mandalika mette fine a una pre-stagione MotoGP che non ha lasciato indifferente nessuno, a causa delle curve veloci e della scarsa pulizia dell’asfalto.
Il filo conduttore tra il 2021 e l’inizio della nuova stagione è rappresentato dai test che si sono svolti in Malesia e in Indonesia. Entrambi i circuiti hanno segnato una pre-stagione ricca di innovazioni tecnica e di nuovi componenti che i team sperano traggano beneficio nella prima gara dell’anno. Tuttavia, prima dell’appuntamento inaugurale in Qatar, bisognava provare le novità e questo è stato il focus del lavoro a Mandalika.
Il circuito indonesiano è entrato nel calendario della MotoGP rivoluzionando pubblico ma anche piloti. Caratterizzato da polvere e sporcizia, è diventato il centro di discussioni e di critiche nel paddock della classe regina. Le curve hanno la loro personalità, il tracciato è divertente, ma c’è qualcosa che non va: la credibilità in vista del Gran Premio. Praticamente nessun pilota è rimasto in silenzio al momento di pronunciarsi sullo stato della pista e tutti sono concordi su un aspetto.
Le condizioni di Mandalika non sono adatte per una gara, data la natura dell’asfalto, responsabile di più di 15 cadute durante il fine settimana, ovvero più del 54% della griglia della MotoGP è finita a terra durante i tre giorni di test.
Questa situazione ha reso molto complicato effettuare il time attack e provare a fondo i nuovi componenti che potrebbero fare la differenza nel primo gran premio del 2022. Al suo posto, la precauzione e la prudenza hanno preso il sopravvento nei box.
Teatri di più di una decina di cadute sono state le curve 9, 10, 11 e 12, che sono anche le più veloci della pista, formata da 17 curve totali. Piloti come Marc Marquez, Jorge Martin e Aleix Espargaro sono finiti a terra in più di un’occasione fortunatamente senza conseguenze. Tuttavia, uno dei piloti che ha riportato maggiori conseguenze è Raul Fernandez, che ha chiuso la pre-stagione in anticipo a causa di una commozione cerebrale che gli ha provocato la vista doppia.
Oltre a una tecnica infallibile per non perdere l’anteriore e sfruttare il grip della pista, è stata necessaria un’aggiunta di sicurezza contro la ghiaia di Mandalika, che hanno causato una ferita importante sul braccio di Pecco Bagnaia. Inoltre, anche la presenza dell’erba tra il muro e la corsia dei box ha rappresentato un punto di critica del paddock, con i piloti che hanno chiesto di posare l’asfalto per ridurre le possibilità di cadute evitabili. Tuttavia, questa richiesta è stata rifiutata dagli organizzatori e dal Governo Indonesiano.
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