MotoGP | L'ultimo GP non sarà a Valencia: Qatar, Jerez, Portimao e Barcellona le alternative
Nonostante l'intenzione iniziale della Dorna, promoter della MotoGP, di mantenere Cheste come sede dell'ultimo round del campionato, la portata del disastro causato dalla tempesta che si è abbattuta su Valencia all'inizio della settimana ha indotto la società spagnola a cercare delle alternative.
Maltempo a Valencia
Un aggiornamento sulla situazione a Valencia dopo la devastante tempesta, a pochi giorni dal Gran Premio di MotoGP.
Con il paddock allestito a Sepang (Malesia), si stanno svolgendo le riunioni tra le parti coinvolte in una decisione molto critica data la delicatezza della questione. Già giovedì l'idea iniziale della Dorna, coordinata con la FIM (Fédération Internationale de Motocyclisme), era quella di cercare di mantenere il circuito di Valencia come sede prescelta per l'ultimo Gran Premio della stagione, in programma il 17 novembre.
Con il passare delle ore si è fatta strada la possibilità di spostare la gara una settimana più tardi, a domenica 24 novembre, opzione che è stata comunicata anche a diversi piloti della MotoGP. Tuttavia, secondo Motorsport.com, nel pomeriggio di venerdì c'è stato un notevole cambiamento di vedute tra i dirigenti della Dorna, che hanno iniziato a considerare la data di Valencia impraticabile.
In quest'ottica, i dirigenti della società spagnola sono già al lavoro per trovare un'alternativa per chiudere la lotta per il titolo tra Jorge Martin e Pecco Bagnaia, che potrebbe risolversi questa domenica in Malesia, anche se solo a favore dello spagnolo che, tra la gara breve e quella lunga, deve totalizzare 21 punti in più dell'italiano per chiudere i giochi.
In attesa della prima comunicazione ufficiale da parte del campionato, oltre a quella rilasciata da Carmelo Ezpeleta giovedì al quotidiano AS - "In linea di principio la data originale è mantenuta", ha detto giovedì - le notizie devastanti che arrivano dalla Spagna rendono molto difficile lo svolgimento della gara a Valencia, dove tutti gli eventi sportivi previsti sono stati cancellati questo fine settimana.
Il bilancio ufficiale delle vittime è stato di 158 morti all'inizio della giornata, anche se le previsioni indicano una cifra molto più alta dato il numero di persone ancora disperse. In questo contesto apocalittico, con fino a 20 città senza acqua potabile e con l'esercito schierato nella zona, non sembra esserci alcuna giustificazione possibile per l'organizzazione di un Gran Premio, una conclusione a cui i dirigenti della Dorna sono finalmente giunti.
In questo senso, alcune dichiarazioni molto forti come quelle di Marc Marquez o di Pecco Bagnaia, che venerdì ha assicurato di non avere intenzione di recarsi a Valencia per correre lì, anche se questo gli costerebbe il titolo. "Spero che prendano in considerazione il fatto che a livello etico, e con quello che sta succedendo, non è la cosa giusta da fare. Anche a costo di perdere l'obiettivo finale per me, che è il titolo, non sono disposto a correre a Valencia", ha detto il campione in carica.
A quanto risulta a Motorsport.com, sono tre le alternative attualmente prese in considerazione: Qatar, Jerez, Portimao e Barcellona. Nel caso in cui si scelga il circuito di Lusail, bisogna tenere presente che il Campionato del Mondo di Formula 1 occuperà la pista nella settimana dal 25 novembre al 1° dicembre, circostanza che porterebbe la MotoGP a cercare una data che probabilmente sarebbe la domenica precedente (24 novembre). In ogni caso, ciò che sembra chiaro è che la gara di chiusura della stagione non si terrà nella data prevista, ma in una data successiva.
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