MotoGP | La pioggia esalta Quartararo: "Podio inatteso, ho fatto la differenza in frenata"
Sul bagnato il francese torna protagonista: dopo una partenza incisiva, il pilota della Yamaha conquista un podio inaspettato grazie alla sua forza in frenata, punto di forza della moto giapponese. Nonostante il ritorno di Marquez e le difficoltà sul finale, Fabio ha fatto della prima parte di gara il suo fortino per difndere il terzo posto.
Fabio Quartararo l’ha ripetuto tante volte. La Yamaha ha alcuni punti di forza su cui far leva, soprattutto in termini di feeling all’anteriore, ma anche punti deboli importanti, in particolare per quanto riguarda il motore e il consumo della gomma posteriore.
Ma sotto la pioggia, dove spesso il consumo della gomma è minore rispetto all’asciutto, come si era visto anche a Le Mans prima della caduta, Yamaha ha potuto dire la sua e mettere in mostra le migliori qualità sia della moto che di Quartararo stesso, il cui talento è sempre rimasto lì in attesa di un mezzo capace di esaltarne la velocità.
Grazie a un’ottima incisività nel primo giro, il pilota francese è riuscito rapidamente a portarsi in seconda posizione già nelle prime fasi di gara, alle spalle di Marco Bezzecchi, gettando le basi per poi costruire il vantaggio necessario a difendere il podio quando la gomma ha iniziato a calare nel finale.
Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
Foto di: Alexander Trienitz
“Sappiamo che i primi giri sono importanti per noi. Poi è vero che ogni giro, andando avanti, facciamo sempre più fatica, ma avevo del margine sul terzo, quindi ho provato a mantenere un buon passo. Il nostro punto forte è l’anteriore, ho frenato davvero forte. Questa è stata la chiave della gara”, ha detto poi il francese ai microfoni di Sky Sport Italia al termine della gara, sottolineando i rischi presi in frenata per costruire il podio.
Fino a sei giri dalla bandiera a scacchi, infatti, Quartararo era riuscito a difendere la seconda posizione, ma si è poi dovuto arrendere alla rimonta di Marc Márquez, poi vincitore della gara sprint nonostante un lungo a inizio gara che lo ha costretto a rimontare dal quinto posto. Ma proprio quanto creato nei momenti precedenti si è rivelato fondamentale.
Grazie a circa due secondi di vantaggio costruiti su Fabio Di Giannantonio nella prima metà della corsa, Quartararo è stato in grado di amministrare e gestire il ritorno dell’italiano della VR46, che solo durante l’ultimo giro si è reso davvero minaccioso, ma senza avere la reale opportunità di tentare il sorpasso.
Proprio in quest’ottica, quei due secondi si sono rivelati fondamentali, perché hanno dato la chance di controllare il consumo della gomma nel finale, quando lo pneumatico posteriore, quello che limita di più la Yamaha, ha iniziato a mostrare segnali di cedimento e di stress.
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing, Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Dati i limiti che ancora oggi hanno un peso importante sulla competitività della moto nipponica, specie sulla lunga distanza, era difficile pensare di poter resistere al ritorno di Márquez nel finale. Ma proprio il sorpasso subito da parte dello spagnolo ha dato la possibilità di effettuare anche un paragone tra Yamaha e Ducati, rimarcando ancora una volta quanto il maggior grip al posteriore faccia la differenza.
“La differenza con Ducati è il grip, soprattutto dietro. Penso che sull’anteriore siamo messi un pochettino meglio rispetto a loro. Ma dietro Ducati è molto più forte di noi in termini di grip, e sotto la pioggia questo è un aspetto molto importante perché la gomma cala di più, così come l’aderenza, e qui passi molto tempo piegato. Ma dobbiamo pensare che il nostro anteriore è molto buono”, ha aggiunto Quartararo.
In caso di gara asciutta domani, il francese dubita che Yamaha abbia il passo per competere ancora una volta: “Penso che sull’asciutto il passo non fosse molto buono. Nella sprint magari non era così male, ma credo che sull’asciutto non avrei fatto il podio, nemmeno nella sprint. Ma non mi aspettavo il podio nemmeno oggi sul bagnato, quindi speriamo in una sorpresa".
“Il problema non è solo il motore che ci manca in potenza, ma ci sono anche altri aspetti. Quando usciamo dalla curva, ci sono la fase di trazione, il fatto di non far sollevare la gomma anteriore... tante cose che non ci permettono di uscire bene dalla curva".
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