MotoGP | La mano di Mir preoccupa: "Non è posto, la ferita si è riaperta diverse volte e vedo le stelle"
Nonostante sia riuscito a chiudere ottavo nel pomeriggio di prove a Barcellona, accedendo direttamente alla Q2, il pilota Honda è alle prese con l'infortunio patito a Le Mans che non lo lascia per niente tranquillo.
Joan Mir ha avuto un buon ritmo venerdì a Montmeló, ma ci sono anche preoccupazioni: la prima per l'infortunio che ha subito a Le Mans, una ferita alla mano dovuta a una caduta per la quale ha dovuto ricevere punti di sutura, e in secondo luogo perché, a priori, il Circuit de Barcelona-Catalunya non è la pista più favorevole per la Honda HRC.
Il Campione del Mondo del 2020 ha impiegato parecchio tempo per issarsi nelle prime posizioni, compresa un'altra caduta, dato che nelle Libere 1 è rimasto fuori dalla Top 10, e nelle Prove del pomeriggio non è stato molto veloce, fin quando l'assalto al miglior tempo non lo ha visto arrivare ad un 1'38"846 valido come ottavo posto della classifica e accedendo alla Q2.
"Era chiaro che oggi potevo fare un buon giro, mi sento bene con la moto al di là delle ultime gare. E anche se questo è un circuito che non è molto da Honda, sapevo che se avessimo montato pneumatici nuovi avremmo fatto un ottimo tempo. Non sono nemmeno passato per l'1'39", ma dall'1'40" all'1'38", il che è un po' strano", ha detto.
"Ho fatto solo un giro, perché sono arrivato più tardi degli altri a montare pneumatici nuovi. Abbiamo cambiato la gomma posteriore fuori dai box e l'anteriore era fredda, ma non avremmo potuto fare diversamente. Il team ha fatto un grande lavoro, perché nelle Libere 1 mi ero trovato malissimo. Non c'era modo di guidare bene la moto. E abbiamo finito la giornata abbastanza bene, nei limiti dei problemi che ci sono".
Tuttavia, ciò che non gli ha trasmesso sensazioni altrettanto buone è stato il suo infortunio: "La mano non sta molto bene, ed è stato un altro motivo per cui oggi non ho fatto molte più tornate di qualità. In frenata andavo bene, ma nelle curve a destra, ogni volta che ruoto il polso, la ferita tocca il manubrio e vedo le stelle".
"E si è già riaperta parecchie volte. Non sarà un fine settimana piacevole per via della mano, ma faremo quello che possiamo. Cerco di non pensare a come sarà la gara, ma soffrirò. Soprattutto nei primi due giri, quando sono freddo. Poi, quando si scalda, va un po' meglio".
Joan Mir, Honda HRC
Foto de: Burak Akbulut/Anadolu via Getty Images
Interpellato da Motorsport.com sul fatto che la Honda possa reggere il miglioramento del ritmo che ci si aspetta dagli altri a partire da domani, il #36 ha risposto: "Non ne ho la minima idea, perché è vero che oggi tutti hanno sofferto per le condizioni che ci sono, e questo ci ha aiutato a stare più avanti. Sono convinto che in condizioni normali, tutti, con gomma dura anteriore e spingendo... Sarebbe stato più difficile entrare in Q2".
"Perché perdiamo molto in accelerazione. Ma oggi mi ha sorpreso il potenziale della moto. Perché appena ho spinto, il giro è venuto fuori. Quanto al passo, non sono messo così bene, domani vedremo fin dove possiamo arrivare".
Infine, Mir ha commentato come si sente con la poca aderenza dell'asfalto: "Quando c'è poca aderenza, lo avvertiamo man mano che si percorrono queste curve molto lunghe, scivoli molto tutto il tempo e non puoi spingere del tutto. È un circuito in cui non ci stanchiamo molto, perché non possiamo spingere molto. Non è il più divertente, diciamo".
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