MotoGP | La Honda lancia segnali di... fumo: la pioggia impedirà di capire se c'è anche l'arrosto?
Dopo aver dominato in patria sotto al diluvio un anno fa, Johann Zarco è stato il più veloce del venerdì di Le Mans sull'asciutto, su una RC213V che ha mostrato progressi importanti anche con Mir, quinto. Una sorpresa per tutti, che però rischia di non poter essere verificata ulteriormente domani se la pioggia arriverà sul Circuito Bugatti.
Johann Zarco, Team LCR Honda
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Il venerdì del Gran Premio di Francia ha portato la MotoGP quasi su una macchina del tempo. Per trovare una Honda al comando di entrambe le sessioni del venerdì bisogna probabilmente tornare a prima dell'infortunio di Marc Marquez, a Jerez nel 2020, e bisogna dire che l'exploit venuto fuori nel venerdì di Le Mans è stata una sorpresa molto gradita.
In mattinata il più veloce è stato Luca Marini, che tuttavia per issare la sua RC213V davanti a tutti ha montato un set di gomme nuove nei minuti conclusivi. Ha sicuramente molto più valore quindi il miglior crono messo a referto nel pomeriggio da Johann Zarco, perché il pilota del Team LCR ha messo tutti in fila quando è stato il momento di andare a fare il time attack per staccare il pass per la Q2.
Il due volte campione del mondo della Moto2 ha sicuramente un rapporto speciale con la pista di casa, dove l'anno scorso si è regalato un trionfo memorabile sotto alla pioggia, diventando il primo francese ad imporsi in patria dopo oltre 70 anni. Probabilmente, però, era lui il primo a non credere di poter sfoderare una prestazione di questo tipo anche sull'asciutto.
Anche se, ad onor del vero, era reduce da una prova molto concreta anche a Jerez. Dopo aver conquistato la prima fila grazie alla sua abilità sul bagnato, era riuscito infatti a rimanere nella top 5 praticamente per tutta la gara lunga disputata sull'asciutto, cedendo qualcosa solo nel finale per andare a chiudere al settimo posto.
Johann Zarco, Team LCR Honda
Foto di: Marc Fleury
Quello è stato senza dubbio un primo segnale di crescita da parte sua e della moto della Casa di Tokyo, ma la zampata di oggi ha ben altro valore. "Che si arrivi decimi o primi, alla fine, è lo stesso risultato al venerdì, ma primi è meglio", ha scherzato il portacolori della squadra di Lucio Cecchinello, riferendosi all'obiettivo primario di entrare direttamente in Q2.
Ma a renderlo ottimista è il fatto che la sua RC213V si sia dimostrata costante anche in ottica passo gara, con le gomme usate, anche se chiaramente per puntare in alto servirà una qualifica all'altezza. E se dovesse arrivare una prima fila, Johann è il primo a non nascondere che si può anche pensare di sognare in grande: "Se avrò il passo per giocarmi davvero la top 3, beh, sarebbe bello provare a prendere una medaglia nella Sprint di domani". Una medaglia che sarebbe la prima della sua carriera e che potrebbe infiammare nuovamente il pubblico casalingo, proprio come 12 mesi fa.
Ad aumentare le speranze di Zarco c'è il fatto che sono due le Honda che sono riuscite ad infilarsi nella top 5, perché anche Joan Mir è stato molto veloce con il suo quinto tempo a soli 138 millesimi dal francese. E anche il campione del mondo 2020 non ha nascosto che non si aspettava un salto di qualità così grande, anche perché nei test di Jerez non sono state introdotte novità troppo rilevanti e nel box Honda avevano soprattutto affinato il setting.
"Di solito, il nostro punto debole è la mancanza di grip. Mi aspettavo di avere del potenziale qui, anche se forse non così tanto", ha detto Mir, confermando poi che i test della settimana scorsa sono stati paradossalmente molto utili: "A Jerez non abbiamo provato nulla di nuovo, abbiamo semplicemente capito meglio quale direzione dovevamo prendere".
Joan Mir, Honda HRC
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Tra le altre cose, uno degli aspetti di cui si era lamentato ripetutamente il maiorchino era la necessità di dover sempre rischiare per essere veloce con la RC213V. Ora, anche da questo punto di vista, crede che sia stato fatto un passetto in avanti: "Si corre sempre qualche rischio, ma se si rimane costantemente tra i primi cinque, questo permette di tenere sotto controllo la situazione e i rischi. Sento di guidare con un margine di sicurezza".
Dopo un venerdì come questo, che probabilmente ha come unica nota stonata l'esclusione di Marini dalla Q2, forse in casa Honda c'è anche un po' di rammarico all'idea che domani possa arrivare la pioggia a bagnare l'asfalto del Circuito Bugatti. Quella che sulla carta doveva essere una grande alleata, soprattutto per Zarco, rischia di impedire alla Casa giapponese di capire se la competitività mostrata oggi sia stata solo fumo o se in forno stavolta c'era anche l'arrosto...
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