MotoGP | La Ducati torna a graffiare, ma con il Marquez "sbagliato"
Dopo un mese di pausa, tutti si aspettavano di valutare i progressi di Marc, invece a dominare il venerdì di Jerez è stato Alex, che è stato capace di rifilare ben mezzo secondo al fratello maggiore, veloce sul passo ma in deficit sul giro secco, nel quale per sua stessa ammissione patisce ancora le curve lunghe a destra.
Alex Marquez, Gresini Racing
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Marquez e la Ducati sono tornati. Se ci si fermasse solo al cognome, il titolo del venerdì di Jerez de la Frontera, dove la MotoGP ha cominciato la sua campagna europea dopo un mese di stop forzato, potrebbe essere assolutamente questo.
Peccato però che ad aver fatto un solo boccone della concorrenza non sia stato l'attesissimo Marc, ma il fratellino Alex. Dopo un inizio di stagione con i fuochi d'artificio dell'Aprilia, che si è imposta in ognuno dei tre GP disputati finora con Marco Bezzecchi, l'interrogativo di tutti era se le tre domeniche senza gare fossero servite al campione del mondo in carica per ritrovare quello smalto che lo scorso anno gli aveva permesso di vincere il suo nono titolo iridato con ben cinque gare d'anticipo.
Sicuramente la Desmosedici GP26 non è nata come avrebbero sperato a Borgo Panigale, visto che, dopo anni di assoluto dominio, fin qui è riuscita a raccogliere solamente una Sprint, proprio con il #93 in Brasile. Ma è altrettanto innegabile che quello visto fino ad Austin non era certamente lo stesso Marc di prima dell'infortunio alla spalla di Mandalika, che ha richiesto un percorso di recupero molto lungo e molto impegnativo, trattandosi di un'articolazione che in passato aveva già fatto tribolare parecchio il campione di Cervera.
Ieri aveva detto di sentirsi pronto a pensare solamente alla pista e non più alla condizione fisica, ma l'impressione che ha lasciato la prima giornata di prove in Andalusia non è stata esattamente questa. Se si va a guardare il passo gara, quando la gomma inizia a calare, il campione del mondo in carica sembra avere tutte le carte in regola per fare molto bene, ma è quando bisogna sfruttare la gomma nuova e quindi attingere a tutta l'esplosività che per ora non è riuscito a brillare.
Per quanto suo fratello Alex non abbia mai nascosto il suo amore per Jerez, che un anno fa gli ha anche regalato la sua prima vittoria nella classe regina, il distacco di mezzo secondo che gli ha rifilato oggi lascia intendere che oggi non abbia funzionato tutto al meglio nel box del #93, anche perchè davanti a lui c'è anche l'altra Desmosedici GP di Fabio Di Giannantonio, che occupa la seconda posizione ed è stata a sua volta più veloce di un paio di decimi.
Marc Marquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
"A poco a poco ci stiamo avvicinando, ma è vero che è sul giro singolo che sto soffrendo di più. Con la gomma usata, le cose si livellano un po', ma quello che hai perso con la gomma nuova non lo recuperi", ha detto a fine giornata Marc, che ha avuto bisogno di un ultimo tentativo quasi a tempo scaduto per staccare il pass per la Q2 e chiudere con il quarto tempo.
Tra le altre cose, c'è un aspetto che deve far riflettere leggendo le sue dichiarazioni, ovvero il punto della pista che lo mette più in difficoltà: "Le ultime due curve veloci a destra, è lì che sto perdendo la maggior parte del tempo", ha spiegato. E qui non si può non ricordare che nelle prime gare ha detto più volte di faticare fisicamente proprio nelle pieghe lunghe a destra.
Per questo lui stesso non si è nascosto quando gli è stato chiesto se firmerebbe per un podio se a vincere fosse suo fratello: "Sicuramente, anche perché lui ha più possibilità di vincere rispetto a me di finire sul podio". Tuttavia, non bisogna neanche commettere l'errore di trarre giudizi affrettati, anche perché non dobbiamo dimenticare che Marquez è sempre stato bravissimo a giocare al gatto col topo con i suoi avversari, tornando a graffiare proprio quando sembrava quasi indifeso.
Gli uomini di Borgo Panigale, inoltre, non possono neanche permettersi di sottovalutare i rivali di Noale, che oggi sono parsi un po' più in ombra rispetto alle uscite precedenti, ma comunque hanno piazzato tutte e quattro le RS-GP in Q2. E la storia recente ci ha insegnato che le moto venete soffrono la gomma soft, quindi il passaggio alla media nella gara lunga di domenica potrebbe ancora riservare delle sorprese...
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