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La Ducati ha affrontato il Gran Premio degli Stati Uniti di MotoGP con qualche difficoltà, senza essere considerata la favorita, e con un Marc Marquez che questa volta non è stato lo "Sceriffo" di Austin. È quanto ha mostrato la Casa di Borgo Panigale nel suo "Inside".

Marc Marquez, Ducati Team

La Ducati aveva un obiettivo per il Gran Premio degli Stati Uniti, terza prova della stagione di MotoGP: iniziare a risalire la china. Dopo aver faticato in Thailandia ed in Brasile, il circuito, dove nel 2025 avevano conquistato una tripletta, sembrava l’ideale per ritrovare le sensazioni giuste, visto che in passato era stato il feudo di Marc Marquez. Ma nulla di più lontano dalla realtà: il weekend è iniziato male per il campione in carica, che è riuscito a risollevarsi a fatica, e nemmeno Pecco Bagnaia, pur mostrando qualche segnale di ripresa tra le qualifiche e la Sprint, è riuscito a portare a termine l'impresa. Così è andata per la Casa di Borgo Panigale la visita in Texas, raccontata nell'ultimo episodio di "Inside".

 

Il team ufficiale Ducati ha iniziato la visita al Circuito delle Americhe unito e con buone sensazioni, con i piloti e i vertici, Gigi Dall'Igna ( direttore generale di Ducati Corse), Mauro Grassilli (direttore sportivo) e Davide Tardozzi (direttore del team) che giocavano a golf tra risate. Inoltre, giovedì è stata una giornata importante per l'azienda, poiché è stata presentata la Superleggera V4 Centenario per celebrare i suoi 100 anni alla presenza del CEO, Claudio Domenicali.

Ma venerdì, il "feeling" positivo al massimo è però cambiato di prima mattina, a causa della spettacolare caduta di Marc Marquez nelle prime prove libere, che fortunatamente è riuscito a superare senza conseguenze fisiche oltre ad un'abrasione. Nel video, si può vedere come il pilota di Cervera spieghi la sua caduta a Dall'Igna: "Per essere quel giro, forse ho spinto troppo. La caduta è stata colpa mia. Ci sono alcune nuove buche lì. La moto si muove molto. È stato il primo giro in cui ho spinto, ma sono stato troppo ottimista. Faccio fatica nelle curve 2, 3 e 4, credo sia più per me che per la moto".

Il responsabile medico del campionato, il dottor Angel Charte, si è preso cura del pluricampione fin dal primo momento, chiedendogli di sottoporsi ad un controllo dopo le prove. Alla fine, tutto è andato per il meglio e sia Marquez, con il miglior tempo, sia Pecco Bagnaia hanno potuto assicurarsi il passaggio diretto alla Q2. Sia l'italiano che altri piloti, come Jorge Martin, si sono preoccupati per Marquez. "Mi ha scritto Loris Capirossi [uno dei responsabili della sicurezza della MotoGP] e mi ha detto che con l'airfence in quella curva sarebbe potuta andare peggio, perché si va di traverso", ha rivelato Marc.

Già sabato, entrambi i piloti si sono qualificati in seconda fila sulla griglia di partenza. "Perdo troppo nelle curve a destra, ma la moto va bene, è colpa mia", ha continuato a sostenere il sette volte campione della classe regina. Il dottor Charte ha potuto constatare che, per la Sprint, il #93 stava un po' meglio. Ma l'avventura di Marquez è durata poco, dato che è caduto al primo giro trascinando con sé Fabio Di Giannantonio. E' andata meglio a Bagnaia, secondo nella gara breve dopo essere stato superato da Martín all'ultimo giro. "Sei tornato dove devi stare", gli ha detto il suo capo tecnico, Cristian Gabarrini. 

Domenica, nella gara lunga, le cose sarebbero cambiate. Nonostante una long lap penalty, Marquez è riuscito a chiudere al quinto posto, una buona rimonta anche se ci si aspettava di più da lui ad Austin. "Oggi mi sentivo davvero bene. Anche alla fine avrei potuto mantenere il ritmo e raggiungere Di Giannantonio se non avessi perso tempo. La moto è fondamentale, ma lo sono anch'io e sto soffrendo. La moto è sicuramente un fattore [in ciò che sta succedendo], ma lo sono anch’io. In Thailandia e in Brasile, se avessi fatto bene i primi tre giri, avrei potuto vincere", è stata la sua valutazione. Per quanto riguarda Bagnaia, il suo pneumatico posteriore ha ceduto alla fine della gara ed è arrivato decimo: "Nei tre Gran Premi, ho sofferto nella gara di domenica, non riesco a spingere come vorrei".

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