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MotoGP | In Qatar trionfa Di Giannantonio ma gode Bagnaia

Prima vittoria in carriera per il pilota romano che guida una grande tripletta italiano davanti a Bagnaia e a Marini. Questa volta a vivere una serata storta è Martin, che non trova il ritmo e chiude decimo probabilmente per una gomma che non lavora a dovere. Ora quindi il vantaggio di Pecco nel Mondiale è di 21 punti quando in palio ce ne sono 34.

Fabio Di Giannantonio, Gresini Racing

Il Mondiale MotoGP 2023 è un'altalena inarrestabile. Ogni volta che sembra di aver trovato delle certezze, bastano poche ore ed arriva subito una svolta. E non fa eccezioni il weekend del Qatar, che sembrava sorridere a Jorge Martin e invece si è concluso con Pecco Bagnaia che ha fatto un passo avanti deciso verso il possibile bis iridato: se ieri aveva visto dimezzarsi il suo vantaggio a soli 7 punti, oggi lo ha triplicato, riportandolo a 21 lunghezze.

Era inevitabile partire da questo, ma l'eroe della notte di Lusail è un altro e porta il nome di Fabio Di Giannantonio. In barba a chi non vuole concedergli un'altra chance in MotoGP per il prossimo anno, il pilota romano del Gresini Racing ha conquistato la sua prima vittoria nella classe regina al termine di una gara da campione vero.

"Diggia", infatti, è stato l'unico capace di reggere il ritmo di un Bagnaia indiavolato, che al via si è subito portato in testa al gruppo ed ha provato ad impostare la corsa su un ritmo infernale, nonostante oggi venisse dato quasi per scontato che la gestione delle gomme avrebbe fatto da padrona.

Inizialmente, nel gruppetto di testa c'erano anche le altre due Ducati di Luca Marini, uno dei pochi ad aver azzardato la gomma soft all'anteriore, e di Alex Marquez, ma pure la KTM di Brad Binder. Con il passare dei giri, però, questo terzetto ha iniziato ad accusare un calo e a giocarsi la vittoria sono rimasti solo il campione del mondo in carica e "Diggia".

Qualcuno poteva anche pensare che si sarebbe accontentato, visto che per Pecco una vittoria avrebbe praticamente sigillato il titolo, ma a quattro giri dal termine ha rotto gli indugi e si è portato al comando. Nel passaggio successivo, Bagnaia ha cercato la risposta alla curva 1 ed è finito lunghissimo, evitando per un soffio il contatto e regalando un enorme brivido ad entrambi.

A quel punto, Di Giannantonio si è ritrovato da solo e lanciatissimo verso una vittoria che magari potrebbe ancora cambiare gli scenari e garantirgli una sella per il prossimo anno. Una sella che nelle ultime gare ha dimostrato che si meriterebbe senza ombra di dubbio, anche se forse gli deve rimanere il rammarico per il fatto che questa esplosione sia arrivata quando ormai le porte erano quasi tutte chiuse.

Nonostante la sconfitta, il sorriso di Bagnaia al parco chiuso però era ben motivato. Per prima cosa perché finalmente è tornato a correre da protagonista dopo un sabato in ombra. E poi perché, quasi per una sorta di legge del contrappasso, questa volta è stato il suo rivale Martin a dover fare i conti con una gomma che probabilmente non si è comportata come avrebbe sperato. Anche perché questa, oppure un problema tecnico, sembra poter essere l'unica spiegazione ad un crollo così repentino delle prestazioni rispetto a ieri.

Che la sua gara fosse in salita lo si è capito da subito, perché già alla partenza ha perso tantissime posizioni, con la sua Ducati del Prima Pramac Racing che ha sbandato vistosamente. Poi il madrileno non ha mai trovato il ritmo ed ha via via perso posizioni, chiudendo alla fine decimo. Un risultato che rende complicatissimo per lui ora il sogno iridato, perché 21 punti iniziano ad essere tanti quando a Valencia ce ne saranno in palio ancora 37.

A completare una grande festa italiana ci ha pensato Luca Marini, che è stato ripagato dalla scelta coraggiosa della gomma anteriore soft riuscendo a distanziare i suoi due "compagni di viaggio" nella seconda parte di gara. Nel finale si è però dovuto difendere dal grande ritorno dell'Aprilia di Maverick Vinales, decisamente il più veloce in pista nell'ultimo terzo di gara, che alla fine si è arreso in volata, solo per 80 millesimi. Un bel segnale comunque per l'Aprilia, che come ieri è stata quella che se l'è giocata di più con le Ducati.

Questa volta è andata meglio anche per la KTM, con Binder che alla fine è riuscito a portarsi a casa il quinto posto nel duello con Alex Marquez. Ma la Casa austriaca è riuscita a piazzare anche Jack Miller al nono posto, alle spalle di un Fabio Quartararo autore di una bella rimonta con la sua Yamaha e anche di Enea Bastianini, risalito dal fondo del gruppo fino all'ottavo posto.

Dopo essere stato protagonista nelle prime fasi, Marc Marquez ha dovuto fare i conti con il consueto calo della sua Honda, accontentandosi alla fine dell'11° posto. Gli è andata comunque meglio rispetto ad un Marco Bezzecchi in ombra, che non ha potuto fare meglio del 13° posto finale. Fuori dai punti invece Franco Morbidelli.

Dopo aver provato a prendere il via nonostante la frattura della testa del perone rimediata ieri, Aleix Espargaro si è fermato dopo 6 giri perché il dolore era troppo. Se non altro, in questo modo il pilota dell'Aprilia ha pagato la penalità di sei posizioni in griglia per lo schiaffo di ieri a Morbidelli. L'altro pilota coinvolto nell'incidente della Sprint, il portoghese Miguel Oliveira, non ha neppure preso il via per la frattura della scapola destra. Tra le altre cose, il pilota dell'Aprilia RNF è stato punito con una long lap penalty, che a questo punto molto probabilmente sconterà alla prima gara dell'anno prossimo.

 
 
         
Driver Info
 
 
 
   
Cla Pilota # Moto Giri Tempo Distacco km/h Ritirato Punti
1 Italy F. Di Giannantonio Gresini Racing 49 Ducati 22

-

      25
2 Italy F. Bagnaia Ducati Team 1 Ducati 22

+2.734

2.734

2.734     20
3 Italy L. Marini Team VR46 10 Ducati 22

+4.408

4.408

1.674     16
4 Spain M. Viñales Aprilia Racing Team 12 Aprilia 22

+4.488

4.488

0.080     13
5 South Africa B. Binder Red Bull KTM Factory Racing 33 KTM 22

+7.246

7.246

2.758     11
6 Spain A. Marquez Gresini Racing 73 Ducati 22

+7.620

7.620

0.374     10
7 France F. Quartararo Yamaha Factory Racing 20 Yamaha 22

+7.828

7.828

0.208     9
8 Italy E. Bastianini Ducati Team 23 Ducati 22

+8.239

8.239

0.411     8
9 Australia J. Miller Red Bull KTM Factory Racing 43 KTM 22

+11.509

11.509

3.270     7
10 Spain J. Martin Pramac Racing 89 Ducati 22

+14.819

14.819

3.310     6
11 Spain M. Marquez Repsol Honda Team 93 Honda 22

+14.964

14.964

0.145     5
12 France J. Zarco Pramac Racing 5 Ducati 22

+17.431

17.431

2.467     4
13 Italy M. Bezzecchi Team VR46 72 Ducati 22

+17.807

17.807

0.376     3
14 Spain J. Mir Repsol Honda Team 36 Honda 22

+18.673

18.673

0.866     2
15 Spain A. Fernandez Tech 3 37 KTM 22

+21.455

21.455

2.782     1
16 Italy F. Morbidelli Yamaha Factory Racing 21 Yamaha 22

+21.474

21.474

0.019      
17 Spain R. Fernandez RNF Racing 25 Aprilia 22

+22.142

22.142

0.668      
18 Spain P. Espargaro Tech 3 44 KTM 22

+27.194

27.194

5.052      
19 Japan T. Nakagami Team LCR 30 Honda 22

+27.740

27.740

0.546      
dnf Spain A. Espargaro Aprilia Racing Team 41 Aprilia 6

 

    Ritirato  
dnf Spain I. Lecuona Team LCR 27 Honda 0

 

    Mechanical  
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