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MotoGP | Il rodeo di Austin rilancia Martin e Bagnaia, ma mette dietro alla lavagna Bezzecchi e Marquez

La Sprint del Gran Premio degli Stati Uniti è stata a due facce per Aprilia e Ducati. Da una parte ci sono la gioia del ritorno alla vittoria e in testa al Mondiale di "Martinator" e la gara molto solida di Pecco. Dall'altra però anche gli errori più che evitabili di quelli che erano i due nomi più attesi del weekend.

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Il Texas è la patria del rodeo, quindi non deve stupire che nel sabato di Austin siano stati in tanti a farsi disarcionare, in una giornata che ha regalato colpi di scena fin dalle qualifiche e che probabilmente si è chiusa con il più grande di tutti nella Sprint: il ritorno alla vittoria di Jorge Martin.

Dopo aver sofferto tantissimo per i numerosi infortuni patiti la scorsa stagione, finalmente "Martinator" sta tornando alla normalità, anche se probabilmente le cose stanno andando anche meglio di quanto avrebbe sperato. Il primo trionfo targato Aprilia, arrivato dopo ben 511 giorni di astinenza (l'ultimo era stato nella Sprint del GP della Malesia del 2024), gli ha permesso anche di portarsi in testa alla classifica iridata almeno per una notte. Una vera e propria chiusura del cerchio.

Le qualifiche, concluse solamente con il settimo tempo, sembravano dargli ragione ripensando a quando aveva detto che in terra texana avrebbe faticato, essendo molto stanco fisicamente dopo il doppio podio di Goiania ed essendo il Circuit of the Americas un tracciato molto impegnativo dal punto di vista fisico.

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Jorge Martin, Aprilia Racing Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Il campione del mondo 2024 però ha avuto il coraggio di giocare un jolly, essendo l'unico a rischiare di montare la gomma posteriore media nella gara breve. Una mossa che ha dato i suoi dividendi nel finale, quando gli altri sono andati in crisi profonda con la soft, e questo gli ha permesso di andare a riprendere e sverniciare Pecco Bagnaia per regalarsi un trionfo bellissimo ed inatteso.

Proprio il piemontese della Ducati è l'altra nota lieta della giornata. Finalmente è riuscito a fare una buona qualifica, chiudendo con il quarto posto, e questo gli ha permesso di fare una gara molto concreta: dopo una bella partenza, con un incrocio rischioso ma davvero spettacolare alla prima curva, si è portato subito al comando ed è rimasto in testa fino a quando Martin non lo ha ripreso a mezzo giro dalla bandiera a scacchi. Il finale quindi è stato da amaro in bocca, ma finalmente si sono visti scampoli del vero Bagnaia.

E' stato un sabato decisamente all'opposto invece per i loro compagni di squadra. Marco Bezzecchi ha rovinato una bellissima qualifica, conclusa al secondo posto, con una penalità per un impeding ai danni di Marc Marquez in Q2 che domani lo farà arretrare al quarto posto in griglia. Il danno più grande però probabilmente lo ha fatto proprio nella Sprint, gettando alle ortiche un'occasione molto ghiotta per consolidare la sua leadership iridata, che invece si è tramutata in uno zero che ha permesso a Martin di superarlo di una lunghezza.

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

Dopo una brutta partenza, "Simply the Bez" si ritrovava settimo al primo giro. Forte di un'ottimo passo gara, il riminese però è risalito fino al secondo posto nello spazio di appena sei giri. Una condizione ottimale, visto che si trovava davanti al già citato Martin, alla KTM di Pedro Acosta, per di più con Marc Marquez e Fabio Di Giannantonio fuori dai giochi. Una tornata più tardi però ha pensato bene di unirsi anche lui alla "banda dello zero", esagerando in staccata alla curva 11 e finendo ruote all'aria. Ora, dunque, anche all'interno del box Aprilia, dovrà vedersela con un Martin che sta riprendendo sempre più coscienza dei propri mezzi. E, quando è in fiducia, Jorge non è un cliente facile per nessuno.

Se non altro, dietro alla lavagna Bezzecchi è in ottima compagnia, perché anche per Marc Marquez le cose non sono andate affatto bene. In qualifica non è riuscito ad andare oltre il sesto tempo, pagando l'impeding subito da Bezzecchi e da Luca Marini, ma venendo anche graziato dallo Stewards Panel, perché a sua volta anche lui aveva ostacolato Enea Bastianini, ma se l'è cavata senza alcun tipo di sanzione. La sua Sprint poi è durata meno di un giro, perché fin dalle primissime fasi ha cominciato a battagliare con Fabio Di Giannantonio e i due poi sono entrati in collisione alla curva 12: il campione del mondo è stato troppo ottimista in staccata e ha perso l'anteriore su una buca, cadendo e trascinando con sé anche il portacolori della Pertamina Enduro VR46, che ha chiuso nel peggiore dei modi un sabato iniziato con la seconda pole position consecutiva.

Marc Marquez, Ducati Team, Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Marc Marquez, Ducati Team, Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team

Marc si è assunto le proprie responsabilità, ma questa manovra gli è costata una long lap penalty, che con ogni probabilità lo porterà ad abricare al trono texano per il quinto anno consecutivo: quella che è sempre stata una delle sue piste preferite, sembra essere quasi sotto l'effetto di una macumba da quando è passato a difendere i colori della Ducati. Ma è anche vero che vedere il #93 così in difficoltà al COTA è un segnale che non solo probabilmente c'è da rimboccarsi le maniche nel box della Rossa, ma che lo stesso Marc è ancora lontano dal 100% delle forma fisica dopo l'infortunio alla spalla dello scorso anno.

Ultimo, ma non per importanza, oggi merita di essere citato anche Enea Bastianini. Perché è assolutamente vero che parliamo di un risultato arrivato in maniera rocambolesca, ma il pilota della KTM Tech3 ha centrato un podio che gli mancava dal Gran Premio di Catalogna dello scorso anno. A prescindere dalla penalità di 8 secondi rimediata da Pedro Acosta per non aver rispettato il valore minimo della pressione delle gomme imposto dalla Michelin, che ha fatto precipitare lo "Squalo di Mazarron" all'ottavo posto, costandogli anche 5 punti preziosi nella corsa al titolo, a "Bestia" va il merito di essere riuscito finalmente a battagliare nel gruppetto di testa. Senza contare che, alla fine, senza un bellissimo sorpasso all'ultimo giro ai danni di Alex Marquez la medaglia di bronzo non sarebbe arrivata neanche a tavolino. Un segnale di risveglio importante per il riminese.

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