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MotoGP | Il ritorno alla vittoria di Marquez è solo un cerotto sul "buco" di Goiania

Il sabato del GP del Brasile rischia di essere ricordato più per la voragine che si è aperta sul rettilineo di partenza che per il primo successo del campione del mondo in carica dopo l'infortunio alla spalla. E tornano d'attualità le parole di ieri di Davide Brivio: "La MotoGP non può più permettersi queste situazioni".

Riparazione del buco sulla pista

Riparazione del buco sulla pista

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Non tutte le ciambelle vengono con il buco. E di solito neppure i circuiti, ma oggi abbiamo visto anche questo. Qualche intoppo ci sta sempre quando si affronta un nuovo Gran Premio, ma in questo ritorno della MotoGP in Brasile ne stiamo vedendo davvero di tutti i colori.

Nella giornata di martedì, un vero e proprio diluvio si è abbattuto sul circuito di Goiania, allagando alcune parti dell'impianto e chiedendo uno sforzo enorme agli addetti del circuito per fare in modo che tutto fosse pronto per l'arrivo delle squadre. La pioggia poi ci ha messo ancora lo zampino nella giornata di ieri, evidenziando che l'asfalto del tracciato completamente rinnovato offre sì un ottimo grip, ma è molto lento ad asciugarsi.

Il problema più grande però, anche se non si poteva ancora vedere, si stava già creando sotto all'asfalto, perché la grande quantità di pioggia caduta in questi giorni ha provocato il cedimento di un tubo di scolo. L'acqua che ne è fuoriuscita ha scavato sotto al manto stradale, provocando una vera e propria voragine sul rettilineo di partenza.

Fortunatamente, è successo tutto subito dopo la conclusione delle qualifiche della MotoGP, perché il rischio sarebbe stato davvero enorme se questo si fosse verificato quando le moto erano in pista, anche se, come hanno sottolineato più addetti ai lavori, quel punto è completamente fuori dalla traiettoria.

Buco sul rettilineo di partenza/arrivo

Buco sul rettilineo di partenza/arrivo

Foto di: German Garcia

L'intervento del promoter, della FIM e degli organizzatori locali è stato tempestivo, perché ha permesso di non rinunciare al resto del programma odierno, pur dovendo ritardare di un'ora e venti minuti la Sprint e posticipare le qualifiche della Moto3 a dopo la gara breve della classe regina (la Moto2 invece le recupererà domani mattina), ma sicuramente la MotoGP non ha fatto una bella figura a livello di immagine.

Anzi, viene da dire che ieri Davide Brivio, team principal dell'Aprilia Trackhouse, ci aveva già visto davvero lungo manifestando i suoi dubbi sulla scelta di andare a correre in Brasile nel bel mezzo della stagione delle piogge, che anche ieri avevano portato ad un ritardo di un'ora nell'inizio dell'attività in pista.

"Si parla molto del fatto che la MotoGP debba crescere: viene chiesto anche a noi di investire e presentarci con un livello importante, e siamo contenti di farlo. Penso però che anche il promoter debba fare la sua parte. È vero che tutte le volte che si va su una pista nuova ci sono sempre problemi iniziali, però la MotoGP non può più permettersi queste situazioni", aveva detto il manager italiano ai microfoni di Sky Sport MotoGP, senza troppi peli sulla lingua.

E si fa fatica a dargli torto, perché queste sono situazioni che non si addicono a chi vuole mettersi nella scia della Formula 1 e salire sulla stessa onda di popolarità, condividendone ora anche la proprietà. Se da una parte la figura non è stata sicuramente delle migliori, la capacità di reazione e la voglia di portare avanti il programma a tutti i costi sono stati ripagati perché, pur partendo con ampio ritardo, la Sprint ha regalato emozioni.

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team, Marc Marquez, Ducati Team

Fabio Di Giannantonio, VR46 Racing Team, Marc Marquez, Ducati Team

Foto di: Evaristo Sa / AFP via Getty Images

C'è stato il ritorno al successo di Marc Marquez, che dopo l'infortunio di Mandalika, che lo aveva costretto a saltare le ultime gare del 2025, non vinceva una Sprint dal GP di Catalogna dello scorso anno. Il pilota della Ducati non è ancora al 100% della forma fisica e non lo nasconde, ma ancora una volta è stato bravissimo a sfruttare l'unico errore che ha commesso Fabio Di Giannantonio per superarlo nel finale e regalare anche alla Ducati il primo trionfo di un 2026 che era iniziato al di sotto delle aspettative.

Ma c'è anche un'altra bella storia nel sabato di Goiania, che è quella del ritorno sul podio di Jorge Martin, seppure solo in una Sprint. Un po' una chiusura del cerchio per lo spagnolo, perché si tratta non solo della prima "medaglia" con l'Aprilia, ma anche della prima da quando ha conquistato il titolo di campione del mondo a Barcellona nel 2024.

In tutto questo poi c'è anche un Marco Bezzecchi che con il quarto posto avvicina la sua Aprilia alla vetta della classifica, visto che Pedro Acosta non è riuscito a fare meglio del nono posto con una KTM in evidente difficoltà sul tracciato intitolato ad Ayrton Senna. Peccato però che tutto questo abbia finito per essere solo un cerotto sul "buco" di Goiania.

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